
Non stiamo parlando della potatura del geranio davanti al Municipio.
La gara per la manutenzione del verde pubblico vale 544.865 euro per i primi 28 mesi e può arrivare, tra ripetizione fino al 2030, servizi opzionali e quinto d’obbligo, a 1.544.436 euro, IVA esclusa. Un appalto enorme, con quasi 380.000 euro di manodopera già nella prima fase.
A contenderselo, due realtà molto diverse.
Da una parte un raggruppamento con un evidente baricentro emiliano-veneto: la Cooperativa Agricola Braccianti Giulio Bellini di Filo d’Argenta, che opera anche nella gestione del verde urbano; Caramori, specializzata nel settore del verde e con sede operativa a Castelmassa; e Nazareno Work, cooperativa sociale di tipo B di Carpi. Nazareno Work non è soltanto un nome infilato dentro un’ATI: nasce per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e il suo primo intervento nel settore fu proprio la manutenzione delle aree verdi del Comune di Carpi. Dietro quell’offerta, quindi, non ci sono soltanto tosaerba e potature, ma anche cooperazione, occupazione e una possibile ricaduta sociale sul territorio modenese. Dall’altra Green Service, una singola società con sede a Deruta, in provincia di Perugia, specializzata nella progettazione, realizzazione e manutenzione del verde pubblico e privato. Perfettamente legittimata a partecipare e a vincere: gli appalti pubblici non sono sagre a chilometro zero e la provenienza geografica non può diventare un punteggio clandestino.
Ma non fingiamo nemmeno che le due realtà siano socialmente indifferenti. Da una parte un raggruppamento relativamente vicino, nel quale compare anche una cooperativa sociale carpigiana; dall’altra una società umbra.
Proprio perché la vicinanza non può decidere la gara, devono farlo criteri, punteggi e verbali di una precisione inattaccabile.
Invece è arrivata la matematica col decespugliatore.
Sul progetto tecnico le due offerte sono quasi appaiate:
65,15 punti al raggruppamento.
66 punti a Green Service.
Differenza: appena 0,85 punti.
Ora chiediamo scusa ai lettori: per capire come poco più di mille euro siano diventati una voragine bisogna attraversare qualche riga di matematica amministrativa. Promettiamo che alla fine ricompare il prato.
Sul prezzo le offerte erano:
11,50% di ribasso il raggruppamento.
11,70% Green Service.
Due decimi di differenza, pari a circa 1.085 euro sulla base ribassabile da 542.832 euro.
Il Comune aveva scelto una formula bilineare con coefficiente X = 0,80. Con due sole offerte, la media dei ribassi finisce inevitabilmente nel mezzo: 11,60%.
Green Service, trovandosi appena sopra la media e coincidendo con il ribasso massimo, prende automaticamente tutti i 30 punti economici.
Il raggruppamento, fermo appena sotto la media, ne prende soltanto 23,793.
Risultato: una differenza economica dello 0,20% genera 6,207 punti di vantaggio.
E qui viene il bello.
Il disciplinare consentiva di esprimere il ribasso con due cifre decimali. Lo scarto minimo rappresentabile era quindi dello 0,01%, pari a circa 54 euro.
E persino quei 54 euro avrebbero fatto scattare quasi la stessa voragine di sei punti.
Per ottenere punteggi economici davvero simili, le due offerte avrebbero dovuto avere uno scarto inferiore a 54 euro, risultando quindi identiche fino al centesimo percentuale. Una differenza talmente piccola da non poter nemmeno comparire nei ribassi ammessi dal disciplinare.
In pratica: offerte uguali, punteggi uguali. Ma appena una fosse risultata più conveniente dell’altra anche soltanto di una cinquantina di euro, il meccanismo avrebbe consegnato al miglior ribasso quasi sei punti di vantaggio.
Tradotto in lingua umana: i 1.085 euro reali hanno pesato oltre sette volte più della differenza attribuita sull’intero progetto tecnico. Ma anche appena 54 euro avrebbero prodotto quasi lo stesso abisso.
La formula era scritta nel disciplinare ed è stata applicata correttamente. Il problema non è che la commissione abbia sbagliato la moltiplicazione.
Il problema è che il Comune ha scelto una formula capace, con due offerte quasi identiche, di trasformare una differenza economica microscopica in un premio praticamente automatico di circa sei punti.
La stessa ANAC, nel proprio Bando-tipo e nella relativa relazione, avverte che, quando i ribassi sono concentrati attorno alla media, la formula bilineare può produrre un premio eccessivo per il ribasso maggiore. Proprio in questi casi suggerisce di valutare formule alternative, tra cui una formula quadratica o non lineare con coefficiente α inferiore a 1.
Facciamo allora la prova.
Applicando, a titolo di esempio, una formula non lineare con α = 0,50 — valore intermedio scelto per la simulazione, non imposto da ANAC — Green Service avrebbe comunque ottenuto tutti i 30 punti economici, mentre il raggruppamento ne avrebbe ricevuti circa 29,74.
Il risultato complessivo sarebbe stato:
Green Service: 96 punti.
Raggruppamento: circa 94,89 punti.
Green Service avrebbe vinto comunque, ma con un distacco di circa 1,11 punti, non di oltre sette.
Una delle formule alternative indicate da ANAC, quindi, non avrebbe regalato la gara al raggruppamento. Avrebbe semplicemente rappresentato in maniera più realistica la vera differenza economica fra le offerte: poco più di mille euro, non una fossa delle Marianne scavata dentro un foglio Excel.
Poi arriva il consueto capolavoro amministrativo.
Il raggruppamento sconfitto ha quindi presentato un’istanza di riesame tramite il proprio avvocato, contestando la valutazione dell’offerta tecnica.
E il Comune non ha tirato dritto.
𝗛𝗔 𝗕𝗟𝗢𝗖𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗢.
Ha sospeso l’efficacia della proposta di aggiudicazione, ha rimandato le contestazioni alla commissione e ha scritto nero su bianco di agire per «gravi ragioni», anche alla luce dell’insorgenza di un «possibile contenzioso».
In altre parole, dopo la lettera dell’avvocato il Comune ha guardato la propria gara, i punteggi e la graduatoria scritta al contrario, e ha preferito fermare il rasaerba prima che arrivasse il TAR.
Ma resta l’ultimo dettaglio, forse il più interessante.
La determina di sospensione dice espressamente che le contestazioni dell’avvocato dell’RTI riguardano la valutazione dell’offerta tecnica. Quindi, oltre all’evidente sproporzione prodotta dalla formula economica, avrà trovato anche qualche coefficiente tecnico attribuito con particolare generosità da una parte o con altrettanta severità dall’altra?
Per ora non possiamo saperlo, perché fra gli atti esaminati non c’è la lettera dell’avvocato. Sappiamo soltanto che, dopo averla letta, il Comune ha sospeso tutto e ha cominciato a temere il contenzioso.
𝗟𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝘂𝗹𝗮 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗹’𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮. 𝗢𝗿𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗶.
Lo sapremo nei prossimi atti. Sempre che, questa volta, la graduatoria venga scritta dal verso giusto.











