
A Mirandola la Polizia Ducale si è comprata un simulatore di guida. Nome commerciale: AUTO NAKED. Nome politico: investimento strategico. Nome vero, molto più onesto: macchina rossa da quasi quindicimila euro che nelle scuole rischia di servire soprattutto a fare la fila. La determina parla di € 12.090 più IVA, cioè € 14.749,80, e racconta l’acquisto come strumento per l’educazione stradale degli studenti delle quarte e quinte superiori. In soccorso arriva la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola con 12.000 euro di contributo (ma che verranno aumentati per pagare anche l’iva). E qui parte subito la solita nenia del paese: “Eh ma allora il Comune non ci mette niente”. Certo. Sempre soldi del territorio sono. E soprattutto resta intera la domanda vera: ma questo coso serve davvero alle scuole o serve soprattutto a fare scena?

Perché la determina è bravissima a vendere il profumo dell’operazione. Sicurezza stradale. Giovani. Responsabilità. Autocontrollo. Valutazione del rischio. Tutte parole belle, lucide, istituzionali, da dépliant con piega a tre. Però si ferma un attimo prima del punto decisivo: come lo usi, concretamente, nelle scuole senza far saltare i tempi scolastici? Perché il simulatore non parla a una classe. Non lavora in gruppo. Non coinvolge trenta ragazzi insieme. Funziona uno alla volta. E appena entra in scena la matematica, tutta la poesia da delibera si sgonfia come una gomma ricostruita.
Facciamo il conto più banale del mondo. Una classe da 22 alunni. Prova individuale da 5 minuti a testa (un tempo ridicolmente corto per capire cosa sia davvero guidare non in un videogioco). Totale: 110 minuti, cioè 1 ora e 50 minuti di solo utilizzo teorico del simulatore. Solo guida. Senza contare chi sale, chi scende, chi sistema il sedile, chi chiede dov’è la frizione, chi ride, chi blocca tutto, chi deve essere richiamato, chi vuole rifare il giro perché ha tamponato un cassonetto virtuale. Morale: una classe ti brucia circa due ore quasi soltanto per far provare il baraccone. E in quelle due ore non stai facendo educazione stradale. Stai facendo rotazione di culo sul sedile in ecopelle.
E se allarghi lo sguardo, il castello crolla ancora meglio. Dal report della Municipale, l’attività formativa-educativa 2025 arriva a 84 ore complessive e coinvolge 1.189 alunni, di tutte le scuole di ordine e grado.

Bene: a 5 minuti per studente, far usare il simulatore a tutti significherebbe 5.945 minuti, cioè 99 ore e 5 minuti. Avete letto bene: novantanove ore di solo simulatore, contro ottantaquattro ore di attività formativa complessiva. Quindi, se si prendesse sul serio la logica “lo usiamo per la formazione”, il giocattolo si mangerebbe da solo più ore di quante la Municipale dedichi in un anno intero all’attività educativa nel suo complesso. Prima ancora della spiegazione. Prima ancora della lezione. Prima ancora del cervello.
E volendo stare persino dentro la favoletta ufficiale delle sole quarte e quinte superiori, la situazione non migliora: peggiora con maggiore eleganza. Se prendiamo per buono il dato di circa 2.600 studenti delle superiori a Mirandola, la platea teorica di quarta e quinta è di circa 1.040 ragazzi. A 5 minuti ciascuno sono 86 ore e 40 minuti di solo simulatore. Cioè praticamente tutto il monte ore annuo dell’attività educativa 2025, divorato non dalla formazione, ma dalla coda per accedere alla macchinetta. Una meraviglia pedagogica: per insegnare la sicurezza stradale ai ragazzi prossimi alla patente, elimini il tempo per insegnare la sicurezza stradale per tutti, dai 6 anni in su.
Quindi no, raccontarla come grande strumento scolastico è una presa in giro gentile, di quelle con il sorriso istituzionale e il comunicato in corpo 12. Questo non è un oggetto nato sui tempi reali della scuola. È molto più plausibile che diventi quello che, sotto sotto, sembra già essere: un gadget da fiera, da gazebo, da iniziativa pubblica, da giornata-evento con utenza rarefatta e fotografi a portata di mano. Lì sì che funziona: pochi salgono, molti guardano, qualcuno applaude, tutti fanno finta che sia educazione e non intrattenimento comunale con volante. In piazza il collo di bottiglia diventa attrazione. A scuola invece resta un collo di bottiglia. E pure costoso.
La cosa più divertente è che la determina tenta di farlo passare per scelta razionale, quasi inevitabile: affidamento diretto, operatore con esperienza, prezzo congruo, progetto nobile, contributo della Fondazione. Tutto in ordine, tutto pulito, tutto pettinato. Ma la vera domanda non è se il procedimento sia stato confezionato bene. La vera domanda è se l’oggetto acquistato abbia un senso proporzionato rispetto all’uso dichiarato. E qui la risposta, tolto il rossetto alla pratica, è parecchio più sgradevole: nelle scuole questo coso è logisticamente scomodo, didatticamente ingombrante e temporalmente incompatibile. In compenso è perfetto per una fiera: colorato, vistoso, abbastanza grosso da sembrare importante e abbastanza inutile da piacere alla politica locale.
INTERMEZZO TEATRALE
Il Fico in incognito sale sul Simulatore Ducale con aria composta.
Regola il sedile.
Impugna il volante.
Fa due metri prudenti, quasi istituzionali.
Un agente annuisce soddisfatto.
L’assessorelfo sussurra: “Ecco, vede? Educazione stradale.”
Poi succede l’imprevisto.
Nel cervello del Fico si accende all’improvviso un ricordo lontano: la sala giochi di Marina di Ravenna, l’odore del mare, i gettoni sudati, il vecchio Sega Rally, la chiamata feroce della derapata virtuale.
Fine della prudenza.
Fine della pedagogia.
Fine della simulazione civile.
Il Fico pesta sull’acceleratore come se dovesse vendicarsi di vent’anni di rotatorie, e di semafori regolati male.
Prima, seconda, terza, quarta.
Il simulatore geme.
Il monitor trema.
Da qualche parte, nella Mirandola virtuale, l’autovelox di San Giacomo Roncole comincia a suonare come la campana dell’Apocalisse.
Compare la scritta:
NUOVO RECORD
Un vigile si fa il segno della croce.
Uno chiama il comandante.
Un altro propone già di inserire il risultato nel PEG come performance strategica.
Il Fico scende lentamente, si liscia la giacca, guarda il monitor e dice:
“Mah. Bello. Però la grafica è un po’ approssimativa. Sembra Mirandola rifatta da uno che l’ha vista una volta di sfuggita da dietro il vetro sporco del treno.”
Silenzio gelido.
Sipario.
E infatti è tutto qui. Non hanno comprato un presidio didattico. Hanno comprato un oggetto da esibizione con la scusa della didattica. Un totem rosso per iniziative pubbliche, benedetto dalla retorica della sicurezza stradale e travestito da rivoluzione educativa. Un simulatore di guida, sì. Ma soprattutto un meraviglioso simulatore di programmazione amministrativa: sembra intelligente finché non provi a usarlo davvero.
Fonti: Determinazione n. 283 del 03/04/2026 del Comune di Mirandola, relativa all’acquisto del simulatore di guida “AUTO NAKED” per educazione stradale, importo € 12.090 + IVA = € 14.749,80, finalità dichiarata rivolta agli studenti delle quarte e quinte superiori; nota della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola prot. 0013904/2026, con contributo deliberato di € 12.000 per il progetto “Simulatore di guida per educazione stradale”. I calcoli sui tempi di utilizzo sono elaborazioni sui dati del report fotografato e sulle ipotesi esplicitate nel testo.

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