
Per celebrare i 430 anni di Mirandola, la corte ducale ha partorito un progetto culturale da 130.000 euro.
βPartoritoβ Γ¨ forse eccessivo.
Diciamo che ha aperto il cassetto delle iniziative giΓ viste, ha rovesciato tutto sul tavolo e ha gridato: Β«Presto, trovate un maxischermo e chiamatelo innovazione!Β»
Dentro ci sono conferenze, filosofi, scrittori, ceramisti, falegnami, cuochi, fotografi, bambini, illustratori, ballerini, attori, campane, animali, terremoti, tableaux vivants e 430 facce stampate sul forex.
Non Γ¨ un progetto culturale.
Γ lβinventario di un magazzino comunale compilato durante una crisi mistica.
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Il Ministero chiede innovazione, rigenerazione culturale, inclusione, accessibilitΓ , sviluppo economico, collaborazione territoriale e risultati durevoli.
Mirandola risponde con quattro o cinque conferenze, lo spettacolino delle scuole, il libricino illustrato e le fotografie dei cittadini appese ai monumenti.
Praticamente la festa di fine anno scolastico, ma con il quadro economico di unβopera pubblica.
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Nel Ducato basta proiettare molto grande una cosa vista mille volte per trasformarla in βesperienza immersivaβ.
Se si aggiunge una musica originale diventa βmultidisciplinareβ. Se partecipano i bambini Γ¨ βinclusivaβ. Se si appende al Duomo Γ¨ βrigenerazione urbanaβ.
E se nessuno domanda che cosa rimarrΓ dopo il 27 febbraio, diventa persino βsostenibileβ.
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Il progetto sostiene di voler raccontare il futuro della cittΓ . Peccato che quasi tutte le iniziative guardino alla Mirandola rinascimentale, alla cittΓ precedente al terremoto e ai monumenti del centro storico.
Della Mirandola reale di oggi β frazioni, ricostruzione, giovani, commercio, nuove comunitΓ , fragilitΓ sociali, futuro del polo biomedicale β praticamente nulla.
Il futuro viene affrontato con lo stesso coraggio con cui si sfoglia una vecchia fotografia di famiglia: purchΓ© nessuno chieda che cosa succederΓ domani.
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Prima che qualcuno sostenga che βlibricinoβ sia un termine sprezzante inventato dalla Fico, precisiamo:
non lo chiamiamo così noi.
Il progetto parla prima di Β«un piccolo libro illustratoΒ» e successivamente utilizza per ben due volte la parola Β«libricinoΒ».
Non Γ¨ satira. Γ il lessico ufficiale del progetto.
Noi ci limitiamo, con deferenza istituzionale, a rispettare la terminologia scelta dalla corte ducale.
Una bella attivitΓ didattica? Certamente.
Un progetto innovativo capace di produrre occupazione, accessibilitΓ , sviluppo economico e rigenerazione territoriale? Piano con lβentusiasmo.
Scuole e biblioteche organizzano da decenni laboratori nei quali i bambini conoscono la storia locale, scrivono testi e preparano disegni, senza presentarli come il Piano Marshall della cultura.
Il progetto precisa che il libricino sarΓ distribuito a tutti gli alunni della primaria. Non dice perΓ² quante copie saranno stampate, quanto costerΓ , chi avrΓ i diritti, se esisterΓ unβedizione digitale accessibile o come sarΓ valorizzato successivamente.
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Il problema sono gli adulti che prendono un normale laboratorio scolastico, lo infilano in un formulario ministeriale e sperano che diventi automaticamente rigenerazione culturale.
Nel progetto tutto Γ¨ grande: il maxischermo, le parole, le ambizioni e il preventivo.
Lβunica cosa che gli autori hanno presentato al diminutivo Γ¨ il risultato editoriale.
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Il bando stabilisce che tutte le attivitΓ debbano svolgersi in un massimo di 30 giornate complessive, anche non consecutive.
Le FAQ precisano che bisogna conteggiare le giornate di calendario nelle quali le attivitΓ trovano effettiva esecuzione, considerando il programma nel suo insieme.
Il Comune prevede:
β tre residenze artistiche, ciascuna attrezzata per quattro settimane;
β dieci giornate fotografiche;
β quattro o cinque conferenze;
β cinque incontri di storia locale e altri cinque con lβillustratrice;
β una colonna sonora;
β una mostra;
β uno spettacolo;
β la giornata finale.
Non possiamo limitarci a moltiplicare tre residenze per quattro settimane e dichiarare automaticamente 84 giornate: potrebbero sovrapporsi e i laboratori potrebbero non essere operativi ogni giorno.
Ma proprio qui nasce il problema.
Se le tre residenze funzionano quotidianamente e contemporaneamente, occupano giΓ 28 delle 30 giornate disponibili. Se invece si svolgono soltanto in alcune date, il documento pubblico non dice quali. A queste devono comunque aggiungersi tutte le altre iniziative, eventualmente concentrate nelle medesime giornate.
Forse nel formulario ministeriale esiste un cronoprogramma perfettamente compatibile.
Nellβallegato approvato dalla Giunta, perΓ², non si vede.
E nasce una domanda quasi filosofica:
se il progetto pubblico non contiene il vero calendario, il vero budget e la vera organizzazione, che cosa ha approvato esattamente la Giunta?
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ππ§π§ππ‘πππ’π‘π: quella che segue Γ¨ unβintervista completamente immaginaria e satirica alla vicesindaca Marchi. Non Γ¨ mai avvenuta e le risposte sono inventate.
Fico: Vicesindaca, come entrano tre residenze di quattro settimane e tutte le altre iniziative dentro 30 giornate?
Marchi immaginaria: State confondendo il tempo fisico con il tempo amministrativo.
Fico: Qual Γ¨ la differenza?
Marchi immaginaria: Nel tempo fisico quattro settimane durano quattro settimane. Nel tempo amministrativo durano quanto serve per entrare nel formulario.
Fico: Quindi Einstein?
Marchi immaginaria: Einstein, ma stampato sul forex.
Fico: PerchΓ© lo chiamiamo βlibricinoβ? Non Γ¨ offensivo?
Marchi immaginaria: No, lo abbiamo chiamato così direttamente nel progetto.
Fico: Quindi questa battuta ve la siete scritta da soli?
Marchi immaginaria: Γ il nostro contributo alla satira locale.
Fico: Quante copie, con quale costo e con quale progetto editoriale?
Marchi immaginaria: Non rovini tutto facendo domande da adulti.
Fico: Lβallegato non indica il costo delle singole iniziative.
Marchi immaginaria: Dividere la spesa in voci comprensibili rovinerebbe lβeffetto immersivo.
Fico: E se il Ministero non concede il finanziamento?
Marchi immaginaria: Rimoduleremo lβimportanza storica dellβanniversario.
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Lβallegato pubblico Γ¨ lungo appena tre pagine.
Non contiene un vero cronoprogramma, il costo delle singole attivitΓ , i compensi, gli incarichi, gli indicatori, i risultati misurabili, le modalitΓ di selezione degli artisti o le autorizzazioni necessarie.
Il totale, perΓ², Γ¨ noto: 130.000 euro.
Di questi, 104.000 euro dovrebbe metterli il Ministero e 26.000 euro il Comune.
Un progetto nazionale descritto con lo stesso livello di dettaglio con cui si organizza la pizzata della terza media:
βPrendiamo qualche artista, facciamo degli incontri, stampiamo il libricino e alla fine mettiamo tutto sul maxischermo.β
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Le candidature scadono il 31 agosto. Il Ministero non ha indicato quando pubblicherΓ la graduatoria e nelle FAQ colloca indicativamente le attivitΓ tra novembre e febbraio.
Il progetto mirandolese, invece, indica come data iniziale il 1Β° ottobre.
Le spese sono ammissibili soltanto dal giorno successivo alla graduatoria e tutti gli affidamenti devono essere completati prima dellβinizio delle attivitΓ .
Non Γ¨ impossibile che la graduatoria esca in tempo.
Γ soltanto un programma costruito sulla speranza che il Ministero valuti le candidature di tutta Italia, pubblichi gli esiti e consenta di completare gli affidamenti entro una data che il Ministero stesso non si Γ¨ impegnato a rispettare.
La delibera mette inoltre tutta lβesigibilitΓ delle entrate e delle spese nel 2026, nonostante le attivitΓ proseguano nel 2027 e il gran finale sia fissato al 27 febbraio.
PuΓ² esistere una spiegazione contabile. Nel documento pubblico non viene fornita.
Nel Ducato non viaggiano nel tempo soltanto gli artisti.
Viaggiano anche le fatture.
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Se il Ministero non finanzierΓ il progetto, la delibera stabilisce che lβAmministrazione deciderΓ successivamente se realizzarlo almeno in parte, compatibilmente con il bilancio.
Legalmente Γ¨ corretto: senza finanziamento il Comune non Γ¨ obbligato a spendere lβintera cifra.
Politicamente significa perΓ² che questa celebrazione βfondamentaleβ per lβidentitΓ cittadina Γ¨ fondamentale soltanto se arriva il bonifico.
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Se invece il contributo viene concesso e accettato, il Comune non potrΓ trattare il progetto come un buffet: prendo la mostra, assaggio due conferenze, lascio le residenze e il libricino me lo faccio incartare.
La mancata realizzazione totale o parziale puΓ² comportare la riduzione o la revoca del finanziamento. In caso di contributo parziale Γ¨ possibile concordare una rimodulazione, mantenendo obiettivi e coerenza della proposta.
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Poi ci sono i β430 voltiβ: altrettante fotografie A3, pari a oltre 53 metri quadrati di facce, da sistemare su Duomo, Castello, San Francesco ed ex Milizia.
Il set dovrebbe essere realizzato nella scuola media: molti soggetti saranno quindi presumibilmente minorenni. Serviranno liberatorie, autorizzazioni, valutazioni della Soprintendenza e sistemi di fissaggio compatibili con gli edifici storici.
Nellβallegato pubblico non se ne parla.
In compenso ci sono Recalcati, Affinati, Granata e Benanti, indicati tra parentesi e accompagnati dai puntini di sospensione.
PiΓΉ che ospiti confermati, sembrano una lista dei desideri.
La cura storica Γ¨ altrettanto commovente: nella delibera Antonio Bernardi diventa Antonio Bernardo e Prospero Sogari diventa Prospero Sogaro.
Dβaltronde non si puΓ² pretendere precisione da un progetto dedicato alla storia della cittΓ .
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Non Γ¨ possibile attribuire una percentuale seria senza conoscere tutte le candidature e la versione completa caricata sul portale.
Ma lβallegato pubblico mostra debolezze evidenti proprio sui criteri che assegnano piΓΉ punti.
Il fondo disponibile Γ¨ di 1,445 milioni di euro: per dare un ordine di grandezza, equivale a undici contributi massimi da 130.000 euro o a circa tredici contributi da 104.000 euro. Il numero effettivo dei vincitori dipenderΓ naturalmente dagli importi concessi.
Mirandola, con 24.623 abitanti, rientra nel bando per appena 377 residenti. DovrΓ confrontarsi con aree interne, piccoli Comuni montani e territori segnati da spopolamento e fragilitΓ socioeconomica.
La complessitΓ e la fragilitΓ dellβarea valgono fino a 25 punti.
La cooperazione e lβintegrazione territoriale ne valgono 30. Mirandola presenta numerosi partner locali, ma nessun altro Comune e ruoli descritti spesso soltanto con la formula βin collaborazione conβ.
QualitΓ e innovazione valgono altri 25 punti, mentre sostenibilitΓ organizzativa e impatto sociale completano la valutazione.
Non significa che Mirandola sarΓ certamente esclusa o bocciata.
Significa che, sulla base di ciΓ² che Γ¨ stato reso pubblico, la candidatura non appare forte. Per essere competitiva, la versione caricata sul portale dovrΓ essere molto piΓΉ precisa, innovativa e coerente dellβallegato approvato dalla Giunta.
Ma allora torniamo alla domanda fondamentale:
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Mirandola 430 sembra un Gratta e Vinci culturale: si ammucchiano idee, si spolverano di parole ministeriali, si gratta Roma e si spera che sotto compaia la scritta βfinanziatoβ.
Dentro cβΓ¨ tutto: filosofi, falegnami, cuochi, bambini, maxischermo, forex, terremoto, campane, fotografie e libricino.
Manca soltanto quella cosa noiosa che dovrebbe tenere insieme tutto:
un progetto vero.
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