
Ti dicono: sicurezza.
Ti vendono: tecnologia.
Ti installano: centinaia di telecamere.
E tu dovresti pensare che qualcuno, da qualche parte, stia davvero vedendo qualcosa di utile.
Spoiler: non è così automatico.
Perché una telecamera non serve a niente se non è messa nel posto giusto, nel modo giusto e per lo scopo giusto.
E questo impianto — sulla carta perfetto — inizia già a scricchiolare proprio lì.
COME FUNZIONA (IN TEORIA)
Il principio è semplice: le telecamere installate sul territorio riprendono ciò che accade, trasformando la luce in segnale digitale. Questo segnale viene trasmesso tramite rete (cavo o wireless) fino a una sala server centrale, dove viene registrato e reso disponibile agli operatori.
LA CRITICITÀ: IL RAGGIO DI IDENTIFICAZIONE
Una telecamera non “vede” tutto allo stesso modo.
C’è una differenza fondamentale tra:
- rilevare una presenza
- riconoscere una persona
- identificare un volto o una targa
Queste tre cose richiedono distanze, angoli e qualità dell’immagine completamente diversi.
Il progetto prevede telecamere da 6 o 4 megapixel con zoom variabile e illuminazione IR fino a circa 50 metri.
Ma questo dato, preso così, è fuorviante.
Perché 50 metri significa vedere qualcosa, non identificarlo con certezza.
In ambito tecnico si usano standard (come quelli basati su pixel per metro) che distinguono chiaramente:
- osservazione
- riconoscimento
- identificazione
E l’identificazione reale avviene a distanze molto inferiori.

Qui non si tratta di opinioni.
Qui ci sono numeri.
E i numeri, purtroppo per qualcuno, sono molto meno propagandabili.
Il progetto lo dice chiaramente:
- 25 pixel/metro → vedi un movimento
- 62,5 pixel/metro → osservi (capisci cosa succede)
- 125 pixel/metro → riconosci (forse capisci chi è)
- 250 pixel/metro → identifichi davvero
Fermiamoci un secondo.
👉 250 pixel/metro per identificare.
Duecentocinquanta.
E ORA TORNIAMO ALLA SIMULAZIONE
Nella simulazione di prima:
👉 a circa 18 metri → 189 pixel/metro
Che significa?
Significa che:
❌ non sei in identificazione
❌ sei sotto la soglia tecnica
Sei, nella migliore delle ipotesi, in zona riconoscimento.
Tradotto in italiano semplice:
👉 forse capisci chi è
👉 forse no
👉 in tribunale… auguri
E C’È DI PEGGIO
Perché quei valori sono teorici.
Il progetto stesso lo dice:
- luce
- angolo
- inclinazione
- sporco sulla lente
- ostacoli
👉 tutto peggiora la qualità reale
Quindi quei 189 pixel/metro?
Sono già ottimistici.
Analizziamo la zona della ex autostazione, già teatro di un pestaggio pochi mesi fa.




E niente, alla fine arriva la matematica. Quella cattiva.
6 telecamere da 4 megapixel (non le migliori) devono coprire un area grande poco illuminata a due passi dal centro.
Perché finché guardi le tavole del collaudo vedi i bei triangolini rossi, ordinati, rassicuranti: tutto coperto, tutto sotto controllo, tutto “sicurezza urbana integrata” come da manuale . Poi però qualcuno prende quei dati, li misura davvero, li scala sulla realtà… e succede il disastro.
Succede che il cono di visione non è una poesia ma una geometria spietata: sotto la telecamera hai il buco nero, la zona dove semplicemente non esisti; subito dopo hai la fascia “buona”, quella in cui – forse – ti riconoscono; e poi, man mano che ti allontani, torni a dissolverti, prima in una sagoma, poi in un pixel con ambizioni. E guarda caso, nel tuo schema, quella fascia utile è una strisciolina, un corridoio stretto in mezzo al nulla.
Tradotto: abbiamo riempito una piazzale con telecamere da 4MP, ma la zona in cui una persona è davvero identificabile è più simile a un foglio a4 ma visto in sezione.
Il resto è scenografia: o troppo vicino per entrare nell’inquadratura, o troppo lontano per capire chi sei.
E allora quei triangoli rossi delle tavole diventano quasi comici: non rappresentano la realtà, rappresentano l’intenzione. La differenza tra “vedere” e “capire” è tutta lì dentro. E costa pure 5.322 € da una parte e 6.705 € dall’altra.




La cosa più notevole? Non è un errore nascosto. È tutto coerente col progetto. È proprio così che funziona. Ed è proprio questo il problema.
Nelle future puntate analizzeremo altri siti particolarmente interessanti ed altre criticità del progetto.
le fonti verranno pubblicate tutte assieme al termine della serie.

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