Categoria: Mirandola

Ida Wells

  • ๐—Ÿ๐—” ๐—•๐—”๐—ฅ๐—” ๐—ก๐—ข๐—ก ๐—ฆ๐—”๐—Ÿ๐—˜, ๐—Ÿ๐—” ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—š๐—ข๐—š๐—ก๐—” ๐—ฆ๐—œฬ€

    A Mirandola siamo riusciti a fare anche questo: prendere il momento piรน fragile, piรน intimo, piรน sacro perfino per chi al sacro non crede, cioรจ lโ€™ultimo saluto a una persona cara, e trasformarlo in una scena da logistica comunale fallita, con una bara da portare al quarto livello, un montacarichi fermo, quaranta gradi, parenti arrivati anche da lontano, tumulazione che slitta al giorno successivo e lโ€™amministrazione, come sempre, che probabilmente arriverร  dopo con il suo secchiello di frasi giร  pronte: il guasto improvviso, il dispiacere, la vicinanza alla famiglia, le verifiche in corso, la massima attenzione, il consueto rosario laico delle scuse quando ormai il danno lo hanno giร  portato gli altri sulle spalle.

    Perchรฉ qui non si parla di una buca in strada, di una fioriera storta, di una lampadina bruciata o dellโ€™ennesimo dettaglio urbano lasciato alla filosofia del โ€œpoi vediamoโ€, ma di un cimitero, cioรจ del luogo in cui una comunitร  dovrebbe ricordarsi almeno per cinque minuti di non essere soltanto un ufficio che protocolla, affida, determina e archivia, ma una cosa un poโ€™ piรน seria, una macchina pubblica che quando le persone arrivano con il dolore addosso dovrebbe evitare di aggiungere anche lโ€™umiliazione.

    E invece la scena raccontata รจ di quelle che non hanno bisogno di molta retorica, perchรฉ sono giร  feroci da sole: la bara che deve salire, lโ€™ascensore che non sale, i familiari che aspettano, il tecnico che arriva dopo, la soluzione che non arriva, la tumulazione che finisce al giorno successivo, e quel senso tremendo di abbandono per cui perfino lโ€™ultimo viaggio, a Mirandola, sembra dover prendere appuntamento con la manutenzione fabbricati.

    Poi perรฒ, siccome questa cittร  ha il dono di trasformare ogni disservizio in un romanzo amministrativo, vai a guardare gli atti e scopri che la storia dellโ€™impianto elevatore del Cimitero monumentale non nasce certo ieri, perchรฉ giร  nel novembre 2025 il Comune aveva affidato un intervento per sostituire il pistone oleodinamico dello stesso impianto ELMA, dopo che era emersa una ๐—ถ๐—บ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ผ๐—น๐—ถ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น ๐—ฝ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ผ๐—ป๐—ฒ, che รจ una di quelle frasi meravigliose della burocrazia tecnica: abbastanza fredda da stare in una determina, abbastanza inquietante da far capire che forse il problema non era proprio un fulmine caduto dal cielo sopra il loculo.

    Importante perdita di olio.

    Non โ€œuna gocciolina poeticaโ€.

    Non โ€œuna lacrima del pistoneโ€.

    Non โ€œun trasudamento emotivo del montaferetriโ€.

    Importante.

    E per questa importante perdita il Comune aveva messo sul tavolo ๐Ÿญ๐Ÿฎ.๐Ÿฑ๐Ÿฒ๐Ÿฒ ๐—ฒ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ, con olio idraulico, manodopera, svuotamento della fossa, assistenza, ricambi, garanzia e tutta quella liturgia tecnica che negli atti pubblici culmina sempre nella frase piรน bella del mondo: rimettere lโ€™impianto in ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ณ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ณ๐˜‚๐—ป๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ.

    Perfetto.

    A Mirandola โ€œperfetto stato di funzionamentoโ€ deve voler dire che lโ€™impianto funziona benissimo finchรฉ non arriva una bara, un poโ€™ come certi cronoprogrammi funzionano benissimo finchรฉ non arriva il calendario, certi comunicati funzionano benissimo finchรฉ non arrivano i cittadini, certe promesse funzionano benissimo finchรฉ non arriva la realtร .

    E allora, prima che qualcuno ci serva il brodino tiepido dellโ€™imprevisto, sarebbe gradita una cosa antica, quasi rivoluzionaria: chiarezza.

    Lโ€™intervento da 12.566 euro รจ stato eseguito? Quando? Da chi รจ stato verificato? Esiste un verbale di regolare esecuzione? La garanzia era ancora valida? Il guasto del funerale riguarda lo stesso pistone, lo stesso olio, lo stesso impianto, o un altro pezzo della grande sinfonia oleodinamica comunale? Sono state applicate penali? รˆ stata fatta una contestazione? Qualcuno del Comune ha controllato davvero, oppure ci siamo limitati alla solita teologia della firma digitale, dove una cosa รจ risolta nel momento in cui compare su un atto, anche se poi nella vita reale resta ferma al piano terra?

    Perchรฉ il punto รจ tutto qui: unโ€™amministrazione puรฒ anche sbagliare, un impianto puรฒ anche rompersi, una ditta puรฒ anche dover intervenire, ma se in un cimitero una tumulazione viene rinviata al giorno successivo e poi, il giorno dopo, la famiglia, o chi per lei, deve comunque innalzare il feretro con la forza delle braccia, come se il quarto livello del cimitero fosse una prova di sollevamento pesi applicata al lutto, allora non siamo piรน nel campo del โ€œguasto tecnicoโ€, ma in quello dellโ€™umiliazione amministrativa, quella forma speciale di disservizio in cui il Comune non riesce a far salire una bara, perรฒ riesce benissimo a far salire la rabbia.

    A Mirandola ormai abbiamo una specialitร : lโ€™efficienza postuma.

    Prima il problema accade.

    Poi si fa chiarezza.

    Poi si esprime vicinanza.

    Poi si promettono verifiche.

    Poi tutto scivola via, come lโ€™olio dal pistone, fino al prossimo episodio.

    Solo che questa volta non รจ scivolata via una pratica.

    รˆ scivolato via il rispetto.

    Il rispetto per una defunta.

    Il rispetto per una famiglia.

    Il rispetto per un luogo che dovrebbe essere il contrario esatto dellโ€™improvvisazione.

    Perchรฉ il cimitero non รจ il retrobottega del Comune, non รจ il deposito delle scuse, non รจ il reparto โ€œvediamo domaniโ€, non รจ il posto dove si scopre allโ€™ultimo minuto che lโ€™ultimo viaggio ha bisogno del piano B.

    Il cimitero รจ il luogo dove una comunitร  mostra se ha ancora un minimo di pudore.

    E qui il pudore รจ rimasto fermo con lโ€™ascensore.

    La bara non รจ salita.

    La tumulazione รจ slittata al giorno successivo.

    Il feretro รจ stato comunque innalzato a braccia.

    Ma la vergogna, quella no: quella a Mirandola ha trovato subito il modo di arrivare al quarto livello.

  • ๐—Ÿ๐—” ๐—ฅ๐—˜๐—ฃ๐—จ๐—•๐—•๐—Ÿ๐—œ๐—–๐—” ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐—ฃ๐—จ๐—ก๐—ง๐—”๐—Ÿ๐—˜ ๐—–๐—ฅ๐—ข๐— ๐—”๐—ง๐—ข

    A Mirandola, mentre i problemi veri continuano a comportarsi maleducatamente da problemi veri, il Comune individua finalmente la prioritร  strategica del secolo: ๐—น๐—ฒ ๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ป๐—ผ.

    Determina n. 578 del 25 giugno 2026. Non una determina qualunque. Un atto di rinascita istituzionale.

    Il Comune acquista per la ๐—ฆ๐—ฎ๐—น๐—ฎ ๐—š๐—ถ๐˜‚๐—ป๐˜๐—ฎ e per ๐—นโ€™๐˜‚๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐—ฆ๐—ถ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ๐—ฐ๐—ผ: 2 basi a tre posti, 6 aste cromate, 6 bandiere Italia-Europa-Comune di Mirandola, puntali e base per il Gonfalone. Totale: ๐Ÿด๐Ÿด๐Ÿฐ,๐Ÿฑ๐Ÿฌ ๐—ฒ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ.

    Poi arriva il preventivo allegato e lรฌ la poesia amministrativa diventa quasi mistica.

    Non solo bandiere. Non solo aste cromate da 225 centimetri. Non solo puntale Repubblica. Non solo puntale Europa. Ma anche: ๐Ÿญ ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ ๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ.

    La lancia generica. Il vero cuore ideologico dellโ€™atto.

    Perchรฉ il cittadino ingenuo pensa ancora che un Comune debba risolvere problemi, dare risposte, tenere insieme servizi, cantieri, scuole, manutenzioni, graduatorie e bandi scritti almeno in italiano amministrativo.

    Il Palazzo invece vede oltre. Vede lโ€™asta. Vede il puntale. Vede la ๐—ณ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ผ๐—ฟ๐—ผ ๐—ฎ๐—น ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐˜๐—ฟ๐—ผ. E, nei momenti bui, vede la ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ ๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ.

    Abbiamo immaginato una breve intervista alla Lety.

    ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐—ผ: Sindaca, perchรฉ questo investimento?

    ๐—Ÿ๐—ฒ๐˜๐˜†: Perchรฉ una stanza con tre bandiere sembra subito piรน seria. Anche quando dentro si fanno cose meno serie.

    ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐—ผ: Quindi รจ una scelta simbolica?

    ๐—Ÿ๐—ฒ๐˜๐˜†: Simbolica, estetica e terapeutica. Le bandiere sono in misto lana, una stoffa particolarmente setosa. Nei momenti di rabbia istituzionale le accarezzo piano e mi tranquillizzo.

    ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐—ผ: Funziona?

    ๐—Ÿ๐—ฒ๐˜๐˜†: Moltissimo. Italia. Europa. Mirandola. Italia. Europa. Mirandola. Poi passo la mano sulla frangia oro al perimetro e per qualche secondo dimentico gli accessi agli atti.

    ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐—ผ: E i puntali?

    ๐—Ÿ๐—ฒ๐˜๐˜†: Fondamentali. Senza puntale hai una bandiera. Con il puntale hai una visione amministrativa verticale.

    ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐—ผ: Nel preventivo perรฒ compare anche una โ€œlancia genericaโ€.

    ๐—Ÿ๐—ฒ๐˜๐˜†: Certo. รˆ importante essere pronti. Nei momenti di estrema difficoltร , quando la realtร  entra in Comune e pretende risposte, lโ€™asta con puntale puรฒ essere impugnata metaforicamente come una lancia.

    ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐—ผ: Contro chi?

    ๐—Ÿ๐—ฒ๐˜๐˜†: Contro il drago della trasparenza. รˆ fastidiosissimo: sputa domande.

    Ecco. Mirandola puรฒ finalmente dormire tranquilla.

    Magari i cantieri arrancano. Magari i bandi cambiano forma come Pokรฉmon amministrativi. Magari le risposte sembrano scritte da un algoritmo addestrato sulla nebbia padana. Magari il cittadino chiede chiarezza e riceve scenografia.

    Perรฒ adesso, in Sala Giunta e nellโ€™ufficio del Sindaco, ci saranno loro: ๐—น๐—ฒ ๐—ฎ๐˜€๐˜๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฟ๐—ผ๐—บ๐—ฎ๐˜๐—ฒ, ๐—ถ ๐—ฝ๐˜‚๐—ป๐˜๐—ฎ๐—น๐—ถ, ๐—น๐—ฎ ๐—ณ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ผ๐—ฟ๐—ผ ๐—ฎ๐—น ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐˜๐—ฟ๐—ผ, ๐—น๐—ฎ ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ ๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ.

    Tutto bello dritto. Tutto ordinato. Tutto muto.

    Il sogno perfetto di questa amministrazione: simboli che non contraddicono, non chiedono conto, non fanno domande e non pubblicano screenshot.

    Una bandiera non legge le determine. Una bandiera non nota le rettifiche. Una bandiera non confronta le promesse con gli atti. Una bandiera sta lรฌ. Elegante. Setosa. Frangiata. E soprattutto, a differenza dei cittadini, ๐˜€๐—ถ ๐—น๐—ฎ๐˜€๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ ๐—บ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ๐—น ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ผ.

    Questa รจ la grande innovazione amministrativa: non riuscire sempre a governare la realtร , ma almeno arredare bene il punto da cui la si ignora.

    La macchina comunale potrร  pure perdere qualche colpo. Ma il puntale cromato, la frangia oro e la lancia generica sono finalmente in sicurezza.

    ๐—™๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ: determina comunale n. 578 del 25/06/2026 e preventivo allegato Roberto Faggionato del 18/06/2026.

  • LA FASCIA TRICOLORE E LA FASCIA CASTORINO

    A Mirandola abbiamo risolto anche il diritto amministrativo.

    Non servono piรน il TUEL, le circolari ministeriali, il regolamento del Consiglio comunale o quel fastidioso concetto chiamato โ€œsimbolo istituzionaleโ€.

    Ora la nuova fonte del diritto รจ Tirabassi:

    โ€œCe lo chiedono.โ€

    Fine.

    Se a unโ€™inaugurazione qualcuno dice โ€œavete la fascia?โ€, la fascia si mette.

    Se alla sagra chiedono โ€œvenite con la fascia?โ€, la fascia arriva.

    Se domani al bar chiedono โ€œcโ€™รจ la fascia?โ€, probabilmente partirร  una conferenza dei capigruppo per capire se indossarla anche sul cappuccino.

    Il problema รจ che la fascia tricolore non รจ una sciarpa della Pro Loco.

    Non รจ il foulard della maggioranza.

    Non รจ il badge premium per apparire nelle foto.

    Non รจ il mantello magico che trasforma ogni taglio del nastro in una solenne funzione della Repubblica.

    La fascia tricolore รจ il distintivo del Sindaco.

    Quella vera.

    Con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune.

    Da portare a tracolla, non da usare come accessorio scenico quando serve fare presenza, figura e fotografia.

    E infatti Siena e Gatti hanno presentato una interpellanza molto semplice: forse sarebbe il caso di ricondurre lโ€™uso della fascia a occasioni serie, ufficiali, solenni, evitando che diventi un simbolo onnipresente tra sagre, feste, aperture varie e comparsate amministrative.

    Risposta della Lety?

    Prima parte:
    โ€œConosciamo benissimo le norme.โ€

    Seconda parte:
    โ€œRespingiamo con forza lโ€™illazione.โ€

    Terza parte:
    โ€œPerรฒ potremmo fare un regolamento e inventare un simbolo diverso per gli eventi non strettamente istituzionali.โ€

    Meraviglioso.

    รˆ come dire:

    โ€œNon ho nessun problema con la marmellata sulle dita. Perรฒ da domani usiamo il cucchiaio.โ€

    โ€œNon ho rigato la macchina. Perรฒ forse รจ meglio parcheggiare piรน lontano.โ€

    โ€œNon abbiamo abusato della fascia. Perรฒ magari ce ne serve unโ€™altra per quando la fascia vera รจ troppo fascia.โ€

    E allora Fico della Mirandola propone la soluzione definitiva:

    la fascia in pelo di nutria, altrimenti conosciuta come castorino.

    Una fascia padana, anfibia, resistente allโ€™umiditร , perfetta per attraversare fossi, inaugurazioni, comunicati stampa e regolamenti annunciati โ€œove ritenuto utile dal Consiglioโ€.

    La fascia tricolore resta alle funzioni vere.

    La fascia castorino va invece alle apparizioni amministrative in modalitร  โ€œce lo chiedonoโ€.

    Da usare per:

    tagli di nastro;
    sagre con presenza istituzionale incorporata;
    feste di paese con posa obbligatoria;
    eventi dove nessuno capisce bene se il Comune rappresenta lโ€™istituzione o semplicemente se stesso;
    apparizioni pubbliche in cui la fascia serve piรน allโ€™obiettivo del fotografo che alla Repubblica.

    Regolamento comunale proposto.

    Articolo 1
    La fascia castorino รจ il distintivo dellโ€™amministratore in modalitร  passerella valliva.

    Articolo 2
    Puรฒ essere indossata da sindaco, assessori, consiglieri, accompagnatori, reggitori di forbici, portatori di sorrisi istituzionali e figure temporaneamente utili alla foto.

    Articolo 3
    In caso di dubbio normativo, decide Tirabassi sentito il primo organizzatore disponibile.

    Articolo 4
    La fascia si porta a tracolla, possibilmente senza rosicchiare il TUEL.

    Articolo 5
    Dopo lโ€™uso, la fascia va spazzolata, asciugata e riposta accanto alle promesse elettorali, ai comunicati trionfali e alle risposte scritte in cui si nega un problema mentre si propone una soluzione.

    La veritร  รจ che la fascia tricolore non รจ un giocattolo simbolico.

    รˆ uno dei pochi segni visibili della rappresentanza istituzionale.

    Se la metti ovunque, non rappresenta piรน il Comune.

    Rappresenta lโ€™ansia di farsi vedere.

    E allora sรฌ: ben venga la fascia castorino.

    Almeno quella, quando esce dal fosso, non pretende di essere una circolare del Ministero dellโ€™Interno.

  • ๐—š๐—ฅ๐—”๐——๐—จ๐—”๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—” ๐—–๐—›๐—œ๐—จ๐—ฆ๐—”, ๐— ๐—” ๐—ก๐—ข๐—ก ๐—ง๐—ฅ๐—ข๐—ฃ๐—ฃ๐—ข

    A Mirandola abbiamo inventato una nuova figura del diritto amministrativo: la graduatoria chiusa con lo spiffero. Chiusa, ma arieggiata. Chiusa, ma con oblรฒ. Chiusa, ma se arriva una diffida al TAR si riapre come il barattolo dei sottaceti.

    Parliamo di case popolari, quindi sgombriamo subito il campo dalla cattiveria sbagliata: ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฐโ€™๐—ฒฬ€ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ฒ๐—น๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ฐ๐—ต๐—ถ ๐—ต๐—ฎ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ๐˜ƒ๐˜‚๐˜๐—ผ ๐˜‚๐—ป ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ. Una famiglia che entra in casa, firma un contratto, ci vive, magari arriva da una situazione difficile, non deve diventare il bersaglio pubblico del pasticcio altrui.

    Il problema non sono i poveri. ๐—œ๐—น ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฏ๐—น๐—ฒ๐—บ๐—ฎ ๐—ฒฬ€ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ ๐—ต๐—ฎ ๐—ณ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ผ ๐—น๐—ถ๐˜๐—ถ๐—ด๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ ๐—ฝ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—ด๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฒ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ ๐—ด๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐—ฒ.

    Mettiamo le date, perchรฉ il pastrocchio si capisce meglio quando lo si guarda in fila.

    ๐—œ๐—น ๐Ÿฎ๐Ÿฌ ๐—ป๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฑ viene approvata la graduatoria definitiva ERP. ๐—Ÿโ€™๐Ÿด ๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ป๐—ฎ๐—ถ๐—ผ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฒ arriva la sentenza della Corte Costituzionale. Traduzione semplice: attenzione, la residenza storica non puรฒ diventare la tessera punti della casa popolare. Lโ€™ERP serve al bisogno abitativo, non alla gara a chi ha piรน anni di campanile sulle spalle.

    Gennaio. Non agosto. Non โ€œce ne siamo accorti dopoโ€. Gennaio.

    E invece, tra la pubblicazione della sentenza e la delibera dellโ€™11 marzo, il Comune continua a dare corso alla vecchia graduatoria. ๐—Ÿโ€™๐Ÿญ๐Ÿญ ๐—บ๐—ฎ๐—ฟ๐˜‡๐—ผ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฒ la Giunta finalmente prende atto della sentenza e sospende gli scorrimenti. ๐—œ๐—น ๐Ÿฎ๐Ÿต ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—น๐—ฒ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฒ il Consiglio comunale cambia il regolamento: la residenza storica, che prima poteva pesare fino a 15 punti, viene ridotta a 1 punto; lโ€™attesa nelle graduatorie precedenti viene invece valorizzata di piรน.

    ๐—œ๐—น ๐Ÿฎ๐Ÿณ ๐—บ๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฒ arriva la delibera 121: la graduatoria 2025 viene dichiarata definitivamente chiusa. ๐——๐—ฒ๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ. Parola bellissima. Una di quelle parole che nei palazzi durano meno di un gazebo in piazza con il vento.

    Perchรฉ poi arriva lei: la diffida. ๐—Ÿโ€™๐Ÿญ๐Ÿญ ๐—ด๐—ถ๐˜‚๐—ด๐—ป๐—ผ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฒ arriva una PEC dellโ€™avvocata Sonia Pennisi, con tanto di preavviso di ricorso al TAR, per conto di una cittadina rimasta fuori: istanza 243, undicesima in graduatoria. Non un comunicato. Non una riflessione spontanea. Non un improvviso pellegrinaggio amministrativo sulla via della giustizia abitativa. Una diffida. Carta intestata. Preavviso di TAR.

    E qui succede il miracolo. ๐—œ๐—น ๐Ÿฎ๐Ÿฏ ๐—ด๐—ถ๐˜‚๐—ด๐—ป๐—ผ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฒ la graduatoria definitivamente chiusa diventa socchiusa. Ma attenzione: ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐—ฒ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐˜๐˜‚๐˜๐˜๐—ถ. Viene riaperta chirurgicamente, solo per consentire lo scorrimento dei 3 alloggi ai tre soggetti che, dopo il ricalcolo, risultavano ancora aventi diritto. Per tutti gli altri, la porta resta chiusa.

    Quindi: graduatoria chiusa per il popolo, socchiusa per i tre casi che rischiavano di finire davanti al TAR. Una riapertura con il contagocce. Una toppa amministrativa cucita esattamente dove lโ€™avvocata aveva puntato il dito.

    Il Comune, punto nel vivo dalla carta intestata, apre il cassetto, rimette mano ai punteggi, ricalcola con i nuovi criteri e scopre che tre soggetti giร  assegnatari sarebbero finiti dietro ad altri tre soggetti non assegnatari.

    Traduzione non burocratica: ๐—ฑ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ป๐—ฎ๐—ถ๐—ผ ๐˜€๐—ถ ๐—ฒฬ€ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐˜‚๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฎ๐—ฑ ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฎ๐˜€๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ, ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ถ๐—น ๐—ป๐˜‚๐—ผ๐˜ƒ๐—ผ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐—น๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ผ, ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐˜‚๐—น๐˜๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ถ๐—ป ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€.

    Non significa che non avessero bisogno. Non significa che fossero furbi. Non significa che vadano messi alla gogna. Significa che, tolto il peso sproporzionato della residenza storica, ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ผ โ€œ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ถฬ€ ๐˜๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐˜๐—ผโ€ ๐—ถ๐—ป ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ rispetto ad altri rimasti fuori.

    E infatti il Comune che fa? Non revoca le assegnazioni giร  fatte, perchรฉ ci sono contratti firmati, situazioni consolidate, persone vere dentro case vere. Scelta anche comprensibile. Perรฒ assegna altri tre alloggi. Quindi il pasticcio รจ talmente inesistente che per sistemarlo servono tre case e una diffida di avvocato.

    E qui arriva la parte piรน gustosa. Nel Consiglio comunale del 29 aprile, lโ€™assessora Secchia se la prende con chi parlava di poca trasparenza e dice, piรน o meno: ma quale poca trasparenza, la sentenza della Corte Costituzionale รจ piรน evidente e trasparente di cosรฌ, noi ci siamo solo adeguati. Peccato che nessuno stesse dicendo che la sentenza fosse opaca. La sentenza era chiarissima.

    ๐—ข๐—ฝ๐—ฎ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฒฬ€ ๐—ถ๐—น ๐—ฑ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ. Opaco รจ continuare a scorrere la graduatoria dopo gennaio. Opaco รจ sospenderla solo lโ€™11 marzo. Opaco รจ chiuderla definitivamente il 27 maggio. Opaco รจ riaprirla il 23 giugno dopo una diffida dellโ€™11 giugno. Opaco รจ riaprirla solo per tre, lasciandola chiusa per tutti gli altri. Opaco รจ accorgersi del problema quando arriva lโ€™avvocata. Opaco รจ dire che ci sono tre posizioni da correggere, ma senza pubblicare una tabella di raffronto.

    Ed eccola qui, piccola piccola, la domanda sibillina che rotola sotto la porta dellโ€™ufficio come una biglia nellโ€™obitorio della trasparenza: ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ฒฬ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฒฬ€ ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜๐—ฎ ๐—ฝ๐˜‚๐—ฏ๐—ฏ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ฎ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜๐—ฎ๐—ฏ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฟ๐—ฎ๐—ณ๐—ณ๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ถ ๐—ฝ๐˜‚๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ด๐—ด๐—ถ? ๐—˜ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฎ๐˜€๐—ฒ ๐˜€๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜๐—ฒ ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ฎ๐˜๐—ฒ ๐—ณ๐—ฟ๐—ฎ ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—–๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฒ ๐—–๐—ผ๐˜€๐˜๐—ถ๐˜๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ผ๐˜€๐—ฝ๐—ฒ๐—ป๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ?

    Non nomi. Non indirizzi. Non dati personali. Bastavano gli ID delle domande, la vecchia posizione, il vecchio punteggio, il nuovo punteggio, la nuova posizione. Una tabellina. Una cosa banale. Una cosa pubblica. Una cosa che avrebbe permesso a tutti di capire se il ricalcolo era corretto, completo, limpido. Invece no: dobbiamo fidarci.

    E qui casca il fico. Perchรฉ quando una sentenza costituzionale arriva lโ€™8 gennaio, quando si continua comunque ad assegnare, quando poi si sospende lโ€™11 marzo, si cambia il regolamento il 29 aprile, si chiude definitivamente il 27 maggio, si riceve una diffida lโ€™11 giugno e si riapre il 23 giugno solo per tre posizioni, la trasparenza non รจ dire in Consiglio โ€œla sentenza รจ trasparenteโ€. Grazie tante. ๐—Ÿ๐—ฎ ๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜€๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฒฬ€ ๐—บ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐—น๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ผ.

    La casa popolare รจ una cosa seria. Il bisogno abitativo รจ una cosa seria. La graduatoria รจ una cosa seria. Proprio per questo non si puรฒ gestire tutto come una saracinesca impazzita: su, giรน, socchiusa, richiusa, riaperta per tre, corretta, e poi โ€œstate sereniโ€.

    Qui non cโ€™รจ da fare la guerra fra poveri. Cโ€™รจ da chiedere conto a chi amministra. Perchรฉ se alcuni alloggi sono stati assegnati dopo una sentenza che giร  metteva in crisi quei criteri, il problema non รจ chi ha ricevuto le chiavi. ๐—œ๐—น ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฏ๐—น๐—ฒ๐—บ๐—ฎ ๐—ฒฬ€ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ถ ๐—น๐—ฒ ๐—ต๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐˜‚๐—ฎ๐˜๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ถ๐—ฏ๐˜‚๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ด๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ผ๐—น๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ด๐—ถ๐—ฎฬ€ ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ถ๐—ป ๐—ฝ๐—ฒ๐˜‡๐˜‡๐—ถ, ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฎ ๐—ณ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ณ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ป๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—นโ€™๐—ฒ๐—ฟ๐—ฟ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ.

    ๐—š๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐˜‚๐˜€๐—ฎ, ๐—บ๐—ฎ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐˜๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ. ๐—ฆ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜€๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ, ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐—น๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—บ๐—ผ๐—น๐˜๐—ผ ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐—ผ.

    E nel dubbio, pubblicate la tabella. Perchรฉ nelle case popolari si entra con un diritto. Non con un atto di fede.

  • ๐—ฉ๐—œ๐—” ๐— ๐—”๐—ญ๐—ญ๐—ข๐—ก๐—˜, ๐—ข ๐—Ÿ๐—” ๐—ฃ๐—”๐—Ÿ๐—จ๐——๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—ฅ๐—œ๐—–๐—ข๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—จ๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—˜

    Ci sono opere pubbliche che nascono semplici: togli due cose, sistemi il terreno, rimetti in ordine. Poi ci sono le opere pubbliche mirandolesi, dove anche unโ€™ex area P.M.A.R. diventa un romanzo di formazione del movimento terra.

    Lโ€™area di via Mazzone era servita dopo il terremoto per i Prefabbricati Modulari Abitativi Rimovibili. Rimovibili, appunto. I moduli sono stati rimossi anni fa. Il resto, invece, ha sviluppato radici, nostalgia e probabilmente anche una propria fauna amministrativa.

    Ora siamo al secondo stralcio, quello che dovrebbe fare la magia finale: prendere quattro โ€œquadreโ€ lasciate come vasche infossate, colmare dislivelli, rifinire superfici, sistemare strade, cordoli, pozzetti, segnaletica e restituire allโ€™area una qualche dignitร  di protezione civile, ciclabile, parcheggio, prove patenti, luna park o qualunque altra identitร  provvisoria venga estratta dal cappello.

    Perchรฉ il bello รจ questo: non si tratta solo di โ€œpulire unโ€™areaโ€.

    No.

    Qui cโ€™รจ una coreografia di terre.

    Terra del lotto 9.
    Terra dellโ€™asilo nido.
    Terra da spianare.
    Terra da spostare.
    Terra da usare per riempire.
    Terra forse da bonificare.
    Terra invece certificata non contaminata.
    Misto riciclato.
    Misto stabilizzato.
    Terreno vegetale.
    Riporti.
    Finiture.
    Livellamenti.

    Una specie di Risiko geologico comunale, dove invece dei carri armati si spostano cumuli e invece della Kamchatka cโ€™รจ via Giolitti.

    Nei documenti si dice che il cumulo di terreno derivante dallโ€™asilo nido sul lotto 9, circa 650 metri cubi, โ€œnecessita di essere ridotto o spianatoโ€. E guarda caso nel lotto 5 servono riporti per colmare i vuoti lasciati dai P.M.A.R., cioรจ quattro vasche da migliaia di metri quadrati, infossate rispetto alle strade.

    Ma attenzione: ๐—ก๐—ข๐—ก ๐—ง๐—จ๐—ง๐—ง๐—” ๐—Ÿ๐—” ๐—ง๐—˜๐—ฅ๐—ฅ๐—” ๐—˜ฬ€ ๐—จ๐—š๐—จ๐—”๐—Ÿ๐—˜.

    Il P.F.T.E. immaginava di usare il terreno residuo del lotto 9 per colmare il vuoto dei P.M.A.R. e tenere bassi i costi. Solo che poi, nei documenti, salta fuori che questa soluzione โ€œnon รจ immediatamente attuabileโ€, perchรฉ gli accertamenti in corso presentano problematicitร  tali da richiedere eventuali trattamenti preventivi di bonifica.

    Di quella montagna di terra e dei suoi perchรฉ ne avevamo giร  parlato qui: https://ficodellamirandola.noblogs.org/2026/05/28/la-protezione-civile-sulla-montagna-dei-perche/

    Traduzione dal burocratese: avevamo pensato di tappare il buco con quella terra lรฌ, perรฒ quella terra lรฌ forse va prima controllata, trattata, bonificata, accompagnata con prudenza e magari confessata da un geologo.

    Allora entra in scena la terra dellโ€™asilo nido: quella, invece, รจ certificata non contaminata. Circa 600 metri cubi. Utile, certo. Ma non basta a risolvere il rebus, perchรฉ per la sistemazione definitiva dellโ€™area i documenti parlano, nellโ€™ipotesi peggiore, di circa 4.500 metri cubi di terreno necessario.

    Ed รจ qui che la relazione diventa quasi poetica: parla di ๐—œ๐—ก๐——๐—˜๐—ง๐—˜๐—ฅ๐— ๐—œ๐—ก๐—”๐—ง๐—˜๐—ญ๐—ญ๐—” ๐—–๐—œ๐—ฅ๐—–๐—” ๐—œ๐—Ÿ ๐—ฅ๐—˜๐—ฃ๐—˜๐—ฅ๐—œ๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—ข ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐—ง๐—˜๐—ฅ๐—ฅ๐—˜๐—ก๐—ข ๐—ก๐—˜๐—–๐—˜๐—ฆ๐—ฆ๐—”๐—ฅ๐—œ๐—ข e dice che questa indeterminatezza impone di ipotizzare scelte alternative.

    Cioรจ: non sappiamo ancora bene da dove prendere tutta la terra, quanta terra usare, quale terra usare, quanto abbassare, quanto riempire, quanto compensare, quanto rimandare.

    E allora le alternative diventano un menรน degustazione del movimento terra: togliere cordoli per abbassare le aree a quota strada e ridurre il terreno da reperire; colmare il dislivello con misto riciclato o terreno riciclato da demolizioni; lasciare alla fase finale la finitura superficiale a verde delle quadre prescelte, anche perchรฉ le destinazioni non sono ancora chiarite del tutto.

    In pratica: abbiamo un buco, una montagna, una terra forse problematica, una terra buona ma poca, alcune destinazioni elastiche e una gran voglia di arrivare in fondo facendo sembrare tutto lineare.

    ๐— ๐—ถ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ๐—น๐—ฎ, ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐˜๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น โ€œ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฑ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฝ๐—ผ๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผโ€.

    Ma prima ancora delle terre, dei riporti e dei misti stabilizzati, cโ€™รจ la poesia dellโ€™abbandono. Perchรฉ i documenti descrivono unโ€™area con alberi e cespugli spontanei, piante pioniere, residui di pavimenti dei moduli abitativi, rifiuti edili, strade asfaltate che iniziano a disgregarsi e perfino la ๐—ฆ๐—ข๐—ง๐—ง๐—ฅ๐—”๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—˜ ๐——๐—œ ๐—ฃ๐—”๐—ฉ๐—œ๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—”๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—œ ๐—”๐—จ๐—ง๐—ข๐—•๐—Ÿ๐—ข๐—–๐—–๐—”๐—ก๐—ง๐—œ.

    Che detta in italiano normale suona cosรฌ: in unโ€™area pubblica abbandonata per anni non sono cresciute solo le erbacce. Sono spariti anche pezzi.

    Autobloccanti evaporati.
    Rifiuti rimasti.
    Rovi prosperati.
    Controllo pubblico disperso come polline nella bassa.

    Altro che area P.M.A.R. Qui siamo al primo caso di cava comunale involontaria: entri con il degrado, esci con il materiale.

    E il secondo stralcio parte da un presupposto molto ottimista: che le quadre siano giร  sgombre, che il primo stralcio abbia tolto davvero tutto quello che doveva togliere, che sotto non salti fuori altro, che i riempimenti funzionino, che le quantitร  tornino, che la terra sia quella giusta, che il fondo tenga, che le strade non si sbriciolino di nuovo.

    Lโ€™appalto รจ anche ๐—” ๐— ๐—œ๐—ฆ๐—จ๐—ฅ๐—”, dettaglio piccolo ma gustoso: quando tutto dipende da quantitร  effettive, terre, riempimenti, fondi e sorprese sotto il tappeto, la misura potrebbe iniziare a misurare anche la pazienza dei cittadini.

    E poi ci sono le reti.

    Acqua, energia, fogne e telecomunicazioni stanno sotto le strade e non dovrebbero essere toccate. Bene. Peccato che per la pubblica illuminazione il documento dica che ci sono tratti in tesata aerea e cavidotti sotto le travi laterali di fondazione ๐——๐—œ ๐—–๐—จ๐—œ ๐—ก๐—ข๐—ก ๐—ฆ๐—œ ๐—–๐—ข๐—ก๐—ข๐—ฆ๐—–๐—˜ ๐—Ÿโ€™๐—œ๐—ก๐—ง๐—˜๐—š๐—ฅ๐—œ๐—ง๐—”ฬ€.

    Meraviglioso.

    Un secondo stralcio per finire tutto, ma con pezzi di impianto di cui non si conosce lโ€™integritร .

    Intanto i soldi sono quelli della ricostruzione: contributi nati per eliminare le opere incongrue delle aree ex P.M.A.R., trascinati per anni tra proroghe, conferme, scadenze, rischio di non vedere piรน garantito il finanziamento, poi salvataggio fino al 2027.

    Prima il letargo.
    Poi lโ€™urgenza.

    Prima lโ€™area abbandonata.
    Poi il cronoprogramma.

    Prima le piante spontanee alte come promesse elettorali.
    Poi tutti di corsa, perchรฉ i contributi non aspettano i tempi botanici della macchina comunale.

    E in mezzo, come reliquia della ricostruzione dimenticata, spuntano pure bancali di ๐— ๐—”๐—ง๐—ง๐—ข๐—ก๐—œ, ๐—ฃ๐—œ๐—”๐—ก๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—˜ ๐—˜ ๐— ๐—”๐—ฅ๐— ๐—œ attribuiti alla chiesa di ๐—ฆ๐—”๐—ก ๐—™๐—ฅ๐—”๐—ก๐—–๐—˜๐—ฆ๐—–๐—ข, โ€œ๐—” ๐——๐—˜๐—ง๐—ง๐—” ๐——๐—˜๐—œ ๐—ฆ๐—˜๐—ฅ๐—ฉ๐—œ๐—ญ๐—œ ๐—–๐—ข๐— ๐—จ๐—ก๐—”๐—Ÿ๐—œโ€, accatastati nellโ€™area come se la memoria storica della cittร  fosse una fornitura edile avanzata.

    ๐—ฆ๐—”๐—ก ๐—™๐—ฅ๐—”๐—ก๐—–๐—˜๐—ฆ๐—–๐—ข ๐—ง๐—ฅ๐—” ๐—œ ๐—ฅ๐—ข๐—ฉ๐—œ.
    I marmi tra i bancali.
    Le terre tra i lotti.
    La terra forse da bonificare.
    La terra dellโ€™asilo certificata non contaminata.
    Gli autobloccanti sottratti.
    I cavidotti forse integri.
    Il tutto con destinazione finale elastica.

    Poi, solo alla fine, arriva la nota di colore.

    Verde, naturalmente.

    Perchรฉ pochi giorni fa, durante la discussione sulla petizione cittadina sul verde, la parola โ€œdisboscamentoโ€ era stata respinta come una bestemmia ecologista, una parola eccessiva, drammatica, inaccettabile.

    Poi apri le tavole comunali di via Mazzone e trovi scritto proprio cosรฌ:

    ๐——๐—œ๐—ฆ๐—•๐—ข๐—ฆ๐—–๐—”๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—ข.

    Quando lo dice un cittadino, รจ allarmismo.
    Quando lo scrive il Comune, รจ progettazione esecutiva.

    Mirandola รจ cosรฌ: anche le parole mettono radici, ma solo finchรฉ non arriva il secondo stralcio.

    ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐˜‚๐˜€ ๐˜ƒ๐—ผ๐˜€ ๐—ผ๐—ฏ๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐˜ƒ๐—ฎ.

  • ๐—Ÿโ€™๐—œ๐—ก๐—ค๐—จ๐—œ๐—ฆ๐—œ๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—ฆ๐—”๐—š๐—ฅ๐—”

    A Mirandola, mentre lโ€™ufficio comunicazione genera maccheroni al pettine senza pettine, nei commenti appare lui.
    Il consigliere Righetti.
    Non un semplice consigliere comunale.
    No.
    ๐—œ๐—น ๐—–๐—ผ๐—บ๐—บ๐—ถ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐——๐—ผ๐—ด๐—บ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฎ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ.
    Lโ€™uomo che davanti a un cittadino che segnala educatamente la mancanza di Cividale al Pettine non dice: โ€œGrazie, verifichiamoโ€.
    Non dice: โ€œSรฌ, forse poteva starciโ€.
    Non dice: โ€œรˆ comunque una bella realtร  della frazioneโ€.
    No.
    Righetti estrae il breviario, sistema il colletto liturgico, apre il vocabolario alla voce โ€œsagraโ€ e proclama:
    ๐—ก๐—ผ๐—ป ๐—ฒฬ€ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ.


    Perchรฉ, secondo il nuovo Santโ€™Uffizio Righettiano, la sagra deriverebbe dal sacro.
    Quindi servono patrono, altare, tradizione religiosa, cero acceso, benedizione, autorizzazione canonica e probabilmente anche il timbro dellโ€™Ufficio Protocollo Celeste.
    Peccato che nel calendario ufficiale delle sagre comunali ci siano giร  eresie grosse come cocomeri.
    Cโ€™รจ Gavello in Festa, che giร  dal nome compie il peccato mortale di chiamarsi festa.
    Cโ€™รจ la Sagra del Cocomero, solenne celebrazione di San Citrullo Martire, protettore delle angurie aperte col coltello da cucina e dei semi sputati a distanza regolamentare.
    E poi cโ€™รจ la Sagra dโ€™la Fuiada di Tramuschio.
    Qui Righetti dovrebbe convocare immediatamente un concilio.
    Perchรฉ se la sagra devโ€™essere sacra, allora Tramuschio non รจ piรน una frazione: รจ diventata la capitale della deriva pastafariana della Bassa.
    Siamo alla celebrazione della Tagliatella Volante.
    Matterello elevato a pastorale.
    Ragรน usato come acqua santa.
    Sfoglia assunta in cielo tra cori di rezdore, cherubini infarinati e fedeli inginocchiati davanti alla spianatoia.
    A questo punto, perรฒ, la domanda รจ semplice.
    Se il cocomero puรฒ essere sacro, se la fuiada puรฒ diventare liturgia, se la tagliatella puรฒ volare nei cieli del pastafarianesimo comunale, perchรฉ Cividale al Pettine deve restare fuori dal paradiso delle sagre?
    Forse perchรฉ non ha presentato domanda allโ€™Ispettore Righetti in triplice copia?
    Forse perchรฉ mancava il certificato di autenticitร  spirituale del maccherone?
    O forse perchรฉ a Mirandola la parola โ€œcomunitร โ€ va benissimo nei comunicati, ma appena una frazione vera alza la mano arriva il controllore del significato con la paletta rossa?
    E il bello รจ che Cividale al Pettine non organizza la โ€œFesta della Prolunga e del Tavolo Pieghevoleโ€.
    รˆ fra gli organizzatori del Palio del Maccherone al Pettine, uno degli eventi conviviali, culturali e gastronomici piรน identitari del territorio mirandolese.
    Il maccherone al pettine, quello vero.
    Quello con le scanalature ortogonali date dal pettine.
    Quello fatto con tecnica, mano, memoria, cucina, tradizione.
    Non quello del manifesto comunale.
    Perchรฉ nel manifesto comunale, naturalmente, il costoso apparato comunicativo riesce nel miracolo contrario: celebrare le tradizioni locali sbagliando la pasta.
    Il vero maccherone al pettine ha il segno del pettine.
    Quello generato nel manifesto sembra un rigatone qualsiasi uscito da unโ€™intelligenza artificiale dopo un prompt scritto tra un caffรจ e una riunione: โ€œfai qualcosa di tradizionale, con pasta, grano, borgo, sole, Mirandola, un poโ€™ di terra del Pico, ma senza disturbare troppo la realtร โ€.
    Risultato:
    ๐—Ÿ๐—ฎ ๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ป๐—ฒ๐—น ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ผ.
    ๐—œ๐—น ๐—บ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐˜€๐—ฏ๐—ฎ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—ถ๐—บ๐—บ๐—ฎ๐—ด๐—ถ๐—ป๐—ฒ.
    ๐—Ÿ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ป๐—ฒ๐—น ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ผ.
    ๐—Ÿ๐—ฎ ๐—ณ๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฎ ๐—ป๐—ฒ๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ.
    ๐—˜ ๐—ฅ๐—ถ๐—ด๐—ต๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ ๐—ฎ ๐—ณ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—นโ€™๐—ถ๐—ป๐—พ๐˜‚๐—ถ๐˜€๐—ถ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฎ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ.
    Perchรฉ il problema non รจ che il manifesto mostra un maccherone sbagliato.
    Il problema, evidentemente, รจ che qualcuno osi chiamare sagra una festa senza prima inginocchiarsi davanti al tribunale semantico del consigliere.
    Dโ€™ora in poi, ogni frazione dovrร  adeguarsi.
    Prima di montare un gazebo: richiesta preventiva.
    Prima di friggere: parere liturgico.
    Prima di tagliare un cocomero: verifica di compatibilitร  sacra.
    Prima di tirare la sfoglia: controllo anti-eresia pastafariana.
    Prima di dire โ€œsagraโ€: autorizzazione firmata da Righetti, con formula solenne:
    โ€œVisto il latino, considerato il sacro, accertata la presenza del patrono, verificata la non pericolositร  teologica del maccherone, si concede alla presente festa la qualifica temporanea di sagra, salvo revoca in caso di eccessiva convivialitร โ€.
    Mirandola ormai รจ questa.
    Un Comune che parla di tradizioni senza riconoscere il maccherone al pettine.
    Un ufficio comunicazione che celebra la tipicitร  con immagini da IA pigra.
    E un consigliere che, invece di accorgersi della figuraccia, si mette il cappello da ispettore e va a fare il vigile urbano dellโ€™etimologia.
    ๐—ฃ๐—ฟ๐—ผ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—บ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—ถ๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ: ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ถ๐˜๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—”๐—น๐—ฏ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฆ๐—ฎ๐—ด๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฆ๐—ฎ๐—ด๐—ฟ๐—ฒ.
    Presidente onorario: Righetti.
    Segretaria verbalizzante: la Tagliatella Volante.
    Santo protettore: San Citrullo Martire.
    Allegato tecnico obbligatorio: una foto di maccherone al pettine vero, cosรฌ magari la prossima volta lo riconoscono.

  • ๐—Ÿ๐—” ๐—ฆ๐—–๐—จ๐—ข๐—Ÿ๐—” ๐—œ๐—ก๐—™๐—œ๐—ก๐—œ๐—ง๐—”

    Alla ex Dante Alighieri non siamo piรน davanti a un cantiere.
    Siamo davanti a una serie TV amministrativa.
    Ogni volta che qualcuno dice โ€œfine lavoriโ€, esce una nuova stagione.

    Il 24 marzo 2026 Point Costruzioni chiede altri 60 giorni di proroga.
    E non racconta un piccolo imprevisto.
    Racconta un cantiere che sembra essersi mangiato il progetto.

    Schemi elettrici modificati.
    Impianti aggiornati solo il 13 marzo.
    Materiali con consegne oltre 30 giorni.
    Porte REI da aspettare anche tre mesi.
    Scavi esterni passati da 200 mc a 600 mc.
    Pali di illuminazione non previsti.
    Tinteggiature aumentate di circa 20.000 euro.

    ๐—ฃ๐—ถรน ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜€๐—ฐ๐˜‚๐—ผ๐—น๐—ฎ, ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฒ ๐—ฟ๐—ผ๐—ผ๐—บ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ถ๐—น ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐˜‚๐˜๐—ผ ๐—บ๐—ฒ๐˜๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ.

    E infatti Point scrive che servono โ€œulteriori opereโ€.
    E che serve una nuova perizia di variante.

    ๐—Ÿ๐—” ๐—™๐—”๐— ๐—ข๐—ฆ๐—” ๐—ฉ๐—”๐—ฅ๐—œ๐—”๐—ก๐—ง๐—˜ ๐Ÿฎ.

    Quella che non รจ ancora pubblicata.
    Ma che intanto aleggia sul cantiere come il fantasma del PNRR.

    Poi arriva Paola Rossi, Direzione Lavori.
    E lรฌ la favola si rompe.

    La DL concede la proroga, ma scrive che lโ€™impresa non ha inviato aggiornamenti del cronoprogramma dal 13/11/2025.
    Nonostante i solleciti.

    ๐——๐—”๐—Ÿ ๐Ÿญ๐Ÿฏ ๐—ก๐—ข๐—ฉ๐—˜๐— ๐—•๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฑ.

    Non dalla settimana prima.
    Da novembre.

    Mentre la politica raccontava la scuola che rinasceva, il cronoprogramma era giร  finito nel reparto mitologia.

    Poi il Comune concede comunque la proroga.
    Fine lavori fissata al 14 giugno 2026.
    โ€œCoerente con i target PNRRโ€.

    ๐—–๐—ผ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ.

    Come dire che il Titanic era coerente con lโ€™Atlantico.

    E poi arriva il capolavoro.

    Il 18 giugno 2026.
    Quattro giorni dopo la data fissata per la fine lavori.
    Il Comune firma altre due determine.

    65.910,79 euro per i corpi illuminanti.
    34.540 euro per i parapetti metallici delle scale interne.

    ๐—ง๐—ข๐—ง๐—”๐—Ÿ๐—˜: ๐—ข๐—Ÿ๐—ง๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿญ๐Ÿฌ๐Ÿฌ.๐Ÿฌ๐Ÿฌ๐Ÿฌ ๐—˜๐—จ๐—ฅ๐—ข.

    Dopo la fine lavori.

    Per dettagli marginali?
    No.

    Luci interne.
    Parapetti delle scale.
    Cioรจ funzionalitร  e sicurezza.

    Il genere di cose che in una scuola dovrebbero venire prima del gong finale.
    Non quattro giorni dopo.

    E le luci?
    Da installare entro il 25 giugno.
    Cinque giorni prima della scadenza PNRR del 30 giugno.

    ๐—–๐—ถ๐—ป๐—พ๐˜‚๐—ฒ ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ถ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—ถ๐—น๐—น๐˜‚๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ, ๐—บ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ, ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ผ๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป ๐—–๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐—ผ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ฎ.

    Poi la frase piรน bella.

    Quelle spese saranno โ€œriformulateโ€ nella Variante 2.

    ๐—Ÿ๐—” ๐—ฉ๐—”๐—ฅ๐—œ๐—”๐—ก๐—ง๐—˜ ๐Ÿฎ ๐—ก๐—ข๐—ก ๐—˜ฬ€ ๐—”๐—ก๐—–๐—ข๐—ฅ๐—” ๐—ฃ๐—จ๐—•๐—•๐—Ÿ๐—œ๐—–๐—”๐—ง๐—”.

    Perรฒ produce giร  spese.
    Non la puoi leggere.
    Ma la puoi pagare.

    Non la puoi controllare.
    Ma intanto sistema i conti.

    ๐—Ÿ๐—” ๐—ฉ๐—”๐—ฅ๐—œ๐—”๐—ก๐—ง๐—˜ ๐—œ๐—ก๐—ฉ๐—œ๐—ฆ๐—œ๐—•๐—œ๐—Ÿ๐—˜ ๐—” ๐—ฃ๐—”๐—š๐—”๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—ข ๐—œ๐— ๐— ๐—˜๐——๐—œ๐—”๐—ง๐—ข.

    La Dante Alighieri doveva essere il simbolo della ricostruzione.
    Sta diventando il monumento alla rincorsa amministrativa.

    Un cantiere che doveva finire.
    Un cronoprogramma che sparisce.
    Una Variante 2 che non si vede.

    E le lampade?

    Quelle arrivano alla fine.

    Perfette.

    ๐——๐—ผ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐—ฝ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ฎ ๐˜๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ ๐—ฐ๐—ถ๐˜๐˜๐—ฎ๐—ฑ๐—ถ๐—ป๐—ถ ๐—ฎ๐—น ๐—ฏ๐˜‚๐—ถ๐—ผ, ๐—ฎ๐—น๐—บ๐—ฒ๐—ป๐—ผ ๐—ต๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—นโ€™๐—ถ๐—น๐—น๐˜‚๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ.

  • ๐—ฆ๐—”๐—Ÿ๐—” ๐—ก๐—จ๐—ข๐—ฉ๐—”, ๐—ฃ๐—ข๐—Ÿ๐—œ๐—ง๐—œ๐—–๐—” ๐—ฉ๐—˜๐—–๐—–๐—›๐—œ๐—”

    Il Consiglio comunale รจ tornato nella ๐—ฆ๐—ฎ๐—น๐—ฎ ๐—š๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ del municipio restaurato, con muri nuovi, microfoni nuovi e solennitร  da grande occasione; peccato che siano bastate poche ore per capire che il restauro si รจ fermato allโ€™intonaco, perchรฉ il modo di trattare cittadini, critiche e dissenso รจ rimasto quello vecchio: molta burocrazia quando bisogna rispondere, molta permalositร  quando bisogna ascoltare, molta retorica quando bisogna inaugurare.

    La petizione sul verde chiedeva una cosa semplice: ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ฎ๐—น๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ, ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ผ๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฎ, ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐˜‚๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ฎ, dopo anni di tagli e filari impoveriti. La risposta รจ stata il solito capolavoro mirandolese: prima ringraziamenti solenni, poi parole bellissime su biodiversitร  e resilienza climatica, infine la lezione ai cittadini perchรฉ avevano osato parlare di ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐—ฏ๐—ผ๐˜€๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ถ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐˜๐—ผ. Prima ancora di piantare alberi, lโ€™amministrazione ha sentito il bisogno di potare le parole dei cittadini: guai a usare il termine sbagliato, perchรฉ a Mirandola un albero puรฒ sparire, ma un sostantivo fuori posto no.

    Poi sono arrivati i numeri: un censimento da quasi ๐Ÿต๐Ÿฌ.๐Ÿฌ๐Ÿฌ๐Ÿฌ ๐—ฒ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ, lungo quasi ๐—ฑ๐˜‚๐—ฒ ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ, perchรฉ evidentemente a Mirandola per contare gli alberi serve lo stesso tempo che altrove impiegano per piantarli, migliaia di schede arboree, ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฏ ๐—ป๐˜‚๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—ฝ๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐˜๐˜‚๐—บ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ, ๐Ÿญ๐Ÿฑ ๐—ฝ๐—น๐—ฎ๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐—ผ๐˜๐—ฎ๐˜๐—ถ, ๐Ÿฐ๐Ÿฌ ๐—ผ ๐Ÿฐ๐Ÿฑ ๐—ฎ๐—น๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ ๐—ฎ๐—น๐—นโ€™๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ผ. Tutto utile, per caritร , ma un platano adulto non diventa una casella Excel, un viale storico non si compensa con una statistica e una piantina forestale in alveolo non restituisce lโ€™ombra, la memoria e il paesaggio che sono stati tolti.

    Il cittadino entra in Consiglio dicendo โ€œci avete tolto alberi, ombra e bellezzaโ€ e ne esce sapendo che il Comune ha un software con i puntini verdi, che il regolamento arriverร , che il PUG conferma, che tutto รจ previsto, tutto รจ programmato, tutto รจ quasi pronto. A Mirandola, piรน degli alberi, crescono rigogliosi i ๐—ณ๐˜‚๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐˜‚๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ถ.

    E quando dal pubblico in aula รจ arrivato qualche mormorio di dissenso โ€” almeno cosรฌ pare dal contesto โ€” Golinelli ha pensato bene di tradurlo nel linguaggio piรน alto della nuova sala consiliare: ๐—ต๐—ผ ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ๐˜๐—ผ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ฒ e ๐—ต๐—ผ ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ๐˜๐—ผ ๐˜‚๐—ป ๐—ฝ๐—ฒ๐˜๐—ผ ๐˜‚๐˜€๐—ฐ๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฏ๐—ผ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ฐ๐˜‚๐—ป๐—ผ. La sala nuova, invece di essere il luogo nobile del confronto pubblico, per qualche minuto si รจ trasformata in ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ: entrano cittadini, alberi, ombra e qualitร  urbana; escono peti, scoregge e relazioni tecniche.

    Poi รจ arrivata ๐—”๐—œ๐— ๐—”๐—š, altro capolavoro: mezzo milione abbondante di consulenze per unโ€™operazione Hera finita contro il muro della realtร , risposte poco convincenti, responsabilitร  sfumate e il solito tentativo di spiegare che, in fondo, se non capiamo รจ perchรฉ il disegno era troppo raffinato per noi poveri mortali. Anche qui: quando la politica sbaglia, diventa tecnica; quando la tecnica costa, diventa strategia; quando la strategia fallisce, diventa โ€œcontestoโ€.

    Infine la discussione sul linguaggio dโ€™odio ha chiuso il cerchio. Il nome torna sempre: ๐—š๐—ผ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ. Lo stesso delle ๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฒ๐—ด๐—ด๐—ฒ e dei ๐—ฝ๐—ฒ๐˜๐—ถ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฏ๐—ผ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ รจ anche quello delle espressioni richiamate in aula come ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐—ผ๐—ฟ๐˜€๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฑ๐—ฎ e ๐—ฟ๐—ฒ๐—บ๐—ถ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ sui propri canali social. A quel punto non siamo davanti a una battuta infelice, ma a uno stile politico: quando parlano i cittadini, sono peti; quando si parla degli stranieri, sono โ€œrisorse di merdaโ€; quando parla il Fico, invece, improvvisamente diventa odio.

    Ed รจ qui che entra in scena la consigliera ๐— ๐—ฎ๐—ถ๐—ป๐—ถ, al suo primo vero intervento da quando ha preso posto su quello scranno. Uno si aspetterebbe un esordio sui temi della cittร , sul verde, sulle scuole, su AIMAG, sui servizi, sulla sanitร , sulla sicurezza, sui problemi concreti dei mirandolesi. E invece no: il debutto politico viene consacrato alla grande emergenza democratica del momento, cioรจ ๐—ถ๐—น ๐—™๐—ถ๐—ฐ๐—ผ. Non le parole di Golinelli, non il clima che si alimenta sui social, non la differenza tra critica politica e linguaggio dโ€™odio, ma la satira feroce, le caricature, le orecchie a punta, come se il vero scandalo non fosse il potere che parla come una fogna, ma qualcuno che osa ridergli in faccia.

    Il doppio standard รจ meraviglioso: se il potere usa parole pesanti verso chi sta in basso, bisogna contestualizzare; se una pagina satirica mette le orecchie a punta a un assessore, parte il tribunale morale della satira feroce. Ma la differenza รจ semplice: ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฎ๐˜๐—ถ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ฝ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ ๐—ด๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ป๐—ฎ, chi firma atti, chi gestisce soldi pubblici, chi taglia nastri, taglia alberi, affida, proroga e poi pretende pure di non essere preso in giro. Il linguaggio dโ€™odio, invece, colpisce categorie, origini, fragilitร  e appartenenze.

    Alla fine questa prima seduta nella sala restaurata ci lascia una lezione chiarissima: a Mirandola un platano puรฒ diventare una scheda, una petizione puรฒ diventare una relazione, AIMAG puรฒ diventare una ๐˜€๐˜‚๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ฎ๐˜‡๐˜‡๐—ผ๐—น๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฎ ๐Ÿฑ๐Ÿฎ๐Ÿฌ.๐Ÿฌ๐Ÿฌ๐Ÿฌ ๐—ฒ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ, un dissenso puรฒ diventare un peto e il primo intervento di una consigliera puรฒ diventare un processo al Fico.

    Hanno restaurato il municipio.

    ๐—”๐—ฑ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ผ ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฏ๐—ฏ๐—ฒ ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ถ๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ.

  • LA CATENA DEGLI ERRORI

    quando una mozione passa, ma la delibera non se ne accorge

    A Mirandola, quando si parla di AIMAG, volano parole solenni: controllo pubblico, governance, Patto di Sindacato, indirizzo strategico, tutela del territorio.

    Poi perรฒ arriva il momento piรน difficile.

    Non trattare con Hera.
    Non difendere il servizio pubblico.
    Non scrivere un Patto di Sindacato.

    No.

    Contare.

    La mozione sul controllo pubblico nel Patto AIMAG 2026-2031 viene votata cosรฌ:

    5 favorevoli
    4 contrari
    7 astenuti

    Ora, il Regolamento del Consiglio comunale dice una cosa abbastanza semplice: gli astenuti contano per il numero legale, ma non si contano tra i votanti.

    Quindi i votanti erano 9.
    Cinque favorevoli.
    Quattro contrari.

    Traduzione per chi ha saltato la prima elementare:

    5 รจ piรน di 4.

    Non serve un parere legale, non serve la Corte dei Conti, non serve un consulente sulle partecipate: bastavano due mani, qualche dito e un adulto responsabile nei paraggi.

    Invece la mozione viene dichiarata non approvata.

    Passi, si fa per dire, lโ€™errore nellโ€™immediato, durante il Consiglio comunale, magari dentro la confusione del dibattito, con quella malcelata volontร  della maggioranza di bocciare comunque una mozione evidentemente scomoda.

    Ma vedere poi lo stesso errore messo nero su bianco in un documento ufficiale rende la vicenda ancora piรน assurda.

    Perchรฉ un conto รจ sbagliare a caldo.

    Un altro รจ avere il tempo di scrivere, controllare, rileggere, firmare digitalmente e pubblicare una delibera che cristallizza lโ€™errore come se fosse veritร  amministrativa.

    E questo, piรน ancora del pasticcio aritmetico, distrugge la fiducia fra cittadini e istituzioni: perchรฉ se nemmeno il risultato di una votazione pubblica viene riportato correttamente, come possiamo fidarci quando ci parlano di controllo pubblico su AIMAG?

    Ed รจ qui che il semplice errore diventa qualcosa di piรน interessante: siamo davanti a una svista, o alla volontร  politica di bocciare anche quello che il Consiglio aveva appena approvato?

    Perchรฉ gli astenuti non sono contrari.
    Sono astenuti.
    Stanno lรฌ, fanno numero legale, respirano, guardano il banco, ma non votano no.

    A Mirandola, invece, sembrano diventare una nuova specie istituzionale: lโ€™astenuto contrario postumo, quello che non dice no, perรฒ viene usato come se lo avesse detto.

    E la catena degli errori non finisce qui.

    Nella delibera sulla mozione protocollo 23103 del 20 maggio, quella effettivamente discussa, nel dispositivo finale spunta il protocollo 20063 del 30 aprile, cioรจ quello di unโ€™altra mozione, giร  trattata nella delibera precedente.

    Una delibera parte con una mozione, finisce con unโ€™altra, e nel mezzo riesce pure a dichiarare respinto un voto finito 5 a 4 per i favorevoli.

    Un piccolo capolavoro.

    Mentre si parla di controllo pubblico su AIMAG, la prima cosa che sfugge al controllo pubblico รจ il risultato del voto pubblico.

    Fico avrebbe tre domande semplici:

    Con quale criterio una votazione finita 5 a 4 รจ stata proclamata come bocciatura?

    In quale punto del Regolamento gli astenuti diventano contrari?

    Perchรฉ nella delibera della mozione 23103 compare il protocollo 20063, come un invitato che sbaglia funerale ma firma comunque il registro?

    La maggioranza, politicamente, non ha nemmeno avuto il coraggio di votare tutta contro: una parte ha votato no, una parte si รจ astenuta, poi perรฒ il risultato finale รจ stato confezionato come se lโ€™astensione fosse una bocciatura compatta.

    รˆ la politica del:

    โ€œNon abbiamo detto no, perรฒ facciamo come se fosse no.โ€

    Per la prossima seduta, Fico propone una piccola innovazione a costo zero: accanto agli scrutatori, nominare anche un bambino di sei anni, scelto a rotazione tra le scuole primarie, con il delicato compito di coadiuvare il Presidente del Consiglio comunale nelle piรน ardue operazioni di aritmetica democratica: sommare i favorevoli, sottrarre gli astenuti dai votanti e, nei casi di particolare complessitร , stabilire se 5 sia maggiore o minore di 4.

    Non risolverebbe AIMAG.

    Ma almeno salverebbe lโ€™aritmetica.

  • LA CHIOCCIOLA, IL GIARDINO PNRR SENZA GIARDINO E IL GRAN BALLO DEL SUBAPPALTO

    Il nuovo nido dโ€™infanzia โ€œLa Chiocciolaโ€ nasce grazie ai fondi europei del PNRR, circostanza che certamente verrร  ricordata durante lโ€™inaugurazione, possibilmente davanti a un fondale azzurro, con la Sindaca al centro, le autoritร  disposte secondo altezza istituzionale e almeno tre persone incaricate di spiegare quanto lโ€™Amministrazione investa nel futuro dei bambini.

    Poi perรฒ, mentre si avvicina lโ€™apertura, qualcuno guarda fuori dalla finestra e scopre un dettaglio marginale: al nido manca il giardino.

    Non una piccola rifinitura, non il vaso di gerani dimenticato sul davanzale, ma il giardino vero e proprio, cioรจ alberi, siepe, prato, irrigazione, telo ombreggiante e casetta esterna, tutte cose evidentemente considerate cosรฌ accessorie alla vita di bambini tra i tre mesi e i tre anni da essere rimaste fuori dal finanziamento dellโ€™opera.

    E cosรฌ lโ€™edificio arriva con i soldi europei, mentre il cortile viene pagato interamente dai mirandolesi con quasi quarantamila euro di avanzo comunale non vincolato, perchรฉ Next Generation EU avrร  pure finanziato la prossima generazione, ma evidentemente non il posto dove farla giocare.

    Per sistemare il giardino, il Comune individua tramite indagine di mercato una sola impresa, Agriverde, la invita da sola e le chiede di partecipare a una procedura nella quale potrร  dimostrare di offrire il prezzo piรน basso rispetto a sรฉ stessa.

    Agriverde accetta la sfida, gareggia con grande determinazione e presenta un ribasso dello 0,10%, regalando alle casse comunali unโ€™economia di 38 euro e 89 centesimi, somma che probabilmente verrร  investita nellโ€™acquisto di una paletta, due secchielli e, compatibilmente con lโ€™andamento dei prezzi, mezzo rastrello.

    Pochi giorni dopo, tuttavia, emergono quattro piante di Loropetalum โ€œBlack Pearlโ€ non previste in fase di progettazione, per una spesa aggiuntiva di 506 euro, perchรฉ a Mirandola le necessitร  sopravvenute non arrivano mai da sole: arrivano in vaso, alte 120 centimetri e costano tredici volte il risparmio ottenuto con la gara.

    Ma il momento piรน affascinante arriva con il subappalto.

    La ditta scelta direttamente dal Comune dichiara infatti di voler subappaltare la realizzazione dellโ€™impianto irriguo e la fornitura e il montaggio della casetta esterna con relativo basamento in cemento, lavorazioni che, secondo i valori indicati dallo stesso Comune, sembrano rappresentare almeno il 59% dellโ€™intero affidamento.

    Ed รจ qui che il giardino della Chiocciola smette di essere un semplice spazio verde e diventa teatro civile.

    INTERMEZZO TEATRALE: โ€œCHI FA IL GIARDINO?โ€

    La scena rappresenta il cortile del nuovo nido. Al centro, una zolla di terra. Entra la Sindaca, munita di forbici da inaugurazione. Dietro di lei, lโ€™Appaltatore tiene in mano il contratto. In fondo compare il Subappaltatore Misterioso, con una betoniera, una pompa sommersa e una casetta di legno caricata sulle spalle.

    SINDACA:
    Finalmente! Il nuovo giardino comunale, realizzato grazie alla capacitร  amministrativa della nostra squadra!

    APPALTATORE:
    Certamente, Sindaca. Noi abbiamo vinto lโ€™affidamento.

    SINDACA:
    Benissimo. Allora cominciate pure a costruire la casetta.

    APPALTATORE:
    Veramente la casetta la farร  lui.

    SINDACA:
    Chi?

    SUBAPPALTATORE MISTERIOSO:
    Io.

    SINDACA:
    Capisco. Allora occupatevi dellโ€™impianto irriguo.

    APPALTATORE:
    Anche quello lo farร  lui.

    SUBAPPALTATORE MISTERIOSO:
    Sempre io.

    SINDACA:
    Ma voi cosa fate?

    APPALTATORE:
    Abbiamo partecipato alla procedura.

    SINDACA:
    Da soli?

    APPALTATORE:
    Sรฌ.

    SINDACA:
    E avete vinto?

    APPALTATORE:
    Di misura.

    SINDACA:
    Quale misura?

    APPALTATORE:
    Zero virgola dieci per cento.

    SUBAPPALTATORE MISTERIOSO:
    Posso iniziare a lavorare?

    SINDACA:
    Aspettate, prima devo capire chi devo ringraziare durante lโ€™inaugurazione.

    APPALTATORE:
    Noi abbiamo vinto.

    SUBAPPALTATORE MISTERIOSO:
    Io faccio gran parte dei lavori.

    COMUNE, FUORI CAMPO:
    Pagano i mirandolesi.

    La Sindaca guarda il contratto, lโ€™Appaltatore guarda il Subappaltatore, il Subappaltatore guarda la betoniera. Cala lentamente un telo ombreggiante verde.

    Il subappalto superiore al 50% non รจ automaticamente vietato dalla legge e sarร  necessario conoscere gli importi effettivi e le future autorizzazioni comunali, prima di trarre conclusioni definitive.

    Resta perรฒ un piccolo capolavoro di botanica amministrativa, perchรฉ il capitolato scritto dal Comune stabilisce che โ€œla prevalente esecuzione del contratto รจ riservata al gestore aggiudicatarioโ€, mentre le lavorazioni dichiarate come subappaltabili sembrano, sulla base degli importi comunali, rappresentare proprio la parte prevalente dellโ€™affidamento.

    Il Comune ha inoltre scelto il lotto unico spiegando che le attivitร  non potevano essere separate senza compromettere la gestione coordinata dellโ€™appalto; una volta aggiudicato il contratto, tuttavia, impianto irriguo e casetta sembrano diventare improvvisamente separabili, autonomi e pronti per essere affidati ad altri soggetti.

    Alla Chiocciola, dunque, il PNRR paga il nido ma non il giardino, il Comune paga il giardino ma invita una sola impresa, lโ€™impresa vince con un ribasso da aperitivo e poi dichiara di voler subappaltare lavorazioni che potrebbero valere piรน della metร  dellโ€™intero contratto.

    Una filiera perfettamente circolare, come lโ€™irrigazione automatica.

    Lโ€™acqua parte dal pozzo, attraversa lโ€™impianto, bagna il prato e ritorna idealmente al Comune sotto forma di domanda:

    ma alla fine, questo giardino, chi lo fa?