
C’è una frase, negli atti del Comune di Mirandola, che andrebbe incorniciata e appesa sopra ogni buca comunale: il rullo compressore SAFER 40, targa AAH597, viene messo in vendita perché, pur essendo ancora utilizzabile, “non risulta utile al conseguimento dei fini dell’Ente”.
Ora, Fico non pretende che con un rullo del 1997 si trasformi Mirandola in una pista di Formula 1, né che basti accenderlo perché le buche si chiudano per devozione amministrativa. Per sistemare le strade servono asfalto, operai, programmazione, manutenzione, responsabilità e quella rarissima materia prima che nei cantieri pubblici mirandolesi pare più preziosa del tartufo: la voglia di farlo.
Però un piccolo dettaglio resta.
La perizia dice che il rullo ha 133,74 ore di lavoro, è in buono stato, non presenta nessun danno visibile ed era stimato 15.000 euro. Poi il Comune prova a venderlo. Prima asta: deserta. Secondo tentativo: prezzo ribassato a 11.250 euro. Risultato, determina 345 del 22 aprile 2026: zero offerte. Nessuno lo vuole. Nemmeno scontato.
Insieme a lui c’è anche lo scuolabus: quasi 472 mila chilometri, Euro 2, sedili lacerati, qualche acciacco e una carriera che sembra ormai arrivata al capolinea. E infatti pure quello resta lì. Ma lo scuolabus, poveretto, almeno ha una scusa: ha portato bambini per venticinque anni. Il rullo invece avrebbe ancora una vocazione naturale. Non trasportare promesse. Compattare strade.
Ed è qui che la faccenda diventa poesia ducale.
Perché se il mercato non lo compra, e se le strade comunali continuano a sembrare il plastico tattile della superficie lunare, forse una domanda banale si potrebbe anche fare: ma siamo proprio sicuri che un rullo compressore non serva a un Comune che deve mantenere le strade?
Magari non serve alla narrazione. Non serve ai post con le foto sorridenti. Non serve ai comunicati stampa con dentro tre volte la parola “attenzione al territorio”. Non serve alla grande liturgia della “valorizzazione del parco mezzi”, dove prima si dichiara che una cosa non serve, poi si prova a venderla, poi nessuno la compra, poi si torna in Giunta a chiedere “nuovi indirizzi”.
Però alle buche, forse, un po’ servirebbe.
Perché il cittadino medio, quando prende una voragine con la ruota, non pensa: “che bello, il Comune sta razionalizzando la flotta aziendale”. Pensa altro. Molto altro. E spesso in dialetto.
Così Mirandola si ritrova con uno scuolabus che non parte più verso nessuna scuola, un rullo nato per compattare il fondo stradale dichiarato inutile mentre le strade chiedono pietà, un’asta che non interessa a nessuno, 14.635,50 euro di entrata prevista che evaporano, e l’ennesimo capolavoro amministrativo: vendere ciò che potrebbe servire e conservare intatta la buca.
Il rullo non è stato venduto.
Le strade, invece, continuano a essere compattate ogni giorno.
Dagli ammortizzatori dei cittadini.
SONDAGGINO FINALE DEL FICO
❤️ Cuoricino: teniamo il compattatore e proviamo a mettere a posto qualche strada comunale, giusto per vedere l’effetto che fa quando un mezzo pubblico serve al pubblico.
😊 Faccina sorridente: riproviamo a vendere il compattatore, poi con calma facciamo un bel bando per fornire ammortizzatori ai cittadini mirandolesi, ormai veri strumenti di manutenzione ordinaria della viabilità.
Fonti:

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