
A Mirandola, città dove la burocrazia non cammina ma procede per sedimentazione geologica, la Polizia Locale ha recentemente acquistato 300 adesivi per fermo e sequestro amministrativo, perché evidentemente, dopo anni di studi, riunioni, determine, capitoli, sottocapitoli, impegni di spesa e piccoli miracoli contabili, si è giunti alla conclusione che il vero problema dell’ordine pubblico locale fosse la carenza strutturale di adesivi.
Spesa totale: 278,16 euro.
Una cifra modesta, si dirà.
E invece no.
Perché a Mirandola anche comprare degli adesivi diventa una piccola manovra finanziaria, una legge di bilancio in miniatura, una sessione notturna della Ragioneria Generale del Regno: qualche euro recuperato dal capitolo del mangime dell’unità cinofila, qualche euro dal ponte radio, ed ecco finalmente apparire all’orizzonte l’arma definitiva contro il degrado urbano: l’adesivo comunale, personalizzato, intestato, plastificato, lucido, pronto a posarsi sui veicoli irregolari con la stessa solennità con cui un notaio appone il sigillo su un testamento.
Nel frattempo, però, mentre la macchina amministrativa si preparava a questa epica campagna adesiva, in città c’era — e c’è ancora — un furgone che non richiede particolari attività investigative, intercettazioni ambientali, droni tattici, unità cinofile, ponte radio, lampeggianti o corsi avanzati di polizia predittiva.
È lì.
Fermo.
Aperto.
Sporco.
Abbandonato.
Con i rifiuti attorno, l’aria da relitto post-industriale e quella compostezza tragica delle cose che ormai non aspettano più la rimozione, ma direttamente la beatificazione come monumento al rinvio amministrativo.
E non basta.
Perché il mezzo, da verifica sul Portale dell’Automobilista, risulta anche non in regola con gli obblighi assicurativi RCA, dettaglio che in un Comune normale potrebbe forse produrre un certo dinamismo operativo, una telefonata, un verbale, magari perfino quell’antica pratica ormai desueta chiamata “intervento”.
Ma siamo a Mirandola.
E a Mirandola il tempo non scorre: viene protocollato.
Infatti sul furgone c’è già un avviso della Polizia Locale, molto bello, molto serio, molto istituzionale, fissato con una quantità di nastro adesivo che da sola basterebbe probabilmente a sigillare il casello di Modena Nord:
data inizio procedimento: 20 marzo 2026
data presunta rimozione: 18 maggio 2026
Oggi è 17 giugno.
Quindi siamo davanti a un raffinato esperimento di filosofia amministrativa: una “data presunta di rimozione” talmente presunta che, alla prova dei fatti, ha rimosso soltanto sé stessa.
Il furgone è ancora lì, evidentemente non informato della scadenza, oppure perfettamente consapevole del funzionamento degli uffici comunali e quindi serenamente convinto che, in assenza di un sollecito, una conferenza dei servizi, una variazione di PEG, una riunione con il responsabile del procedimento e magari un sopralluogo propedeutico al sopralluogo, nessuno oserà disturbarlo.
A questo punto le possibilità sono due, entrambe meravigliose.
Se il furgone è davvero un veicolo abbandonato, allora esiste già un procedimento ai sensi del D.M. 460/1999, con una data di rimozione indicata e abbondantemente superata, il che farebbe pensare che il problema non sia capire cosa fare, ma trovare qualcuno disposto a farlo.
Se invece il furgone è ancora considerato un veicolo presente su area pubblica, allora il fatto che risulti senza RCA non è un ornamento narrativo, non è una nota di colore, non è una pennellata di realismo mirandolese: è un problema da Codice della Strada.
Ma il Comune, con ammirevole equilibrio, sembra aver scelto una terza via, tutta locale, tutta nostra, tutta padana: non rimuoverlo come veicolo abbandonato, non sequestrarlo come veicolo senza assicurazione, ma lasciarlo lì come installazione urbana temporanea a durata indefinita, forse in attesa che il degrado maturi, che il mezzo completi il proprio ciclo biologico e che un giorno, aprendo il portellone, ne esca direttamente un assessore ai lavori pubblici con in mano una nuova proroga.
E allora viene spontanea una domanda.
I 300 adesivi per fermo e sequestro servono davvero a fermare i veicoli irregolari, oppure sono destinati a certificare ufficialmente quelli che si sono già fermati da soli, per stanchezza, abbandono e sfiducia nelle istituzioni?
Perché qui non manca l’adesivo.
Non manca il cartello.
Non manca il procedimento.
Non manca la data.
Non manca nemmeno il nastro, che anzi pare l’unico materiale comunale utilizzato con abbondanza e determinazione.
Manca solo quella piccola, trascurabile, quasi secondaria formalità amministrativa che i cittadini, con linguaggio rozzo e non conforme al lessico degli atti, chiamerebbero semplicemente:
togliere il furgone.
In entrambi i casi, l’unica cosa che sembra rispettare perfettamente le scadenze è l’odore nauseabondo che proviene dal mezzo.
Fonti: Determina Comune di Mirandola n. 495 del 03/06/2026, acquisto 300 adesivi per fermo/sequestro amministrativo, € 278,16. D.M. 22 ottobre 1999 n. 460 sui veicoli rinvenuti da organi pubblici o non reclamati. Portale dell’Automobilista, verifica copertura RCA: dati aggiornati in tempo reale dalle compagnie assicuratrici. Art. 193 Codice della Strada, obbligo assicurazione RCA e conseguenze per veicoli senza copertura.
Nota RCA: l’obbligo assicurativo non riguarda solo il veicolo “che sta circolando” in senso stretto, ma anche quello fermo o in sosta: l’art. 122 del Codice delle Assicurazioni prevede infatti che l’obbligo si applichi a prescindere dal terreno su cui il veicolo è utilizzato e dal fatto che sia fermo o in movimento, salvo specifiche deroghe di legge.

