
(versione mirandolese) Sergio Neri feat Sergio Endrigo
C’era una scuola molto carina
senza giardino,
senza cucina.
Non si poteva correre fuori
perché mancavano prato e fiori.
C’erano ruspe, terra fresata,
una montagna non ancora spianata.
Cumuli alti quasi due metri
che sembrano dune più che tappeti.
Il prato?
Arriverà, dicono piano.
Magari con il bel tempo…
l’anno prossimo o quello lontano.
E la cucina?
Per ora riposa,
come una promessa un po’ misteriosa.
Però la scuola è molto carina,
dicono tutti dalla collina:
“È quasi pronta, manca pochino,
solo il giardino…
e pure il fornellino.”
🍐 Il Fico osserva
Ora, il Fico lo dice subito:
la scuola Sergio Neri è una cosa seria e importante.
I lavori di adeguamento sismico, ampliamento ed efficientamento energetico sono stati un intervento necessario.
Meglio una scuola sicura che una scuola vecchia.
Su questo non si discute.
Però.
Come spesso accade nelle opere pubbliche mirandolesi, la realtà ha sempre quel piccolo dettaglio poetico che sfugge ai comunicati ufficiali.
Per esempio.
Nel comunicato si parla di consegna dell’edificio e di trasferimento dei bambini.
Tutto molto ordinato, tutto molto istituzionale.
Peccato che:
- il giardino, a oggi, sembri più un campo arato che un’area giochi;
- il prato è ancora un concetto filosofico;
- e tra i cumuli di terra qualcuno giura di aver visto dune alte quasi due metri.

Un piccolo Sahara pedagogico.
La cucina invece, da quanto si racconta informalmente, pare essere entrata nella categoria delle entità quantistiche:
esiste nel progetto, ma nella pratica è difficile da osservare.
Un po’ come certe date di fine lavori.
📋 Il dettaglio curioso
Il Comune comunica che:
- la consegna dell’immobile è prevista il 6 marzo
- il trasferimento dei bambini il 16 marzo
Quindi tutto è pronto.
O quasi.
Perché nel frattempo:
- il giardino deve ancora diventare un giardino
- e la cucina deve ancora diventare una cucina
Ma a Mirandola siamo gente pratica.
Se non c’è il prato si gioca sulla terra.
Se non c’è la cucina si userà quella provvisoria del palacomini e pazienza se arriverà cibo freddo.
Dopotutto siamo cresciuti con Sergio Endrigo.

Commenti
6 risposte a “🎵 C’era una scuola molto carina”
Ci sono molte criticità, perché il progettista ha fatto i conti senza l’ oste.
No ha mai convocato un dirigente della scuola che sa cos’è una scuola dell’ infanzia che conosce bene la ripartizione degli spazi e dei servizi.
C’erano due bagni, adesso solo uno per tutti i dipendenti , maschi e femmine devono servirsi dello stesso bagno. Non c’è un impianto elettronico di comunicazione , ingresso – aule.
Hanno installato una porta che si apre verso l’interno, quindi non ripetta le norme di sicurezza.
Aula morbida per disabili creata in fondo alla struttura, ultima, che se il bambino deve andare in bagno fa in tempo a farsela addosso.
Preciso che prima dei lavori esistevano due bagni, per gli adulti ,di cui non sono stati sostituiti i sanitari.
Le tapparelle sono manuali e non elettroniche, come 50 anni fa.
La lista è lunga, ti aggiornerò nei prossimi giorni.
la mancata comunicazione sembra il marchio di fabbrica di questa amministrazione!
Una cosa importante!!!
È stato analizzato il terreno e il sottosuolo dell’ area verde?
Sicuri che non ci sono residui del cantiere edile?
le terre di scavo sono sempre un argomento delicatissimo! inoltre vi è stata anche una demolizione e mi sembra di ricordare che sia stato trovato dell’amianto sotto delle pavimentazioni
Aggiungo che nei bagni, dei piccoli e degli adulti, mancano dispenser come porta saponetta, carta igienica, salviettine, asciugamani….
Poi mi devono spiegare a cosa serve un lavandino nella sala insegnanti , e un video citofono all’ ingresso, dove esiste un grande vetrata.
Mentre il pulsante che apre il cancelletto esterno per l’ ingresso dei genitori si trova nella sala insegnanti, no all’ ingresso.
ho l’impressione che si sia voluto forzare i tempi dopo la dettagliata ed impietosa richiesta di informazioni su lo stato dei cantieri scolastici fatta nel consiglio comunale di febbraio.