
A Mirandola il controllo del territorio è una cosa serissima.
Ce lo raccontano da anni: sicurezza urbana, prevenzione, decoro, pattugliamenti, videosorveglianza, occhi elettronici, presenza capillare, Polizia Locale sempre sul pezzo.
Poi arriva un vecchio Fiat Ducato e, senza dire una parola, smonta mezza narrazione.
Non in una carraia sperduta tra nebbia e fossi.
Non in un angolo dimenticato della campagna bassa.
Ma in via Montanari, nel centro di Mirandola.
Perché questo non è il caso del veicolo lasciato lì “da qualche giorno”.
Questo furgone era già documentato in fotografia il 25 gennaio 2026, in condizioni che facevano pensare più a un reperto urbano che a un mezzo regolarmente in uso: sporco, ruggine, oggetti accatastati attorno, aria generale da abbandono sedimentato.
Poi, col tempo, il capolavoro urbano si è perfezionato: il furgone è stato riempito di immondizia e nei fatti è diventato quello che nessun piano del decoro aveva previsto ma che la realtà ha prodotto benissimo da sola: un cassonetto su quattro ruote.
Passano i giorni.
Passano le settimane.
Arriva la Polizia Locale.
O, come la chiamiamo noi, la Polizia Ducale.
E cosa fa?
Fa quello che a Mirandola riesce sempre benissimo: un procedimento.

Sul vetro compare il cartello ufficiale: “veicolo in stato di abbandono”, accertamenti, rimozione e demolizione ai sensi del D.M. 22 ottobre 1999 n. 460.
Data inizio procedimento: 20/03/2026.
Data presunta rimozione: 18/05/2026.
Presunta, appunto.
Perché oggi siamo al 28 maggio.
E il furgone, a quanto pare, è ancora lì.

Quindi la Ducale riesce nel piccolo miracolo amministrativo di sforare due calendari contemporaneamente: quello della realtà, perché il mezzo era visibilmente lì già dal 25 gennaio; e quello della propria burocrazia, perché la data di rimozione scritta da loro stessi era il 18 maggio.

Prima il territorio segnala.
Poi il degrado resta.
Poi arriva il cartello.
Poi scade anche il cartello.
Poi resta pure il furgone.
E intanto il furgone smette persino di essere solo un furgone: diventa deposito, pattumiera, contenitore abusivo, piccolo ecocentro non autorizzato in versione Ducato.
A quel punto non siamo più davanti a un veicolo abbandonato. Siamo davanti a una installazione civica permanente: “Controllo del territorio con rimozione presunta e raccolta rifiuti incorporata”.
Piccolo dialogo immaginario negli uffici della Ducale:
— Comandante, abbiamo un furgone abbandonato.
— Dove? In periferia?
— No, in via Montanari, in centro.
— Da quanto?
— Dalla foto risulta almeno dal 25 gennaio.
— Bene, avviamo il procedimento.
— Fatto il 20 marzo.
— Ottimo. Scriviamo una data di rimozione.
— Fatto: 18 maggio.
— Perfetto.
— E lo rimuoviamo?
— Non precipitiamo.
— Nel frattempo lo stanno riempiendo di immondizia.
— Allora non è più solo controllo del territorio. È economia circolare.
Ed eccolo lì, il Ducato. Immobile. Fedele. Più puntuale dell’Amministrazione.
Non serviva l’intelligenza artificiale.
Non serviva il drone.
Non serviva il vertice sulla sicurezza.
Non serviva il comunicato con le solite parole: presidio, attenzione, prevenzione, legalità, decoro.
Serviva togliere un furgone abbandonato prima che diventasse un cassonetto.
E invece il risultato è questo: un mezzo già fotografato a gennaio, in via Montanari, nel centro di Mirandola; un procedimento partito a marzo; una rimozione promessa a maggio; una data superata; e una realtà che, al 28 maggio, continua a fare pernacchie al calendario.
Perché a Mirandola il controllo del territorio funziona così: prima si vede il problema, poi si certifica il problema, poi si appiccica un foglio sul problema, poi passa la data scritta sul foglio.
Il problema, invece, resta.
E dentro ci buttano pure l’immondizia.
Fonti ficose: documentazione fotografica del 25 gennaio 2026; cartello della Polizia Locale con avvio procedimento del 20/03/2026 e data presunta rimozione del 18/05/2026; situazione ancora documentata al 28 maggio 2026 in via Montanari, centro di Mirandola; D.M. 22 ottobre 1999 n. 460 richiamato nello stesso avviso.

Lascia un commento