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A Mirandola la ricostruzione Γ¨ talmente lunga che ormai non si contano piΓΉ gli anni: si contano le pratiche. O almeno ci si prova.

PerchΓ© nelle determine del Comune si legge che le pratiche MUDE ancora da chiudere sono β€œcirca 61”. Poi perΓ² arriva il riscontro del Commissario alla Ricostruzione e lΓ¬, come per magia, le pratiche diventano 76.

Sessantuno. Settantasei.
Quindici pratiche di differenza.
Che, in un Comune normale, sarebbero un dato da chiarire.
A Mirandola, invece, sono probabilmente una forma poetica della burocrazia.

Intanto il Comune proroga fino al 30 giugno 2028 tre incarichi esterni per seguire le verifiche dei SAL, cioè quegli stati di avanzamento lavori necessari per arrivare alla liquidazione dei contributi della ricostruzione privata post sisma. Tradotto: quattordici anni dopo il terremoto siamo ancora qui, con le pratiche che passano di mano, le proroghe che si allungano e la macchina comunale che procede come un trattore senza gasolio, trainato da consulenze.

La cifra autorizzata dal Commissario non Γ¨ nemmeno piccola: 134.953,35 euro. Risorse giΓ  riconosciute per il supporto alle pratiche MUDE, da rendicontare alla fine. Quindi non Γ¨ il classico β€œhanno buttato via i soldi”: peggio, forse. È il classico caso in cui i soldi servono davvero, ma raccontano una cosa molto piΓΉ triste.

Raccontano una ricostruzione che, per certi edifici privati, è rimasta al palo. Raccontano un Comune che non chiude, un ufficio che non regge, una ricostruzione che nel 2026 ha ancora bisogno della stampella. Una stampella tecnica, amministrativa, professionale, appoggiata lì da anni, mentre ogni tanto qualcuno passa, la lucida, la proroga e la chiama programmazione.

E allora la domanda politica è semplice: con una cifra così, non si poteva almeno provare a costruire una soluzione interna? Un ingegnere, un tecnico, una figura a tempo determinato dedicata al MUDE, capace magari di chiudere quelle pratiche e nel frattempo lasciare competenze dentro il Comune?

Certo, i soldi commissariali non si possono usare come un salvadanaio libero per fare qualsiasi cosa. Non Γ¨ che prendi il fondo MUDE e ci paghi l’ufficio tecnico generico, la fotocopiatrice e magari anche il ficus dell’ingresso. PerΓ² una riflessione andava fatta: continuare a comprare supporto esterno oppure rafforzare davvero la struttura?

PerchΓ© gli incarichi finiscono.
Le fatture si pagano.
I fascicoli forse si chiudono.

Ma il Comune resta sempre lì: con meno competenze, meno memoria tecnica e la solita aria di chi, davanti a ogni problema, non apre un ufficio.

Apre una proroga.

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