La Lety, ispirata dal Signore degli Anelli, avrebbe scelto una pianta particolarmente saggia. Del resto, tra pensionamenti e dimissioni, era rimasta l’unica con solide radici nel Servizio Verde Pubblico.

A Mirandola è in corso un’operazione di straordinaria complessità amministrativa: contare gli alberi.
Non si tratta, naturalmente, di andare in giro dicendo «uno, due, tre, platano». Il censimento comunale da 89.670 euro comprende cartellini, georeferenziazioni, monitoraggi, valutazioni di stabilità e una carta della vulnerabilità.
Gli alberi stimati sono circa 7.500.
L’incarico, iniziato nel 2025, avrebbe dovuto concludersi entro il 31 luglio 2026. Ma il patrimonio arboreo, dimostrando una grave mancanza di rispetto per il cronoprogramma comunale, ha continuato a crescere, danneggiarsi, perdere rami e, nei casi più estremi, farsi rimuovere.
La ditta ha quindi chiesto più tempo.
Il 13 agosto il dirigente Andrea Lui ha concesso una proroga fino al 31 dicembre 2026, senza maggiori costi per il Comune.
Una decisione perfettamente comprensibile: quando una cosa non viene finita entro quattordici mesi, la soluzione più naturale è aspettarne altri cinque e sperare che gli alberi, nel frattempo, collaborino.
LA COMPAGNIA DEL CENSIMENTO
All’inizio dell’avventura, il Comune aveva indicato due referenti:
- Claudio Colognesi, responsabile del procedimento, successivamente andato in pensione;
- Francesco Coni, referente tecnico e Perito Agrario del Servizio Verde Pubblico, successivamente dimessosi.
Il disciplinare annunciava inoltre che il direttore dell’esecuzione sarebbe stato nominato con un successivo provvedimento.
Provvedimento che, negli atti disponibili, è riuscito a nascondersi meglio dell’Anello nella Contea.
Così, mentre la ditta prosegue il censimento, rimangono alcune domande marginali:
Chi controlla il lavoro?
Chi verifica le schede?
Chi accerta che gli alberi siano stati davvero censiti?
Chi controlla le valutazioni sulla loro stabilità?
Chi firmerà il certificato di regolare esecuzione prima del pagamento finale?
Questioni secondarie, evidentemente. L’importante è non disturbare il normale ciclo della fotosintesi amministrativa.
L’IDEA DELLA LETY
Secondo fonti totalmente immaginarie, la soluzione sarebbe arrivata una sera, mentre la Lety leggeva Il Signore degli Anelli.
Giunta al capitolo dedicato agli Ent, avrebbe chiuso il libro e pronunciato la frase destinata a cambiare la gestione del verde pubblico mirandolese:
«Se gli alberi sanno parlare, possono anche controllare un appalto.»
È nata così l’idea di affidare la vigilanza sul censimento a un albero particolarmente anziano e saggio.
Il prescelto sarebbe un olmo di 87 anni, residente da sempre sul territorio comunale, con profonde radici locali e nessuna intenzione di partecipare a concorsi presso altre amministrazioni.
Lo abbiamo incontrato davanti al Municipio, dove era in attesa di essere protocollato.
INTERVISTA SATIRICA E COMPLETAMENTE IMMAGINARIA ALLA LETY
Fico: Lety, è vero che il censimento degli alberi sarà controllato da un albero?
Lety: Confermo. Dopo un’attenta valutazione abbiamo scelto il candidato con il curriculum più frondoso.
Fico: Come si chiama?
Lety: Dottor Olmo Quercioni. Ma in paese lo chiamano Barbalbero della Bassa.
Fico: Quale incarico ricoprirà?
Lety: Sarà RUP e direttore dell’esecuzione.
Fico: RUP nel senso di Responsabile Unico del Progetto?
Lety: No: Radice Unica del Procedimento.
Fico: Possiede i requisiti tecnici?
Lety: Certamente. Ha 87 anni di esperienza sul campo. Conosce il terreno, distingue un ramo sano da uno malato e ha una laurea honoris causa in Gestione Forestale conseguita presso l’Università della Terra di Mezzo.
Fico: Come controllerà concretamente la ditta?
Lety: È immobile nello stesso punto da decenni. Dal punto di vista della presenza sul territorio offre più garanzie di molti uffici pubblici.
Fico: Ma il censimento riguarda alberi distribuiti in tutto il Comune.
Lety: Sarà aiutato da una rete di collaboratori esterni: piccioni, scoiattoli e due gazze con incarico di supporto amministrativo.
Fico: Come trasmetteranno i dati?
Lety: Tramite PEC.
Fico: Posta elettronica certificata?
Lety: Posta Entesca Clorofilliana.
Fico: Il dottor Quercioni dovrà controllare anche la propria scheda. Non c’è conflitto d’interessi?
Lety: Durante il censimento di sé stesso si asterrà.
Fico: In che modo?
Lety: Girerà i rami dalla parte opposta.
Fico: Chi verificherà che i cartellini siano stati applicati correttamente?
Lety: Il dottor Quercioni è molto severo. Se trova un cartellino sbagliato, produce immediatamente una foglia di contestazione.
Fico: Il disciplinare prevedeva penali fino a 150 euro per ogni giorno di ritardo. Saranno applicate?
Lety: L’albero sta valutando.
Fico: Da quanto tempo?
Lety: Ha iniziato a riflettere nel 1998.
Fico: Non è un po’ lento?
Lety: Gli Ent non prendono decisioni affrettate. Per loro cinque mesi di proroga sono un caffè veloce.
Fico: Il censimento terminerà entro il 31 dicembre?
Lety: Assolutamente.
Fico: Del 2026?
Lety: Non facciamo domande tendenziose.
Fico: Come firmerà il certificato di regolare esecuzione?
Lety: Con la firma digitale.
Fico: Ha lo SPID?
Lety: Certamente: Sistema Pubblico d’Identità Dendrologica.
Fico: E se dovesse ammalarsi o cadere?
Lety: Gli concederemo una proroga tecnica per cause naturali, senza maggiori oneri per il bilancio comunale.
Fico: Chi lo sostituirà?
Lety: Abbiamo già individuato una siepe. È giovane, dinamica e abituata a essere tagliata fuori dalle decisioni.
LE PENALI NEL BOSCO INCANTATO
Il disciplinare originario non si limitava a prevedere una scadenza. Stabiliva anche controlli continui e penali per i ritardi:
- 150 euro al giorno per la fase di censimento;
- 150 euro al giorno per gli approfondimenti diagnostici;
- 100 euro al giorno per la carta della vulnerabilità.
Nella determina di proroga, però, il tema delle penali scompare.
Forse sono state escluse perché il ritardo non è stato ritenuto imputabile alla ditta. Forse esiste una valutazione tecnica che lo spiega. Forse è custodita in una cripta sotto Minas Tirith.
Negli atti disponibili non si vede.
Non si vede nemmeno chi abbia assunto formalmente il controllo dell’esecuzione dopo il pensionamento del responsabile originario e le dimissioni dell’altro referente comunale.
Il nuovo responsabile potrebbe certamente essere stato nominato con un atto diverso. Sarebbe però utile sapere chi è, soprattutto adesso che resta da verificare oltre metà del valore economico dell’affidamento.
UN RESPONSABILE PER DOMARLI TUTTI
La satira può immaginare che a controllare il censimento sia un vecchio olmo saggio.
La realtà amministrativa dovrebbe essere un po’ meno fantastica.
Servirebbero cinque risposte molto semplici:
- Chi è oggi il responsabile del procedimento?
- Chi è stato nominato direttore dell’esecuzione?
- Con quale provvedimento sono avvenute le nomine o le sostituzioni?
- Chi ha verificato le cause del ritardo e valutato l’eventuale applicazione delle penali?
- Chi certificherà la regolare esecuzione prima del saldo finale?
In attesa delle risposte, il dottor Quercioni rimane davanti al Municipio, immobile e pensieroso.
Interrogato un’ultima volta, avrebbe scosso lentamente le foglie e dichiarato:
«Voi avete impiegato quattordici mesi per contare noi. Noi alberi, nel frattempo, abbiamo già contato tutti voi.»
Poi ha chiesto altri cinque mesi per mettere la dichiarazione a verbale.
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