
Per mesi a frignare contro la presunta “misoginia” del Fico, e adesso eccoli lì: caricature, targhettizzazione, sberleffi contro comuni cittadine colpevoli solo di leggere, commentare o apprezzare una pagina satirica. Non assessore, non sindaco, non potente di turno: cittadine normali. Comodissime da mettere nel mirino quando non tengono la bocca chiusa.
Questa non è satira. È vigliaccheria travestita da ironia. È il solito repertorio da retrobottega: se una donna parla, va ridicolizzata; se dissente, va esposta; se non si allinea, va trasformata in macchietta.
E il bello è che tutto questo arriverebbe da chi voleva fare la maestrina morale agli altri. Alla fine sotto la vernice “impegnata” resta solo un riflesso vecchio, rancoroso e parecchio miserabile: quello di una testa arretrata che usa le donne come bersaglio e poi pretende pure di passare per illuminata.
Biondalisa misoginia a Km0

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