๐—ฉ๐—œ๐—” ๐— ๐—”๐—ญ๐—ญ๐—ข๐—ก๐—˜, ๐—ข ๐—Ÿ๐—” ๐—ฃ๐—”๐—Ÿ๐—จ๐——๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—ฅ๐—œ๐—–๐—ข๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—จ๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—˜

Ci sono opere pubbliche che nascono semplici: togli due cose, sistemi il terreno, rimetti in ordine. Poi ci sono le opere pubbliche mirandolesi, dove anche unโ€™ex area P.M.A.R. diventa un romanzo di formazione del movimento terra.

Lโ€™area di via Mazzone era servita dopo il terremoto per i Prefabbricati Modulari Abitativi Rimovibili. Rimovibili, appunto. I moduli sono stati rimossi anni fa. Il resto, invece, ha sviluppato radici, nostalgia e probabilmente anche una propria fauna amministrativa.

Ora siamo al secondo stralcio, quello che dovrebbe fare la magia finale: prendere quattro โ€œquadreโ€ lasciate come vasche infossate, colmare dislivelli, rifinire superfici, sistemare strade, cordoli, pozzetti, segnaletica e restituire allโ€™area una qualche dignitร  di protezione civile, ciclabile, parcheggio, prove patenti, luna park o qualunque altra identitร  provvisoria venga estratta dal cappello.

Perchรฉ il bello รจ questo: non si tratta solo di โ€œpulire unโ€™areaโ€.

No.

Qui cโ€™รจ una coreografia di terre.

Terra del lotto 9.
Terra dellโ€™asilo nido.
Terra da spianare.
Terra da spostare.
Terra da usare per riempire.
Terra forse da bonificare.
Terra invece certificata non contaminata.
Misto riciclato.
Misto stabilizzato.
Terreno vegetale.
Riporti.
Finiture.
Livellamenti.

Una specie di Risiko geologico comunale, dove invece dei carri armati si spostano cumuli e invece della Kamchatka cโ€™รจ via Giolitti.

Nei documenti si dice che il cumulo di terreno derivante dallโ€™asilo nido sul lotto 9, circa 650 metri cubi, โ€œnecessita di essere ridotto o spianatoโ€. E guarda caso nel lotto 5 servono riporti per colmare i vuoti lasciati dai P.M.A.R., cioรจ quattro vasche da migliaia di metri quadrati, infossate rispetto alle strade.

Ma attenzione: ๐—ก๐—ข๐—ก ๐—ง๐—จ๐—ง๐—ง๐—” ๐—Ÿ๐—” ๐—ง๐—˜๐—ฅ๐—ฅ๐—” ๐—˜ฬ€ ๐—จ๐—š๐—จ๐—”๐—Ÿ๐—˜.

Il P.F.T.E. immaginava di usare il terreno residuo del lotto 9 per colmare il vuoto dei P.M.A.R. e tenere bassi i costi. Solo che poi, nei documenti, salta fuori che questa soluzione โ€œnon รจ immediatamente attuabileโ€, perchรฉ gli accertamenti in corso presentano problematicitร  tali da richiedere eventuali trattamenti preventivi di bonifica.

Di quella montagna di terra e dei suoi perchรฉ ne avevamo giร  parlato qui: https://ficodellamirandola.noblogs.org/2026/05/28/la-protezione-civile-sulla-montagna-dei-perche/

Traduzione dal burocratese: avevamo pensato di tappare il buco con quella terra lรฌ, perรฒ quella terra lรฌ forse va prima controllata, trattata, bonificata, accompagnata con prudenza e magari confessata da un geologo.

Allora entra in scena la terra dellโ€™asilo nido: quella, invece, รจ certificata non contaminata. Circa 600 metri cubi. Utile, certo. Ma non basta a risolvere il rebus, perchรฉ per la sistemazione definitiva dellโ€™area i documenti parlano, nellโ€™ipotesi peggiore, di circa 4.500 metri cubi di terreno necessario.

Ed รจ qui che la relazione diventa quasi poetica: parla di ๐—œ๐—ก๐——๐—˜๐—ง๐—˜๐—ฅ๐— ๐—œ๐—ก๐—”๐—ง๐—˜๐—ญ๐—ญ๐—” ๐—–๐—œ๐—ฅ๐—–๐—” ๐—œ๐—Ÿ ๐—ฅ๐—˜๐—ฃ๐—˜๐—ฅ๐—œ๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—ข ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐—ง๐—˜๐—ฅ๐—ฅ๐—˜๐—ก๐—ข ๐—ก๐—˜๐—–๐—˜๐—ฆ๐—ฆ๐—”๐—ฅ๐—œ๐—ข e dice che questa indeterminatezza impone di ipotizzare scelte alternative.

Cioรจ: non sappiamo ancora bene da dove prendere tutta la terra, quanta terra usare, quale terra usare, quanto abbassare, quanto riempire, quanto compensare, quanto rimandare.

E allora le alternative diventano un menรน degustazione del movimento terra: togliere cordoli per abbassare le aree a quota strada e ridurre il terreno da reperire; colmare il dislivello con misto riciclato o terreno riciclato da demolizioni; lasciare alla fase finale la finitura superficiale a verde delle quadre prescelte, anche perchรฉ le destinazioni non sono ancora chiarite del tutto.

In pratica: abbiamo un buco, una montagna, una terra forse problematica, una terra buona ma poca, alcune destinazioni elastiche e una gran voglia di arrivare in fondo facendo sembrare tutto lineare.

๐— ๐—ถ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ๐—น๐—ฎ, ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐˜๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น โ€œ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฑ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฝ๐—ผ๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผโ€.

Ma prima ancora delle terre, dei riporti e dei misti stabilizzati, cโ€™รจ la poesia dellโ€™abbandono. Perchรฉ i documenti descrivono unโ€™area con alberi e cespugli spontanei, piante pioniere, residui di pavimenti dei moduli abitativi, rifiuti edili, strade asfaltate che iniziano a disgregarsi e perfino la ๐—ฆ๐—ข๐—ง๐—ง๐—ฅ๐—”๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—˜ ๐——๐—œ ๐—ฃ๐—”๐—ฉ๐—œ๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—”๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—œ ๐—”๐—จ๐—ง๐—ข๐—•๐—Ÿ๐—ข๐—–๐—–๐—”๐—ก๐—ง๐—œ.

Che detta in italiano normale suona cosรฌ: in unโ€™area pubblica abbandonata per anni non sono cresciute solo le erbacce. Sono spariti anche pezzi.

Autobloccanti evaporati.
Rifiuti rimasti.
Rovi prosperati.
Controllo pubblico disperso come polline nella bassa.

Altro che area P.M.A.R. Qui siamo al primo caso di cava comunale involontaria: entri con il degrado, esci con il materiale.

E il secondo stralcio parte da un presupposto molto ottimista: che le quadre siano giร  sgombre, che il primo stralcio abbia tolto davvero tutto quello che doveva togliere, che sotto non salti fuori altro, che i riempimenti funzionino, che le quantitร  tornino, che la terra sia quella giusta, che il fondo tenga, che le strade non si sbriciolino di nuovo.

Lโ€™appalto รจ anche ๐—” ๐— ๐—œ๐—ฆ๐—จ๐—ฅ๐—”, dettaglio piccolo ma gustoso: quando tutto dipende da quantitร  effettive, terre, riempimenti, fondi e sorprese sotto il tappeto, la misura potrebbe iniziare a misurare anche la pazienza dei cittadini.

E poi ci sono le reti.

Acqua, energia, fogne e telecomunicazioni stanno sotto le strade e non dovrebbero essere toccate. Bene. Peccato che per la pubblica illuminazione il documento dica che ci sono tratti in tesata aerea e cavidotti sotto le travi laterali di fondazione ๐——๐—œ ๐—–๐—จ๐—œ ๐—ก๐—ข๐—ก ๐—ฆ๐—œ ๐—–๐—ข๐—ก๐—ข๐—ฆ๐—–๐—˜ ๐—Ÿโ€™๐—œ๐—ก๐—ง๐—˜๐—š๐—ฅ๐—œ๐—ง๐—”ฬ€.

Meraviglioso.

Un secondo stralcio per finire tutto, ma con pezzi di impianto di cui non si conosce lโ€™integritร .

Intanto i soldi sono quelli della ricostruzione: contributi nati per eliminare le opere incongrue delle aree ex P.M.A.R., trascinati per anni tra proroghe, conferme, scadenze, rischio di non vedere piรน garantito il finanziamento, poi salvataggio fino al 2027.

Prima il letargo.
Poi lโ€™urgenza.

Prima lโ€™area abbandonata.
Poi il cronoprogramma.

Prima le piante spontanee alte come promesse elettorali.
Poi tutti di corsa, perchรฉ i contributi non aspettano i tempi botanici della macchina comunale.

E in mezzo, come reliquia della ricostruzione dimenticata, spuntano pure bancali di ๐— ๐—”๐—ง๐—ง๐—ข๐—ก๐—œ, ๐—ฃ๐—œ๐—”๐—ก๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—˜ ๐—˜ ๐— ๐—”๐—ฅ๐— ๐—œ attribuiti alla chiesa di ๐—ฆ๐—”๐—ก ๐—™๐—ฅ๐—”๐—ก๐—–๐—˜๐—ฆ๐—–๐—ข, โ€œ๐—” ๐——๐—˜๐—ง๐—ง๐—” ๐——๐—˜๐—œ ๐—ฆ๐—˜๐—ฅ๐—ฉ๐—œ๐—ญ๐—œ ๐—–๐—ข๐— ๐—จ๐—ก๐—”๐—Ÿ๐—œโ€, accatastati nellโ€™area come se la memoria storica della cittร  fosse una fornitura edile avanzata.

๐—ฆ๐—”๐—ก ๐—™๐—ฅ๐—”๐—ก๐—–๐—˜๐—ฆ๐—–๐—ข ๐—ง๐—ฅ๐—” ๐—œ ๐—ฅ๐—ข๐—ฉ๐—œ.
I marmi tra i bancali.
Le terre tra i lotti.
La terra forse da bonificare.
La terra dellโ€™asilo certificata non contaminata.
Gli autobloccanti sottratti.
I cavidotti forse integri.
Il tutto con destinazione finale elastica.

Poi, solo alla fine, arriva la nota di colore.

Verde, naturalmente.

Perchรฉ pochi giorni fa, durante la discussione sulla petizione cittadina sul verde, la parola โ€œdisboscamentoโ€ era stata respinta come una bestemmia ecologista, una parola eccessiva, drammatica, inaccettabile.

Poi apri le tavole comunali di via Mazzone e trovi scritto proprio cosรฌ:

๐——๐—œ๐—ฆ๐—•๐—ข๐—ฆ๐—–๐—”๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—ข.

Quando lo dice un cittadino, รจ allarmismo.
Quando lo scrive il Comune, รจ progettazione esecutiva.

Mirandola รจ cosรฌ: anche le parole mettono radici, ma solo finchรฉ non arriva il secondo stralcio.

๐—™๐—ถ๐—ฐ๐˜‚๐˜€ ๐˜ƒ๐—ผ๐˜€ ๐—ผ๐—ฏ๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐˜ƒ๐—ฎ.

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