
A Mirandola siamo riusciti a fare anche questo: prendere il momento piรน fragile, piรน intimo, piรน sacro perfino per chi al sacro non crede, cioรจ lโultimo saluto a una persona cara, e trasformarlo in una scena da logistica comunale fallita, con una bara da portare al quarto livello, un montacarichi fermo, quaranta gradi, parenti arrivati anche da lontano, tumulazione che slitta al giorno successivo e lโamministrazione, come sempre, che probabilmente arriverร dopo con il suo secchiello di frasi giร pronte: il guasto improvviso, il dispiacere, la vicinanza alla famiglia, le verifiche in corso, la massima attenzione, il consueto rosario laico delle scuse quando ormai il danno lo hanno giร portato gli altri sulle spalle.
Perchรฉ qui non si parla di una buca in strada, di una fioriera storta, di una lampadina bruciata o dellโennesimo dettaglio urbano lasciato alla filosofia del โpoi vediamoโ, ma di un cimitero, cioรจ del luogo in cui una comunitร dovrebbe ricordarsi almeno per cinque minuti di non essere soltanto un ufficio che protocolla, affida, determina e archivia, ma una cosa un poโ piรน seria, una macchina pubblica che quando le persone arrivano con il dolore addosso dovrebbe evitare di aggiungere anche lโumiliazione.
E invece la scena raccontata รจ di quelle che non hanno bisogno di molta retorica, perchรฉ sono giร feroci da sole: la bara che deve salire, lโascensore che non sale, i familiari che aspettano, il tecnico che arriva dopo, la soluzione che non arriva, la tumulazione che finisce al giorno successivo, e quel senso tremendo di abbandono per cui perfino lโultimo viaggio, a Mirandola, sembra dover prendere appuntamento con la manutenzione fabbricati.
Poi perรฒ, siccome questa cittร ha il dono di trasformare ogni disservizio in un romanzo amministrativo, vai a guardare gli atti e scopri che la storia dellโimpianto elevatore del Cimitero monumentale non nasce certo ieri, perchรฉ giร nel novembre 2025 il Comune aveva affidato un intervento per sostituire il pistone oleodinamico dello stesso impianto ELMA, dopo che era emersa una ๐ถ๐บ๐ฝ๐ผ๐ฟ๐๐ฎ๐ป๐๐ฒ ๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐ฑ๐ถ๐๐ฎ ๐ฑ๐ถ ๐ผ๐น๐ถ๐ผ ๐ฑ๐ฎ๐น ๐ฝ๐ถ๐๐๐ผ๐ป๐ฒ, che รจ una di quelle frasi meravigliose della burocrazia tecnica: abbastanza fredda da stare in una determina, abbastanza inquietante da far capire che forse il problema non era proprio un fulmine caduto dal cielo sopra il loculo.
Importante perdita di olio.
Non โuna gocciolina poeticaโ.
Non โuna lacrima del pistoneโ.
Non โun trasudamento emotivo del montaferetriโ.
Importante.
E per questa importante perdita il Comune aveva messo sul tavolo ๐ญ๐ฎ.๐ฑ๐ฒ๐ฒ ๐ฒ๐๐ฟ๐ผ, con olio idraulico, manodopera, svuotamento della fossa, assistenza, ricambi, garanzia e tutta quella liturgia tecnica che negli atti pubblici culmina sempre nella frase piรน bella del mondo: rimettere lโimpianto in ๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐ณ๐ฒ๐๐๐ผ ๐๐๐ฎ๐๐ผ ๐ฑ๐ถ ๐ณ๐๐ป๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฎ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ.
Perfetto.
A Mirandola โperfetto stato di funzionamentoโ deve voler dire che lโimpianto funziona benissimo finchรฉ non arriva una bara, un poโ come certi cronoprogrammi funzionano benissimo finchรฉ non arriva il calendario, certi comunicati funzionano benissimo finchรฉ non arrivano i cittadini, certe promesse funzionano benissimo finchรฉ non arriva la realtร .
E allora, prima che qualcuno ci serva il brodino tiepido dellโimprevisto, sarebbe gradita una cosa antica, quasi rivoluzionaria: chiarezza.
Lโintervento da 12.566 euro รจ stato eseguito? Quando? Da chi รจ stato verificato? Esiste un verbale di regolare esecuzione? La garanzia era ancora valida? Il guasto del funerale riguarda lo stesso pistone, lo stesso olio, lo stesso impianto, o un altro pezzo della grande sinfonia oleodinamica comunale? Sono state applicate penali? ร stata fatta una contestazione? Qualcuno del Comune ha controllato davvero, oppure ci siamo limitati alla solita teologia della firma digitale, dove una cosa รจ risolta nel momento in cui compare su un atto, anche se poi nella vita reale resta ferma al piano terra?
Perchรฉ il punto รจ tutto qui: unโamministrazione puรฒ anche sbagliare, un impianto puรฒ anche rompersi, una ditta puรฒ anche dover intervenire, ma se in un cimitero una tumulazione viene rinviata al giorno successivo e poi, il giorno dopo, la famiglia, o chi per lei, deve comunque innalzare il feretro con la forza delle braccia, come se il quarto livello del cimitero fosse una prova di sollevamento pesi applicata al lutto, allora non siamo piรน nel campo del โguasto tecnicoโ, ma in quello dellโumiliazione amministrativa, quella forma speciale di disservizio in cui il Comune non riesce a far salire una bara, perรฒ riesce benissimo a far salire la rabbia.
A Mirandola ormai abbiamo una specialitร : lโefficienza postuma.
Prima il problema accade.
Poi si fa chiarezza.
Poi si esprime vicinanza.
Poi si promettono verifiche.
Poi tutto scivola via, come lโolio dal pistone, fino al prossimo episodio.
Solo che questa volta non รจ scivolata via una pratica.
ร scivolato via il rispetto.
Il rispetto per una defunta.
Il rispetto per una famiglia.
Il rispetto per un luogo che dovrebbe essere il contrario esatto dellโimprovvisazione.
Perchรฉ il cimitero non รจ il retrobottega del Comune, non รจ il deposito delle scuse, non รจ il reparto โvediamo domaniโ, non รจ il posto dove si scopre allโultimo minuto che lโultimo viaggio ha bisogno del piano B.
Il cimitero รจ il luogo dove una comunitร mostra se ha ancora un minimo di pudore.
E qui il pudore รจ rimasto fermo con lโascensore.
La bara non รจ salita.
La tumulazione รจ slittata al giorno successivo.
Il feretro รจ stato comunque innalzato a braccia.
Ma la vergogna, quella no: quella a Mirandola ha trovato subito il modo di arrivare al quarto livello.














