Il sacrificio del casellino

Nella pubblica amministrazione esistono decisioni strategiche.

Piani urbanistici.
Investimenti.
Politiche per il territorio.

E poi esistono decisioni ancora più profonde, quelle che toccano il vero motore della macchina pubblica: la macchinetta del caffè.

Con la Determinazione n.168 del 3 marzo 2026 il Comune di Mirandola ha ridefinito la geografia dei distributori automatici nelle sedi comunali.

Motivo ufficiale: la prossima riapertura del Palazzo Comunale storico in Piazza Costituente.

Da qui la necessità di ridistribuire alcune macchinette attualmente presenti nella sede provvisoria di via Giolitti.

La tabella allegata alla determina è, come spesso accade negli atti amministrativi, un piccolo esercizio di fantasia numerica

— probabilmente figlio di un copia-incolla troppo entusiasta — ma la ricostruzione più plausibile è questa:

in via Giolitti erano presenti tre coppie di distributori
(caffè e snack).

Con la riapertura del municipio storico una di queste coppie viene trasferita in Piazza Costituente.

Fin qui nulla di drammatico.

Le macchinette seguono il potere.

Ma la vera notizia non è questa.

La vera notizia è il sacrificio del casellino ferroviario di via Curiel.

Per anni quel piccolo edificio ha ospita il servizio Promozione del Territorio e Accoglienza Turistica.

Turisti (pochi).
Mappe (tante, alcune anche belle).
Dépliant (tanti).
Gadget inutili (il posacenere portatile in plastica, i portachiavi…).

E, soprattutto, una macchinetta del caffè.

Ora però la determina stabilisce che quel distributore verrà trasferito all’Auditorium Rita Levi Montalcini, su richiesta di Emilia-Romagna Teatro.

Il casellino perde la tazzina.

Il turismo perde il caffè.

Il teatro lo guadagna.

Un perfetto riassunto delle priorità amministrative.

Il piccolo presidio di accoglienza della città viene privato della sua unica infrastruttura caffeinica, mentre la macchina culturale istituzionale si rafforza con un nuovo distributore.

È la redistribuzione delle risorse secondo il principio fondamentale della pubblica amministrazione locale:

il caffè va dove c’è il potere.

e l’assesorelfo ultime reduce della lega;
con ombre che incombono sul suo operato, oramai del potere, conserva solo il ricordo.

Così il glorioso ex casello ferroviario resta con le mappe e i dépliant.

Ma senza macchinetta.

Un dettaglio minimo, certo.

Eppure incredibilmente simbolico.

Perché a Mirandola può anche mancare una strategia turistica.

Può anche mancare una tabella scritta bene dentro una determina.

Ma una cosa è sicura.

Quando c’è da redistribuire il caffè,
l’amministrazione sa esattamente da dove prenderlo.


Fonte

Determinazione Comune di Mirandola
n.168 del 03/03/2026
“Concessione del servizio di somministrazione di alimenti e bevande mediante distributori automatici – modifica sedi servite”

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *