🚓 LA GUIDA SICURA DA FERMI

Manuale pratico per sbandare restando seduti

A Mirandola è arrivata una nuova frontiera dell’addestramento operativo: la guida sicura senza guida.

Perché il Comune, con determinazione n. 362 del 28 aprile 2026, ha deciso di impegnare 4.692 euro per un corso di “Guida sicura” destinato a 22 operatori della Polizia Locale, da svolgersi in tre giornate presso la sede del Comando di Polizia Locale di Mirandola. Non in pista. Non in un centro guida sicura. Non in un piazzale attrezzato. Non in un’area prove. Al Comando. Dentro. In casa. Nel tempio della frenata amministrativa.

Ora, il Fico non vuole essere maligno.
È che la realtà arriva già con il naso rosso.

Perché quando leggi “Guida sicura” immagini una volante che affronta una frenata d’emergenza, un ostacolo improvviso, un fondo scivoloso, una manovra evasiva, magari un istruttore che grida: “Controlli il mezzo! Non guardi l’ostacolo! Guardi la via d’uscita!”, il tutto magari in un circuito.

Poi leggi meglio.

E scopri che il tutto si svolge al Comando.

A quel punto l’immagine diventa inevitabile.

Interno giorno.
Comando della Polizia Ducale.

Un agente è seduto dentro un carrello del MD, mani ben salde sul bordo, occhi fissi davanti a sé. Sul petto, la pettorina catarifrangente. Sulla faccia, la concentrazione di chi sa che sta per affrontare la prova più difficile della carriera: la curva stretta tra l’ufficio del comandante e la macchinetta del caffè.

Dietro di lui, un collega spinge.

Non troppo forte, perché siamo pur sempre in regime di sicurezza sul lavoro.

L’istruttore esterno osserva, prende appunti e annuncia:

— Prima esercitazione: frenata d’emergenza davanti alla fotocopiatrice.
— Con ABS?
— No, con “Ahia, fermati!”.
— Sirena?
— Solo vocale.
— Posso fare “ni-no-ni-no”?
— Sì, ma con convinzione.

Parte il carrello.

Prima manovra: evitamento ostacolo.
L’ostacolo è un faldone del lasciato in mezzo al corridoio, probabilmente i verbali delle indagini su fico.

Seconda manovra: controllo del mezzo in situazione critica.
Il mezzo sbanda leggermente davanti alla porta del comandante, ma l’agente mantiene sangue freddo e dignità, mentre il collega-spingitore corregge la traiettoria con una spallata regolamentare.

Terza manovra: guida in emergenza.
Un dipendente esce improvvisamente dalla sala riunioni con un caffè in mano. L’agente nel carrello deve decidere: frenare, sterzare o compilare un verbale.

Sceglie il verbale.

Promosso.

E qui bisogna essere chiari: la formazione può essere utile.
Anzi, se serve a ridurre rischi, incidenti (che non sono mancati in questi anni) e comportamenti pericolosi alla guida dei mezzi di servizio, ben venga.

Ma allora diciamolo.

Chiamiamolo corso teorico sulla sicurezza alla guida.
Chiamiamolo formazione in aula sui rischi stradali.
Chiamiamolo aggiornamento interno sui comportamenti prudenti alla guida dei veicoli di servizio.

Ma se lo chiami “Guida sicura”, e poi dagli atti emerge che si fa al Comando, senza indicazione di pista, senza piazzale, senza prove dinamiche, senza programma pubblico dettagliato, senza modalità pratiche descritte, allora il cittadino non pensa a Nuvolari.

Pensa al carrello.

Anzi, al carrello operativo multifunzione a trazione umana, modello “Ducale 4×0”, alimentazione a collega, cambio a bestemmia trattenuta, frenata assistita da scarponcino tattico.

La Polizia Ducale, sempre all’avanguardia, potrebbe inaugurare nuove specialità:

slalom tra le sedie dell’ufficio protocollo;
parcheggio a esse tra due cestini della carta;
inseguimento simulato del toner mancante;
testacoda controllato davanti alla bacheca sindacale;
frenata d’emergenza sul tappetino dell’ingresso.

E alla fine, naturalmente, attestato.

Perché nella Repubblica Ducale l’importante non è guidare.
È certificare di aver potuto teoricamente guidare in sicurezza, purché da fermi, in sede, con bollo da due euro.

Sembra Fast & Furious.
Ma letto l’atto, pare più Faldoni & Fotocopiatrici.

Sembra addestramento dinamico.
Ma sembra più una lezione in cui l’unica accelerazione vera è quella del dirigente nel firmare l’affidamento.

Sembra pista.
Ma il luogo indicato è il Comando.

E allora il Fico si permette una domanda semplice, quasi infantile, quindi pericolosissima:

ma se è guida sicura, dove si guida?

Perché se uno fa nuoto in piscina, c’è l’acqua.
Se uno fa tiro al poligono, c’è il bersaglio.
Se uno fa guida sicura, di solito c’è almeno un posto dove un veicolo possa muoversi senza trasformare la stampante in un ostacolo didattico.

A meno che, naturalmente, Mirandola non abbia inventato la guida sicura metafisica: quella in cui il veicolo non serve, la strada è interiore, il volante è concettuale e la frenata d’emergenza consiste nel bloccare una comunicazione prima che diventi un post del Fico.

E in effetti sarebbe coerente.

Dopo il simulatore, la formazione da fermi.
Dopo la videosorveglianza intelligente, la volante immaginaria.
Dopo il controllo del territorio, il controllo del corridoio.

La nuova dottrina operativa è chiara:

prima si presidia la macchinetta del caffè, poi eventualmente la viabilità.

E quindi immaginiamola, la cerimonia finale.

Gli agenti schierati.
Il carrello Coop lucidato.
Il comandante commosso.
L’istruttore che consegna gli attestati.
La Sindaca che taglia il nastro davanti al percorso indoor: partenza dall’ufficio verbali, chicane della fotocopiatrice, tornante del bagno, rettilineo del corridoio, arrivo trionfale davanti al distributore automatico.

Sul podio, tre coppe:

terzo posto: miglior sirena vocale;
secondo posto: miglior frenata senza ribaltamento del cestino;
primo posto: miglior interpretazione drammatica di inseguimento urbano in assenza totale di urbano.

E fuori, intanto, la città.

Con le strade vere.
Le auto vere.
I rischi veri.
Gli attraversamenti veri.
Gli incidenti veri.

Ma quelli, si sa, sono dettagli pratici.

E la pratica, in questa determina, sembra essere rimasta fuori dal Comando.

Forse non aveva il badge.

La morale è semplice: se il corso è teorico, non c’è scandalo. Basta dirlo.
Ma se lo si chiama “Guida sicura”, allora il Fico ha diritto di immaginare la prova pratica col carrello della Coop.

Perché a Mirandola ormai funziona così:

la trasparenza va a passo d’uomo,
la comunicazione va a sirene spiegate,
e la Polizia Ducale impara la guida sicura nel modo più sicuro possibile:

senza guidare.


Fonte: Determinazione Comune di Mirandola n. 362 del 28/04/2026, corso “Guida sicura” per 22 operatori della Polizia Locale, tre giornate presso la sede del Comando, importo complessivo 4.692 euro.

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