Categoria: Polizia Ducale

Ida Wells

  • 🍐 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗥𝗧𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗨𝗖𝗔𝗟𝗘 𝗘 𝗜𝗟 𝗙𝗜𝗨𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗛𝗢𝗥

    Il Comune di Mirandola deve sostituire il logo scolorito della Polizia Locale.

    𝗨𝗻 𝗽𝗮𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼. 𝗨𝗻 𝗮𝗱𝗲𝘀𝗶𝘃𝗼. 𝗨𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼. 𝗧𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲: 𝟭𝟱𝟴,𝟲𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼.

    Una pratica talmente semplice che nella determina sono riusciti a infilare 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼.

    Si parte con 𝗢𝗻𝗲 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹 di Cavezzo, partita IVA 03688520364.

    Qualche paragrafo dopo One Digital si trasferisce misteriosamente a Carpi, finisce in via Puglie 27 e cambia partita IVA: 02195380361.

    Peccato che quella partita IVA appartenga a 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝘂𝗺 𝗦.𝗿.𝗹.

    𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝘂𝗺 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶.

    Si occupa di allarmi, videosorveglianza, antintrusione, antincendio e controllo accessi.

    Probabilmente doveva installare una sirena nel computer comunale, da attivare ogni volta che qualcuno premeva 𝗖𝗧𝗥𝗟+𝗖 𝗲 𝗖𝗧𝗥𝗟+𝗩.

    L’impianto, evidentemente, non era ancora stato collaudato.

    Centrum ricompare infatti come precedente esecutrice di un servizio analogo e poi ritorna nel punto dedicato al contratto collettivo delle industrie grafiche.

    𝗜𝗻 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗳𝘂𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗶𝗽𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮.

    Altro che formazione professionale: basta entrare in una determina del Comune di Mirandola e puoi cambiare mestiere tre volte senza aggiornare la visura camerale.

    Per capire cosa sia successo, il Fico ha consegnato il documento a 𝗧𝗵𝗼𝗿, cane poliziotto della Polizia Ducale e unico investigatore presente con un vero fiuto.

    🐕 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗩𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗘𝗦𝗖𝗟𝗨𝗦𝗜𝗩𝗔 𝗔 𝗧𝗛𝗢𝗥

    🍐 𝗙𝗶𝗰𝗼: «Thor, hai annusato la determina?»

    🐕 𝗧𝗵𝗼𝗿: «Bau.»

    Traduzione: “Sì. Alla prima pagina sentivo odore di One Digital. Alla seconda è comparsa Centrum. Alla terza ho chiesto il rinforzo dell’unità cinofila.”

    🍐 𝗙𝗶𝗰𝗼: «Come hai capito che c’era stato un copia-incolla?»

    🐕 𝗧𝗵𝗼𝗿: «Bau bau.»

    Traduzione: “Stesso indirizzo, stessa partita IVA e stesso nome dimenticato in più punti. 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘃𝗮 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝘁𝘁𝗼. 𝗕𝗮𝘀𝘁𝗮𝘃𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼.”

    🍐 𝗙𝗶𝗰𝗼: «Centrum installa sistemi d’allarme. Cosa c’entra con la stampa del logo?»

    🐕 𝗧𝗵𝗼𝗿: «Grrrr.»

    Traduzione: “Nulla. Ma forse il cartello, oltre al logo, doveva abbaiare quando qualcuno si avvicinava.”

    🍐 𝗙𝗶𝗰𝗼: «Nella determina Centrum viene indicata anche come precedente esecutrice.»

    🐕 𝗧𝗵𝗼𝗿: «Bau?»

    Traduzione: “Precedente esecutrice di cosa? Del cartello o dell’antifurto che impediva agli uffici di rileggere il documento?”

    🍐 𝗙𝗶𝗰𝗼: «Compare anche un riferimento all’art. 18, comma 1, lettera b), che scritto così non esiste.»

    🐕 𝗧𝗵𝗼𝗿: «Auuuuuu.»

    Traduzione: “Quando il copia-incolla è fatto bene, copia le norme. 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗲̀ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗠𝗶𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗮, 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮.”

    🍐 𝗙𝗶𝗰𝗼: «Come si poteva evitare tutto questo?»

    Thor si avvicina alla tastiera, appoggia una zampa su 𝗖𝗧𝗥𝗟+𝗙 e cerca “Centrum”.

    𝗧𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗶.

    Poi guarda gli uffici comunali con quell’espressione tipica dei cani quando si accorgono che gli umani non sono la specie dominante.

    Il vecchio logo della Polizia Locale era stato deteriorato dagli agenti atmosferici.

    𝗟𝗮 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶.

    🍐 𝗨𝗻 𝗽𝗮𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮𝗹𝗶, 𝗱𝘂𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗲 𝗜𝗩𝗔, 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝘁𝗶𝗽𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮.

    Per 158,60 euro il Comune non ha affidato soltanto un cartello.

    𝗛𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗽𝗶𝗮-𝗶𝗻𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲.

    Adesso serve una determina di rettifica.

    E una promozione per Thor: 𝗲̀ 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲, 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗵𝗮 𝗳𝗶𝘂𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼.

    𝗙𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗳𝗶𝗰𝗼𝘀𝗲: determina n. 763 del 13 agosto 2026; preventivo prot. 33663/2026; attività e dati societari pubblicati sul sito ufficiale di Centrum.

    #IlFicoDellaMirandola #Mirandola #PoliziaDucale #Thor #Centrum #CopiaIncolla

  • 🦉 𝗟𝗔 𝗖𝗜𝗩𝗘𝗧𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗧𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗜𝗩𝗜𝗟𝗘

    Questo è il seguito della vicenda del bando regionale 2026 per le Polizie locali. Nel progetto mirandolese compare un’automobile destinata ai servizi in borghese; seguendo l’impegno di spesa indicato, però, si arriva a una determina che acquista una Suzuki Swift per la Protezione civile.

    Ed è qui che la civetta indossa la pettorina.

    Nel Ducato di Mirandola anche le automobili fanno carriera. Questa, almeno negli atti, riesce a essere contemporaneamente mezzo di soccorso e auto civetta della Polizia Ducale.

    Il 15 luglio, con la determina n. 653, il Comune acquista una Suzuki Swift Hybrid 1.2 Top 4WD AllGrip da 20.900 euro.

    La motivazione sembra scritta mentre in sottofondo suona la colonna sonora di Armageddon: il mezzo servirà per trasportare “merci e persone” e garantire tempestività negli interventi di “prevenzione, soccorso e assistenza alla popolazione”.

    Poi arriva la Swift.

    Bagagliaio da 265 litri, altezza da terra di 14 centimetri e modesta capacità di carico (con quattro persone a bordo circa 100kg). Con passeggeri e attrezzature a bordo, le merci più ingombranti potranno seguire comodamente su un altro mezzo.

    È vero, ha la trazione integrale on demand. Ma quattro ruote motrici non trasformano automaticamente un’utilitaria in un fuoristrada della Protezione civile, così come mettere gli scarponi a un assessore non lo trasforma in un alpino.

    Aggiungere le orecchie da elfo, invece, lo trasforma eccome in un assessore-elfo. Che, ricordiamo ai più permalosi, non è odio né un attacco alla democrazia: è semplice zoologia satirica.

    Nel preventivo allegato non compaiono grafiche, bande identificative, lampeggianti, radio o allestimenti di emergenza. Magari verranno acquistati dopo. Per ora troviamo una normalissima Swift Bianco Artico metallizzato, con vetri posteriori oscurati, sedili riscaldati e schermo touch da 9 pollici.

    Una dotazione essenziale per affrontare le grandi calamità: soprattutto quelle che richiedono di stare al caldo, ascoltare Spotify e non farsi riconoscere.

    Passano appena quattordici giorni e la Swift, almeno contabilmente, cambia divisa.

    Nella delibera di Giunta n. 157 del 29 luglio compare un’“autovettura da utilizzare per servizi in borghese” della Polizia locale, dal valore di 20.500 euro.

    Il modello non viene indicato. Vengono però riportati lo stesso impegno di spesa n. 4232/2026 e lo stesso capitolo 61051/1 utilizzati per acquistare la Swift della Protezione civile.

    Non un impegno somigliante. Proprio quello.

    Ma il vero capolavoro arriva dal bando regionale. Il punto 11 stabilisce che i veicoli acquistati attraverso il cofinanziamento debbano obbligatoriamente esporre il logo della Regione Emilia-Romagna, sovrastato dalla dicitura: “Con il contributo della Regione Emilia-Romagna”.

    Quindi, se la Swift è davvero l’auto inserita nel progetto regionale, avremo una vettura sotto copertura con lo sponsor sulla carrozzeria. Una specie di agente segreto che entra al bar gridando: “Non fate caso a me”.

    Niente livrea della Polizia locale, naturalmente. Soltanto un adesivo che comunica a tutti chi ha finanziato l’automobile. Per la segretezza, un autentico colpo da maestro.

    A questo punto la domanda sorge spontanea: la Protezione civile potrebbe essere stata utilizzata come paravento amministrativo per non presentare subito l’acquisto come quello di un’auto civetta?

    Non diciamo che sia andata così. Diciamo che gli atti raccontano due storie diverse usando la stessa impronta contabile. Non sarebbe stata nascosta l’automobile, perché la determina è pubblica: sarebbe rimasto in penombra il mestiere che avrebbe dovuto svolgere.

    C’è poi una coincidenza logistica molto comoda: Protezione civile e Polizia locale dipendono entrambe dal medesimo dirigente, il comandante Doni. La Swift non dovrebbe neppure cambiare cortile: basterebbe girare il cartello sulla scrivania.

    E qui si aggiunge un secondo quesito: a cosa serve un’auto civetta alla Polizia locale di una città di poco più di 25.000 abitanti? Mirandola non è Gotham City. Non chiediamo targhe o luoghi degli appostamenti, ma quale concreta necessità operativa giustifichi l’acquisto e perché non siano sufficienti i mezzi già disponibili, tra i quali dovrebbe figurare anche una Fiat bianca priva di particolari livree.

    La Polizia Ducale dispone già di Thor e Giasone, i due agenti pelosi. Ora sembra arrivare anche la civetta. A questo punto manca soltanto il falconiere e lo zoo della sicurezza è completo.

    Se si tratta di un errore, lo correggano. Se il mezzo sarà condiviso, lo dichiarino. Se ha cambiato destinazione, pubblichino l’atto.

    Perché, in attesa di risposte, resta una Suzuki capace di passare dalla Protezione civile ai servizi sotto copertura senza nemmeno accendere il motore.

    Fonti: determina n. 653 del 15 luglio 2026; delibera di Giunta n. 157 del 29 luglio 2026; preventivo KRYCAR prot. 31338/2026; bando regionale DGR n. 469/2026, punto 11; scheda tecnica ufficiale Suzuki

  • 🐕‍🦺 𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗔 𝗜 𝗖𝗔𝗡𝗜, 𝗠𝗜𝗥𝗔𝗡𝗗𝗢𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗕𝗕𝗔𝗜𝗔 𝗦𝗨𝗟𝗟’𝗢𝗦𝗣𝗘𝗗𝗔𝗟𝗘

    La Regione Emilia-Romagna, saldamente a guida PD, ha premiato il progetto mirandolese “Le frazioni al centro” con 65.000 euro.

    Il progetto complessivo vale 97.743,46 euro: la differenza, 32.743,46 euro, resta a carico del Comune. Fin qui nulla di male: ottenere finanziamenti è certamente meglio che perderli.

    Poi, però, si apre il pacco.

    Dentro troviamo 15.237,08 euro per la “valorizzazione del personale” impegnato in 60 servizi cinofili antidroga nelle frazioni. Sono 253,95 euro a servizio, senza che la delibera precisi durata, numero degli agenti coinvolti, località, risultati attesi e ripartizione fra Thor e Giasone.

    Per l’ennesima volta, insomma, dalla Regione arrivano soldi attorno alla doppia unità cinofila della Polizia Ducale. Il cuore del PD regionale, evidentemente, batte anche a quattro zampe.

    Il progetto prevede inoltre servizi coordinati con la Polizia Locale di Cavezzo e con quella dell’Unione Terre d’Argine, cioè l’area carpigiana (ecco che si spiegano le missioni “all’estero” magnificate dal nostro servizio comunicazione).

    Collaborare fra Comuni è giusto. Ma sarebbe interessante sapere dove verranno realmente svolti questi servizi, quante ore di personale mirandolese comporteranno e come saranno ripartiti i costi. Perché, se agenti e cani pagati dai mirandolesi vengono impiegati anche fuori Comune, qualcuno dovrebbe almeno spiegare quale sia il beneficio concreto per Mirandola, e le sue frazioni.

    Nel pacco troviamo poi 20.500 euro per un’automobile destinata ai servizi in borghese, più 1.150 euro per installarci la radio.

    Il progetto dichiara di voler aumentare la presenza visibile nelle frazioni e rafforzare il rapporto di fiducia con i cittadini. E quale mezzo migliore per rendersi visibili di un’automobile studiata appositamente per non sembrare della Polizia Locale?

    È la nuova frontiera della polizia di prossimità: talmente prossima che non la riconosci nemmeno quando ti passa davanti.

    Infine Gavello, dove saranno spesi 44.350 euro per i lavori e altri 5.000 euro per pratiche, allacci, fibra, telefono e aumento di potenza del contatore.

    La chiamano “sede distaccata”, ma nella delibera non troviamo orari di apertura, giornate di ricevimento, sportello al pubblico o personale assegnato stabilmente.

    Quindi la domanda è semplice: sarà davvero un presidio al servizio degli abitanti di Gavello oppure soprattutto una base logistica e un’area di addestramento per i due agenti pelosi?

    Se sarà una sede aperta ai cittadini, il Comune pubblichi fin da ora giorni, orari e servizi. Altrimenti chiamiamola con il suo nome: la succursale dell’Accademia Ducale K9.

    Rimane infine una questione politica.

    Naturalmente non esiste alcun documento che colleghi questo generoso finanziamento regionale alla sanità, e sarebbe scorretto sostenere l’esistenza di uno scambio. Ma domandare è ancora consentito:

    questa premurosa attenzione della Regione verso la Polizia Locale mirandolese contribuisce forse a spiegare i toni tanto accomodanti dell’Amministrazione comunale sul futuro della sanità?

    Perché mentre da Bologna arrivano soldi per cani, automobile civetta e sede distaccata, da Mirandola non si sente un abbaio contro un riassetto sanitario che, checché ne dicano, rischia di impoverire ulteriormente il Santa Maria Bianca.

    Thor e Giasone avranno servizi, addestramento, automobile e nuova base.

    Per l’ospedale, invece, il comando sembra essere sempre lo stesso:

    seduto, buono e non abbaiare.

    📄 Fonti: Deliberazione della Giunta comunale n. 157 del 29 luglio 2026; DGR Emilia-Romagna n. 469/2026; determinazione regionale n. 13096/2026.

  • 𝗟𝗔 𝗗𝗨𝗖𝗔𝗟𝗘 𝗙𝗘𝗥𝗠𝗔 𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗜𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗘 𝗟’𝗔𝗦𝗦𝗘𝗦𝗢𝗥𝗘𝗟𝗙𝗢 𝗦𝗜 𝗔𝗣𝗣𝗨𝗡𝗧𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔

    Tre pattuglie, sei operatori, due Comuni, 119 veicoli controllati, 130 persone identificate, 100 automobili verificate attraverso i varchi elettronici e una sola sanzione per omessa revisione.

    𝗨𝗻 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲, 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗲̀ 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝗯𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗶𝗻 𝗡𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗲.

    L’Assesorelfo alla Sicurezza è subito salito sul balcone del Ducato per proclamare che il risultato confermerebbe «l’efficacia dell’azione coordinata», la «cultura della sicurezza», il «rispetto delle regole» e persino l’attenzione dei cittadini.

    𝗠𝗮𝗻𝗰𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗹𝗲 𝗙𝗿𝗲𝗰𝗰𝗲 𝗧𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗲𝗻𝘁𝗲.

    Poi, però, qualcuno ha aperto la tabella con i dati della stessa Polizia Locale.

    Nel 2025 i varchi elettronici hanno verificato 15.491 veicoli in transito. Quelli risultati privi di revisione erano 165.

    Vale a dire l’1,07%.

    Tradotto dal burocratese: 𝘂𝗻 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝟵𝟰 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶.

    La sera del 30 luglio ne vengono verificati 100 e, alla fine dell’intera operazione, salta fuori una revisione scaduta.

    𝗖𝗟𝗔𝗠𝗢𝗥𝗢𝗦𝗢: 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗧𝗥𝗢𝗩𝗔𝗧𝗢 𝗘𝗦𝗔𝗧𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗤𝗨𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗜𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗗𝗘𝗩𝗔 𝗗𝗜 𝗧𝗥𝗢𝗩𝗔𝗥𝗘.

    La statistica è arrivata al posto di controllo, ha abbassato il finestrino e ha detto:

    «𝗕𝘂𝗼𝗻𝗮𝘀𝗲𝗿𝗮 𝗮𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝟵𝟰. 𝗠𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘃𝗮𝘁𝗲 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼?»

    Altro che risultato «particolarmente significativo». È un risultato talmente ordinario che avrebbe potuto produrlo direttamente un foglio Excel, senza disturbare l’Assesorelfo durante le ferie.

    𝗘 𝗖’𝗘̀ 𝗗𝗜 𝗣𝗜𝗨̀.

    Nel 2024 i veicoli senza revisione erano stati 173 su 25.767 controllati: uno ogni 149.

    Nel 2025 sono stati 165 su appena 15.491 controllati: uno ogni 94.

    𝗟’𝗜𝗡𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗩𝗘𝗜𝗖𝗢𝗟𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗥𝗘𝗩𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘̀ 𝗤𝗨𝗜𝗡𝗗𝗜 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗢 𝟬,𝟲𝟳 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝟮𝟬𝟮𝟰 𝗔𝗟𝗟’𝟭,𝟬𝟳 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝟮𝟬𝟮𝟱.

    𝗨𝗡 𝗔𝗨𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗜𝗥𝗖𝗔 𝗜𝗟 𝟱𝟵 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗢.

    Il numero assoluto è leggermente diminuito, da 173 a 165, ma soltanto perché i veicoli verificati sono crollati di oltre diecimila unità. In proporzione, quindi, le revisioni scadute sono diventate decisamente più frequenti.

    𝗦𝗘 𝗟’𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗨𝗦𝗔𝗥𝗘 𝗜 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗠𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗥𝗖𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗟𝗘𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟’«𝗔𝗧𝗧𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗜», 𝗗𝗢𝗩𝗥𝗘𝗕𝗕𝗘 𝗔𝗟𝗠𝗘𝗡𝗢 𝗔𝗩𝗘𝗥𝗘 𝗟’𝗔𝗖𝗖𝗢𝗥𝗧𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘𝗥𝗘 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗧𝗔𝗕𝗘𝗟𝗟𝗔.

    Non soltanto la riga utile all’autocelebrazione dell’Assesorelfo.

    Il comunicato, inoltre, non chiarisce nemmeno se i 100 veicoli verificati ai varchi siano compresi nei 119 controllati oppure si aggiungano a essi. Non specifica se l’unica revisione scaduta sia stata scoperta dal varco o durante un controllo diretto.

    𝗜𝗡 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗘𝗡𝗦𝗢, 𝗗𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗜𝗡𝗚𝗢𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗦𝗩𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗦𝗨 𝗗𝗨𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜 𝗥𝗜𝗘𝗦𝗖𝗘 𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗔𝗩𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗟𝗨𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗙𝗜𝗡𝗜𝗧𝗜𝗩𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗢𝗥𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗔 𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘.

    Sono state effettuate anche «verifiche alcolemiche».

    Quante?

    𝗦𝗘𝗚𝗥𝗘𝗧𝗢 𝗗𝗨𝗖𝗔𝗟𝗘.

    Cinque? Cinquanta? Centodiciannove?

    Il numero degli alcoltest è rimasto classificato negli archivi segreti del Ducato, insieme alla ricetta dell’erbazzone e alla posizione esatta del tesoro dei Pico.

    Ma il comunicato comunale possiede una caratteristica meravigliosa: 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮.

    𝗦𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, significa che i controlli erano indispensabili.

    𝗦𝗲 𝗻𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮, significa che i controlli sono efficaci e i cittadini educati.

    𝗦𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗻𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮, sarà certamente merito della prevenzione promossa dall’Assesorelfo.

    𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗩𝗜𝗡𝗖𝗘 𝗟’𝗔𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘, 𝗖𝗥𝗢𝗖𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗜𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔.

    Sia chiaro: 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼.

    Il problema comincia quando quel lavoro viene utilizzato come fondale per l’ennesima fotografia autocelebrativa dell’assessore e un dato perfettamente normale viene gonfiato dall’ufficio comunicazione fino a trasformarlo in una mongolfiera istituzionale.

    Thor e Giasone possono quindi tornare tranquillamente a guardare Affari Tuoi: dentro il pacco numero 100 c’era proprio la revisione scaduta annunciata dalla statistica.

    𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗙𝗜𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔, 𝗟’𝗨𝗡𝗜𝗖𝗢 𝗦𝗢𝗚𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗦𝗢𝗥𝗣𝗥𝗘𝗦𝗢 𝗔 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗕𝗕𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗧𝗘𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗜 𝗟𝗜𝗠𝗜𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧𝗜 𝗦𝗘𝗠𝗕𝗥𝗔 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗟’𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘.

    𝗩𝗜𝗢𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗔: eccesso di enfasi, aggravato da autocelebrazione assessoriale e recidiva propagandistica.

    𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗦𝗔𝗥𝗘𝗕𝗕𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗔𝗕𝗜𝗟𝗘 𝗜𝗟 𝗙𝗘𝗥𝗠𝗢 𝗔𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗜𝗩𝗢.

    Possibilmente prima della pubblicazione.

    𝗙𝗢𝗡𝗧𝗜

    • Comunicato del Comune di Mirandola del 4 agosto 2026:
    https://www.comune.mirandola.mo.it/novita/notizie/controlli-coordinati-della-polizia-locale-una-sola-violazione-su-oltre-cento-veicoli-verificati

    • Serie storica 2021–2025 ricavata dai comunicati della Polizia Locale di Mirandola.

  • 🐕‍🦺 𝗧𝗛𝗢𝗥 𝗘 𝗚𝗜𝗔𝗦𝗢𝗡𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗘𝗩𝗢𝗡𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗖𝗖𝗢 𝗠𝗜𝗦𝗧𝗘𝗥𝗜𝗢𝗦𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗨𝗖𝗔𝗟𝗘

    Buone notizie per Thor e Giasone, i due agenti pelosi della Polizia Ducale: il Comune ha acquistato per loro 𝟱𝟯𝟲,𝟱𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 «𝗲𝗾𝘂𝗶𝗽𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼».

    Che cosa contenga esattamente il pacco, però, resta un mistero degno del fiuto dei due Malinois.

    Pettorine? Guinzagli? Manicotti? Materiale per la ricerca olfattiva? Palline, riportelli o premi per l’addestramento?

    Non è dato saperlo.

    La determina è lunga cinque pagine e ci informa diligentemente del CIG, della partita IVA del fornitore, della tracciabilità finanziaria, dell’interesse transfrontaliero, delle garanzie e perfino dell’assenza del contributo ANAC.

    𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗮𝘁𝗼.

    Il preventivo da 439,75 euro più IVA è infatti gelosamente «trattenuto agli atti». Non sono pubblicati prodotti, quantità, marche, prezzi unitari o eventuali sconti.

    Eppure il Comune assicura che il prezzo sarebbe congruo dopo una non meglio precisata 𝗶𝗻𝗱𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗲.

    Resta da capire come sia stata condotta questa delicata attività investigativa.

    Gli incaricati hanno visitato i negozi 𝗶𝗻 𝗯𝗼𝗿𝗴𝗵𝗲𝘀𝗲 𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮, fingendosi normali proprietari di cani?

    Gli operatori economici sono stati convocati al Comando perché sorpresi a mettere 𝗹𝗶𝗸𝗲 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶 o a lasciare recensioni su note pagine satiriche locali?

    Oppure è stato direttamente Thor a fiutare il preventivo migliore?

    Ma la determina ci regala anche un’altra piccola perla. La società affidataria:

    «non impiega lavoratori dipendenti, ma unicamente collaboratori e applica il CCNL del Commercio».

    𝗡𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗽𝗲𝗿𝗼̀ 𝗮𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶.

    A chi venga applicato non è spiegato.

    Ai collaboratori?
    Al titolare?
    Oppure Thor e Giasone sono stati finalmente assunti come addetti alle vendite del quarto livello Commercio?

    Come ciliegina, tra le norme richiamate compare anche l’articolo 32 dell’attuale Codice degli appalti, che disciplina i 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 e non questo affidamento.

    Probabilmente è un ricordino sopravvissuto al copia-incolla dal vecchio Codice, dove l’articolo 32 riguardava effettivamente le fasi dell’affidamento.

    La società scelta è specializzata in materiale per cani da lavoro, l’importo è modesto e l’affidamento diretto è consentito.

    𝗤𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗹’𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗼: 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮.

    Cinque pagine per raccontarci tutto, tranne l’unica cosa che interesserebbe conoscere.

    🐾 Thor e Giasone naturalmente sanno che cosa sia arrivato. Ma, da ottimi agenti della Ducale, sono tenuti al segreto d’ufficio.

    𝗗𝗢𝗠𝗔𝗡𝗗𝗔 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗘

    È possibile pubblicare il preventivo protocollato e spiegare chiaramente ai cittadini che cosa sia stato acquistato con questi 536,50 euro?

    Non chiediamo di compromettere un’operazione sotto copertura: vorremmo soltanto conoscere il contenuto del pacco.

    📄 Fonte: Determinazione comunale n. 719 del 3 agosto 2026.

  • 𝐁𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐔𝐈 𝐓𝐔𝐁𝐈

    Dal titolo della delibera sembra di entrare in un kolossal: Castello dei Pico, Teatro Nuovo ed ex-GIL, tutti convocati per la grande rinascita del centro storico.

    Poi si apre il documento e il film cambia completamente.

    Del Castello non si parla.
    Del Teatro non si parla.
    Dell’ex-GIL non si parla.

    I veri protagonisti sono acquedotto, fognature, gas e teleriscaldamento. Altro che Balla coi lupi: il Comune presenta Balla sui tubi, kolossal da 2 milioni e 540 mila euro, ambientato nel selvaggio sottosuolo di piazza Costituente, piazza Castello e piazza Marconi.

    L’intervento è probabilmente necessario e coordinare tutti gli scavi ha certamente senso. Però Castello, Teatro ed ex-GIL sembrano messi nel titolo come le grandi star sulla locandina: attirano il pubblico, ma nel film non compaiono.

    Il Comune partecipa con 1.230.735 euro, coperti dal contributo per la ricostruzione; AIMAG mette circa 1,067 milioni e AS Reti Gas poco più di 242 mila euro. AIMAG farà da stazione appaltante, gestirà gara, affidamento e direzione dei lavori, mentre il Comune conserverà il proprio RUP per controllare, approvare e rendicontare. Una sceneggiatura con parecchi protagonisti e qualche ruolo ancora da comprendere bene.

    I lavori dovrebbero durare otto mesi dalla consegna, anche se non sappiamo ancora quando avverrà questa consegna. Probabilmente verranno scelti soprattutto i mesi invernali, perché l’accordo raccomanda di non disturbare gli eventi già programmati e le attività commerciali durante la stagione primaverile ed estiva.

    Prima gli street food, le Notti Gialle e compagnia cantante. Poi, quando arriva il freddo, si potrà trasformare la piazza nella frontiera del Wyoming, tra scavi, ruspe, trincee e condotte.

    Del resto, come è risaputo, l’inverno è proprio il periodo ideale per scavare, posare tubazioni ed eseguire ripristini: pioggia, gelo e umidità sono da sempre i migliori collaboratori di ogni cantiere ben riuscito.

    Speriamo almeno che, finita la grande epopea sotterranea, la piazza venga rimessa a posto decentemente, senza avvallamenti, rattoppi creativi, pavimentazioni ballerine e tombini capaci di mettere alla prova le sospensioni.

    E speriamo soprattutto che gli alberi della piazza non subiscano danni durante scavi, passaggi dei mezzi e posa delle condotte. Perché i tubi si possono sostituire; gli alberi adulti, invece, non si rimontano con un raccordo e due fascette.

    Nel frattempo Castello, Teatro ed ex-GIL restano sullo sfondo, immobili e silenziosi.

    Ma sulla locandina fanno sempre la loro figura.

    Prossimamente nei cantieri del centro storico:
    𝐁𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐔𝐈 𝐓𝐔𝐁𝐈.

  • 𝗔 𝗠𝗜𝗥𝗔𝗡𝗗𝗢𝗟𝗔 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗧𝗘𝗥𝗠𝗜𝗡𝗘 𝗩𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗨𝗧𝗢𝗟𝗔𝗩𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢

    Dopo i carrozzieri, le assicurazioni Kasko e i corsi di guida sicura, alla Polizia Ducale mancava soltanto un programma stabile per la lucidatura.

    Il Comune ha quindi affidato allo stesso autolavaggio già utilizzato il lavaggio dei mezzi comunali dal 25 luglio 2026 al 30 giugno 2029, per una spesa complessiva di 17.130 euro IVA compresa.

    Di questi, 3.300 euro serviranno per i mezzi della Polizia locale.

    Per i prossimi tre anni, dunque, il programma operativo è garantito: prelavaggio, spazzole, cera e controllo del territorio. Perché magari i risultati non sempre brillano, ma almeno il cofano sì.

    L’affidamento diretto è consentito. La meraviglia è che il Comune dichiara espressamente di derogare al principio di rotazione, confermando il gestore uscente perché affidabile, preciso e conveniente.

    Conveniente rispetto a cosa, però, non si sa.

    Nell’atto non vengono indicati il prezzo di ogni lavaggio, il numero dei mezzi, la frequenza prevista e nemmeno un confronto con un altro operatore. La convenienza viene certificata con l’antico metodo amministrativo mirandolese: è conveniente perché abbiamo scritto che è conveniente.

    𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗭𝗭𝗜 𝗦𝗜 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗩𝗔𝗡𝗢

    Nel precedente affidamento, quello del 2025, il preventivo era allegato e pubblico.

    Si poteva leggere che il lavaggio esterno costava 8 euro per un’auto, 10 per un SUV, 25 per un furgone grande e 60 per uno scuolabus, oltre IVA. Interno ed esterno di un’auto costavano 20 euro, con igienizzazione preventiva.

    Ora che l’affidamento non dura più un anno ma quasi tre, il nuovo preventivo non viene allegato: viene semplicemente “trattenuto agli atti”.

    Quando la spesa valeva 5.891 euro, il cittadino poteva leggere le tariffe. Quando diventa da 17.130 euro, deve fidarsi.

    Una nuova tecnica di lavaggio: si puliscono le auto e si appannano i vetri della trasparenza.

    E cambiano anche le cifre.

    Nel precedente anno erano previsti circa 2.928 euro per gli scuolabus, 1.606 euro per la Polizia Ducale e 1.356 euro per gli altri mezzi.

    Nel nuovo affidamento, per ogni anno completo, diventano 2.000 euro per gli scuolabus, 1.100 per la Polizia locale e ben 2.900 euro per gli automezzi leggeri.

    Scuolabus e Polizia Ducale scendono di quasi un terzo. Gli altri mezzi più che raddoppiano.

    Sono aumentate le auto comunali? Verranno lavate più spesso? È comparsa una berlina di rappresentanza con trattamento alla cera d’api?

    Non si sa, perché il Comune pubblica il totale, ma non le quantità.

    Poi arriva la frase più bella: affidamento per tre anni “con possibilità di ripetizione”.

    Ripetizione per quanto tempo? Per quale cifra? Con quali condizioni? Mistero.

    Forse è il programma fedeltà: dopo tre anni di lavaggi, il quarto affidamento è omaggio.

    Anche l’indirizzo dell’autolavaggio partecipa alla rotazione: nella stessa determina compare prima via Di Mezzo 38 e poi via Di Mezzo 15.

    Il gestore non cambia, ma almeno cambia il numero civico.

    Ma il vero capolavoro è nascosto nei metadati.

    La determina è del luglio 2026, ma il PDF risulta creato il 24 giugno 2024, modificato il 27 settembre 2024 e attribuito a Davide Magrini.

    Sarà certamente un vecchio modello riutilizzato e mai ripulito. Ma l’effetto è poetico: dopo la Kasko profetica, capace di anticipare i sinistri, arriva la determina temporale, nata due anni prima dell’affidamento.

    Un documento che viaggia nel futuro, cambia numero civico e dichiara conveniente un’offerta che nessuno può leggere.

    Tranquilli, però: fino al 2029 le auto comunali saranno pulite.

    La trasparenza, invece, continuerà a circolare con il parabrezza sporco.

  • 𝗟𝗔 𝗞𝗔𝗦𝗞𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗘𝗧𝗜𝗖𝗔

    A Mirandola la macchina amministrativa corre così veloce che ormai anticipa perfino i sinistri. Non è una metafora: è quello che sembra emergere dalla determina n. 634 dell’8 luglio 2026, con cui il Comune affida a Car System la riparazione di tre mezzi del parco comunale per un totale di 7.661,52 euro, somma che dovrebbe essere coperta dai rimborsi assicurativi RCA/KASKO di HDI.

    Fin qui, nulla di straordinario: tre mezzi incidentati, tre preventivi, tre riparazioni. La solita liturgia del carrozziere pubblico.

    Il problema nasce quando si guarda meglio la pratica relativa alla Subaru XV targata YA188AV. La determina dice che il sinistro è avvenuto il 17 giugno 2026. Il preventivo allegato, però, porta la data del 21 maggio 2026. Cioè quasi un mese prima.

    E qui si entra nel meraviglioso.

    Le ipotesi sono tre: o è sbagliata la data del sinistro, o è sbagliato l’allegato, oppure a Mirandola è stata inventata la prima Kasko profetica della Bassa, quella che fa il preventivo prima ancora che il paraurti trovi il suo destino.

    Per gli altri due mezzi il quadro è più lineare: la Lancia Ypsilon ha riportato danni posteriori piuttosto consistenti, con una riparazione da 5.596,14 euro IVA inclusa, mentre il Fiat Ducato ha un danno più contenuto, da 1.012,11 euro IVA inclusa.

    Sulle dinamiche non serve scrivere un romanzo: basta dire che il carrozziere, alla fine, lavora. E lavora pure bene, visto che anche il parco mezzi comunale riesce a dargli soddisfazione.

    La nota più gustosa, però, è un’altra. In questi mesi ci siamo sorbiti la narrazione della sicurezza, dei corsi, della formazione, della prontezza operativa, del mezzo ben tenuto e del personale addestrato. Eppure, nonostante il corso di guida sicura, anche la Ducale non sfugge al carrozziere. Perché alla fine, sotto la vernice del comunicato, resta sempre la realtà: i paraurti si ammaccano lo stesso.

    Nel caso del mezzo della Ducale, il danno fa pensare più a un urto leggero o a una manovra finita male che a un evento clamoroso. Altro che epopea della sicurezza urbana: qui siamo nel dominio del paraurti, della griglia e della grafica da rifare. Più polietilene che leggenda, più Kasko che cavalleria.

    Il punto vero, comunque, resta uno solo: com’è possibile che il preventivo della Subaru sia precedente al sinistro indicato nella determina?

    Perché qui non siamo davanti a una semplice riparazione.
    Siamo davanti a un miracolo amministrativo.

    A Mirandola non c’è solo la Polizia Ducale.
    C’è anche la carrozzeria divinatoria.

  • 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗡𝗘 𝗙𝗜𝗨𝗧𝗔 𝗔 𝗖𝗔𝗥𝗣𝗜, 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗔𝗕𝗕𝗔𝗜𝗔 𝗔 𝗠𝗜𝗥𝗔𝗡𝗗𝗢𝗟𝗔

    In seguito alle numerose lamentele sulla 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗹𝘃𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮 in zona ex bocciodromo, l’assesorlefo, in piena crisi di narrazione securitaria della 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗗𝘂𝗰𝗮𝗹𝗲, ha pensato bene di tirar fuori il solito comunicato muscolare: sicurezza urbana, controlli intensificati, presidio del territorio e tutto il repertorio lessicale che serve quando la realtà zoppica e la propaganda deve fare da stampella.

    Il Comune ci informa che a giugno la 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗗𝘂𝗰𝗮𝗹𝗲 ha “𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼” i controlli sul territorio.

    Parola importante, “intensificato”.

    Evoca pattuglie ovunque, lampeggianti nella notte, sicurezza urbana scolpita nel granito, il territorio passato al setaccio, la delinquenza in fuga nei fossi e il cane antidroga che punta il degrado come un segugio della legalità.

    Poi però uno apre i numeri.

    𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝟯𝟵 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝟭𝟳𝟱 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶.

    Cioè 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝟲 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗮𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.

    Ora, già qui l’intensificazione sembra più una tisana amministrativa che un’operazione sicurezza, ma il bello arriva quando quei numeri li confronti con le serie storiche.

    Nel 2025 la media mensile era di circa 84 posti di controllo e 801 veicoli controllati.

    𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟱𝟰% 𝘀𝘂𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟳𝟴% 𝘀𝘂𝗶 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶.

    Ripetiamolo lentamente, così magari si sente anche in Piazza Costituente: 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼.

    Rispetto alla media degli ultimi tre anni completi, 2023-2025, il mese “intensificato” sta 𝗦𝗢𝗧𝗧𝗢 𝗱𝗲𝗹 𝟰𝟵% 𝘀𝘂𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟳𝟲% 𝘀𝘂𝗶 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶.

    E perfino rispetto al triennio 2019-2021, quando la Polizia Ducale era ancora in UCMAN, quindi nella famigerata Unione cattiva, brutta, distante, intercomunale e poco mirandolese, giugno 2026 resta sotto: 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝟮𝟰% 𝘀𝘂𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝟲𝟲% 𝘀𝘂𝗶 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗶.

    Insomma, siamo usciti dall’Unione, abbiamo recuperato autonomia, gonfalone, orgoglio municipale e comunicati con i bicipiti.

    𝗣𝗲𝗰𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶, 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗯𝗶𝗰𝗶𝗽𝗶𝘁𝗶, 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗿𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗶.

    Poi c’è il capitolo cane antidroga.

    Il comunicato parla di 17 servizi dell’Unità Cinofila, ma quando arriva al risultato sugli stupefacenti racconta che l’attività è stata svolta a Carpi, dove sono stati controllati tre parchi e trovata sostanza stupefacente abbandonata da persone rimaste ignote.

    Traduzione dal burocratese: il cane ha lavorato, la sostanza c’era, ma i proprietari erano già evaporati.

    𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼. 𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗮𝘁𝗲. 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗴𝗻𝗼𝘁𝗲.

    Però il comunicato è venuto benissimo.

    È un po’ la nuova frontiera della sicurezza urbana: 𝗳𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗽𝗶, 𝗴𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗮 𝗠𝗶𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗮.

    Nel frattempo, mentre si celebrano i 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮, la 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗹𝘃𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮 a Mirandola procede più florida che mai. Auto dove capita, parcheggi creativi, marciapiedi interpretati come suggerimenti, angoli di strada trasformati in aree sosta emotive.

    Lì, evidentemente, il degrado non abbaia.

    Forse perché non ha il comunicato stampa.

    Sia chiaro: il problema non sono gli agenti, che fanno quello che possono con organici, turni, priorità e coperta corta. Il problema è politico: vendere come “intensificazione” un mese che, rispetto al 2025, sta a 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝟱𝟰% 𝘀𝘂𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗮 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝟳𝟴% 𝘀𝘂𝗶 𝘃𝗲𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗶.

    Questa non è sicurezza urbana.

    È 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗮.

    Prima si controllavano più veicoli e si facevano meno proclami.

    Adesso si controlla meno, ma si intensifica l’aggettivo.

    E forse è proprio questa la vera specialità della casa: 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼.

  • 𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗥𝗖𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗜𝗡𝗚𝗨𝗜𝗡𝗜: 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗘, 𝗥𝗘𝗖𝗜𝗧𝗔 𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗧𝗘𝗥𝗠𝗜𝗡𝗘

    Il Comune scrive ai genitori della scuola Sergio Neri e prova a trasformare un elenco di problemi già noti in una favoletta amministrativa con carta intestata.

    La formula è bellissima: lavori conclusi, bambini rientrati a marzo, restano solo “interventi residuali”.

    𝗥𝗲𝘀𝗶𝗱𝘂𝗮𝗹𝗶.

    Cioè: bagno docenti da allacciare, scarico delle acque meteoriche da completare, giardino da rifare, prato da seminare a novembre, giochi da consegnare dopo settembre, recinzioni da sistemare, potenza elettrica da aumentare, climatizzazione e VMC da attivare, cucina pienamente funzionante solo da settembre, gas da allacciare, certificazioni da fare, materiali ancora accatastati al piano primo, tinteggiature rimaste in sospeso, servizi igienici del personale cucina da riattivare, elettromagneti sulle porte REI da installare.

    𝗦𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝘂𝗶, 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗼𝘀’𝗲𝗿𝗮? 𝗨𝗻 𝗵𝗼𝗯𝗯𝘆 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗲𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶?

    Ma il punto vero è un altro.

    Quella lettera non sembra una risposta alle preoccupazioni dei genitori. Sembra il riassuntino profumato di cose che il Comune aveva già deciso, già affidato, già messo in determina.

    Lo scarico delle acque meteoriche? Non nasce dalla lettera ai genitori. C’era già la determina del 22 aprile per il manufatto di scarico verso la Tromba Panigadi.

    Il verde? Non nasce dalla lettera ai genitori. C’era già la determina del 28 maggio. E lì il Comune scrive una cosa chiarissima: il cortile era stato usato come area di cantiere, il terreno era significativamente compattato e bisognava ripristinare condizioni agronomiche, funzionali e paesaggistiche.

    Tradotto dal burocratese: non era un giardino scolastico pronto. Era un pezzo di cantiere da rimettere in piedi.

    E infatti nella determina si dice che bisognava procedere “senza ulteriori indugi” per completare le lavorazioni prima della ripresa delle attività scolastiche di settembre.

    Aspetta.

    Ma i bambini non erano già rientrati a marzo?

    Quindi a marzo abbiamo riaperto una scuola con il cortile ancora da recuperare dopo l’uso come area di cantiere, con il verde da rifare, il prato rimandato a novembre e i giochi che arriveranno, forse, dopo settembre?

    𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮.
    𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮.

    Poi c’è l’elettrico.

    A dicembre 2025 il Comune affidava già l’intervento di disalimentazione e messa in sicurezza della connessione BT per sostituire i cavi di alimentazione della scuola, a seguito degli interventi di ampliamento, efficientamento e adeguamento sismico.

    Poi arriva la richiesta di aumento potenza. Poi la determina. Poi, a fine giugno, la comunicazione ai genitori: dal 30 giugno E-Distribuzione aumenterà la potenza a circa 98 kW per far funzionare climatizzazione e VMC.

    Quindi non era una sorpresa. Non era il fulmine d’estate. Era un pezzo tecnico della scuola noto da mesi.

    𝗔 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶.
    𝗔 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶.

    Poi c’è il capolavoro del caldo.

    Nella lettera ci spiegano che per la parte vecchia della scuola faranno un sopralluogo per valutare se serva davvero la climatizzazione, perché magari l’efficientamento energetico, la coibentazione e le schermature solari bastano.

    Peccato che, stando ai documenti della variante, sulla parte esistente — i corpi A e B — non ci sia stato solo qualche ritocchino poetico.

    Nella variante si dice che sugli impianti meccanici una parte significativa delle lavorazioni previste è stata stralciata, mantenendo esclusivamente l’impianto di riscaldamento radiante. Tradotto: sulla parte vecchia il progetto del clima è stato alleggerito, tagliato, riscritto.

    Non solo. Negli elaborati della variante compaiono anche modifiche al sistema di isolamento termico e acustico dei corpi A e B. Cioè proprio il sistema con cui l’edificio dovrebbe difendersi dal caldo, dal freddo e dalle dispersioni.

    Quindi ricapitoliamo il numero di magia.

    Prima si stralciano pezzi degli impianti meccanici.
    Poi si modificano i pacchetti di isolamento dei corpi A e B.
    Poi si dice ai genitori che forse, grazie a coibentazione e schermature, la climatizzazione nella parte vecchia potrebbe non servire.
    Poi, lo stesso giorno, il Comune compra 10 condizionatori portatili, i famosi pinguini, perché bisogna garantire condizioni microclimatiche adeguate nelle scuole dell’infanzia e primarie.

    𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗳𝗼𝗿𝘁 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗮: 𝗶𝗻 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝗶𝗻 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗻𝗴𝘂𝗶𝗻𝗼.

    Altro che efficientamento energetico. Qui siamo al gioco delle tre carte con il termostato.

    Perché il comfort non si misura con le frasi belle. Si misura con le temperature nelle sezioni, con gli impianti realmente installati, con le certificazioni, con i bambini dentro e con le maestre che devono lavorare.

    E se per stare a scuola servono i pinguini, forse il pinguino non è un accessorio. È la smentita con le rotelle.

    E la cucina?

    Nella comunicazione si dice che sarà pienamente in funzione da settembre. Quindi a marzo, quando i bambini sono rientrati, la cucina era pienamente funzionante oppure no? Perché se a luglio bisogna ancora allacciare il tubo del gas e fare la certificazione, la parola “concluso” comincia a somigliare molto a una parola magica pronunciata davanti ai genitori per far sparire il cantiere.

    E attenzione al gioco del collaudo.

    Il Comune può anche dire: “ma il collaudatore era stato incaricato”. Certo. Ma incaricare un collaudatore non significa mostrare il collaudo fatto. Un conto è l’incarico. Un conto sono gli esiti, i certificati, la chiusura formale, la consegna reale degli spazi.

    La rassicurazione vera avrebbe dovuto dire altro.

    Avrebbe dovuto dire: ecco la data di fine lavori.
    Ecco il verbale di consegna.
    Ecco la chiusura del cantiere.
    Ecco i collaudi.
    Ecco le certificazioni.
    Ecco quali spazi erano utilizzabili a marzo e quali no.
    Ecco come sono state gestite le interferenze tra bambini, insegnanti, personale, ditte, cantonieri, aree esterne e lavorazioni ancora da completare.

    Invece ci danno il calendario delle cose rimaste da fare.

    E lo chiamano “residuale”.

    Noi lo chiamiamo in un altro modo: 𝗿𝗶𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼.

    E qui arriva la morale del pinguino.

    Perché non stiamo parlando di un Comune senza soldi, costretto a scegliere tra il condizionatore e il pane secco. Stiamo parlando di un Comune che ha scelto volontariamente di destinare 170.000 euro di risorse pubbliche al sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

    Scelta legittima? Politica.
    Discutibile? Molto.

    Non diciamo che i capitoli di bilancio si spostino con la bacchetta magica. Diciamo una cosa più semplice: le priorità politiche si vedono dai soldi che si trovano e da quelli che si tagliano.

    Perché con 170.000 euro si sarebbe potuto coprire abbondantemente il pezzo di impianto stralciato in variante, evitando di trasformare il comfort della scuola pubblica in una processione di pinguini portatili.

    Quando si tratta della scuola pubblica, si taglia, si rinvia, si valuta, si compra il pinguino con le rotelle.
    Quando si tratta delle paritarie, si trova un budget onnicomprensivo da 170.000 euro.

    𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗼 𝗲̀ “𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝘂𝗮𝗹𝗲”.
    𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗲, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗲̀ “𝗼𝗻𝗻𝗶𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝘃𝗼”.

    E allora la domanda finale è una sola:

    𝗮 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗼 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮?

    Ficus vos observat.

    Comunicazione Comune ai genitori Sergio Neri, prot. 28530 del 25/06/2026
    Fonte principale per: “interventi residuali”, rientro a marzo, lavori da completare a luglio, verde, giochi, potenza elettrica, climatizzazione/VMC, cucina da settembre, piano primo, porte REI.

    Determina n. 344 del 22/04/2026
    Fonte per: scarico acque meteoriche verso Tromba Panigadi / Canale Burana già oggetto di atto precedente alla lettera ai genitori.

    Determina n. 481 del 28/05/2026
    Fonte per: area cortiliva usata come area di cantiere, terreno significativamente compattato, ripristino agronomico/funzionale/paesaggistico, lavorazioni da completare prima di settembre. Determina n. 1105 del 04/12/2025
    Fonte per: intervento elettrico già noto da dicembre 2025, disalimentazione e messa in sicurezza connessione BT per sostituzione cavi alimentazione scuola.

    Determina n. 198 dell’11/03/2026
    Fonte per: aumento potenza da 50 kW a 100 kW, preventivo richiesto già il 09/01/2026, costo complessivo 5.747,74 €.

    Perizia di variante n. 1, relazione del 31/10/2025
    Fonte per: variante, modifiche all’impianto termico, impianto idrico-sanitario/scarichi, sistemazioni area verde, opere di efficientamento energetico, nuove lavorazioni e tempi aggiuntivi.

    Determina n. 583 del 25/06/2026
    Fonte per: acquisto di 10 condizionatori portatili, “pinguini”, per garantire condizioni microclimatiche adeguate nelle scuole dell’infanzia e primarie; importo 3.249,90 €.

    Determina n. 274 del 03/04/2026
    Fonte per: ripristino attrezzature cucina Sergio Neri, ripresa produzione pasti dopo chiusura struttura per attività di cantiere.

    Determina n. 961 dell’08/11/2024
    Fonte per: cronologia lavori, proroga termini, incarico collaudo statico/tecnico-amministrativo richiamato, scadenze PNRR e quadro dell’appalto.

    Determina n. 936 del 24/10/2025
    Fonte per: contributo alle tre scuole dell’infanzia paritarie, budget complessivo 170.000 €, ripartizione fra Don Adani, Santa Maria ad Nives e Filomena Budri.

    Convenzione scuole infanzia paritarie 2025/2026
    Fonte integrativa per: art. 16, budget onnicomprensivo di 170.000 € stanziato dal Comune per le tre paritarie.