Categoria: Giovani

Ida Wells

  • 🏠 “COMPRI CASA A MIRANDOLA? I PRIMI 6 MESI TE LI PAGA IL COMUNE!”

    Così proclama l’assesorlefo Dormi&Rumba dai social del Regno di Budrilandia.

    E tu per un attimo immagini:
    ✨ giovani felici,
    ✨ chiavi consegnate,
    ✨ mutui alleggeriti,
    ✨ Comune amico delle nuove generazioni.

    La realtà racconta una lotteria abitativa con massimale basso, fondo microscopico, precedenza alle coppie, single in fondo, graduatoria da click-day e rimborso dopo che hai già pagato.

    Partiamo dalla promessa: “i primi 6 mesi te li paga il Comune”.

    No.

    La delibera dice che il contributo massimo è:

    👉 3.000 euro per le coppie
    👉 2.000 euro per i singoli
    👉 fondo totale: 20.000 euro per tutta Mirandola.

    Ora, in un mondo normale, uno prende la calcolatrice.

    Un mutuo da 120.000 euro a 20 anni oggi può stare tranquillamente sui 650/700 euro al mese. Sei mesi fanno circa 4.000 euro.

    Quindi il Comune non paga “i primi 6 mesi”.
    Ne paga forse quattro.
    Forse.
    Se sei coppia.
    Se rientri.
    Se arrivi in tempo.
    Se i soldi non sono già evaporati come le promesse elettorali dopo il ballottaggio.

    E con 20.000 euro totali quanti giovani aiuti davvero?

    Pochi.
    Pochissimi.
    Una quantità così ridotta che più che una politica abitativa sembra una foto di gruppo con didascalia: “abbiamo fatto qualcosa”.

    Ma il capolavoro è nei criteri.

    Prima vengono:

    🥇 coppie under 35 che comprano casa;
    🥈 coppie under 35 che affittano;
    🥉 singoli under 35 che comprano;
    🥔 singoli under 35 che affittano.

    Traduzione: se sei single, mettiti in fila dietro.

    Perché evidentemente il giovane solo, con un reddito solo, una bolletta sola ma tutta intera, un affitto solo ma tutto sulle sue spalle, è meno bisognoso della coppia (magari benestante) che magari ha due stipendi.

    Geniale.

    La fragilità sociale misurata con l’album delle figurine della famiglia Mulino Bianco, a questo punto per coerenza, darei la priorità alla coppia dotata di Golden retriever.

    E l’ISEE?

    Grande assente.

    Nella delibera non si vede un criterio sociale forte che dica: prima aiutiamo chi ha davvero meno mezzi. No. Si mettono insieme priorità, età, ordine cronologico, requisiti, esclusioni, ma il bisogno economico reale resta sullo sfondo, come un assessore quando c’è da leggere gli atti.

    Così il giovane precario concorre (con l’handicap) nello stesso recinto della coppietta benestante under 35.
    Tutti uguali davanti al click.
    Meno uguali davanti al conto corrente.

    Altro gioiello: la graduatoria viene costruita anche sull’ordine cronologico di presentazione delle domande.

    Non chi sta peggio.
    Non chi ha più bisogno.
    Non chi rischia davvero di non farcela.

    La casa trasformata in una prevendita TicketOne:
    “Complimenti, sei in coda. Davanti a te ci sono 468 giovani disperati e uno con la fibra più veloce.”

    Poi c’è l’esclusione più surreale: se sei già titolare di un contratto di locazione abitativa nel territorio comunale, sei fuori.

    Quindi se sei giovane, vivi già a Mirandola, paghi già un affitto, resisti già qui, magari vorresti solo migliorare la tua condizione o comprare casa, il Comune potrebbe dirti:

    “Eh no caro, tu hai già commesso l’errore di abitare qui.”

    Politiche giovanili innovative: aiutare chi arriva, dimenticare chi c’è.

    Poi il contributo non è nemmeno anticipato, o pagato di mese in mese.

    Prima paghi tu.
    Paghi mutuo o affitto.
    Per sei mesi.
    Poi dimostri di aver pagato.
    Poi, se tutto va bene, il Comune rimborsa.

    Quindi chi non ha liquidità, chi è davvero in difficoltà, chi avrebbe bisogno dell’aiuto prima e non dopo, resta comunque col cerino acceso in mano.

    È come dire a uno che sta annegando:
    “Nuoti fino a riva, poi ti regaliamo un salvagente.”

    E attenzione ai tempi: entro 90 giorni dalla comunicazione devi presentare contratto di compravendita o locazione registrato.

    Chiunque abbia mai avuto a che fare con banche, mutui, perizie, notai, agenzie immobiliari e Agenzia delle Entrate sa che 90 giorni possono essere un tempo normale solo nella fantasia amministrativa di chi compra casa su The Sims.

    🎤 FINTA INTERVISTA ALL’ASSESORELFO DORMI&RUMBA

    Fico: Assessorelfo, ma quindi il Comune paga davvero sei mesi di mutuo?

    Dormi&Rumba: Certamente. Nel senso poetico del termine.

    Fico: Poetico?

    Dormi&Rumba: Sì. La poesia non va presa alla lettera. Anche “l’Infinito” di Leopardi non aveva il computo metrico.

    Fico: Però la delibera dice massimo 3.000 euro alle coppie e 2.000 ai single.

    Dormi&Rumba: E infatti sono sei mesi emotivi. Non sei mesi bancari.

    Fico: E con 20.000 euro quanti giovani aiutate?

    Dormi&Rumba: Abbastanza per dire che li abbiamo aiutati.

    Fico: Ma perché prima le coppie e poi i single?

    Dormi&Rumba: Perché due persone in foto rendono meglio di una.

    Fico: Ma se la coppia fosse omosessuale?

    Dormi&Rumba: Non mi ci faccia pensare, perderei l’assessorato, il Biondo me la farebbe pagare carissima.

    Fico: Non c’è un vero criterio ISEE forte.

    Dormi&Rumba: Non discriminiamo in base alla povertà. Da noi tutti possono correre ugualmente verso l’esaurimento fondi.

    Fico: La graduatoria sembra una gara a chi presenta prima la domanda.

    Dormi&Rumba: È innovazione digitale. Prima si chiamava bisogno sociale, oggi si chiama velocità di connessione.

    Fico: E il contributo arriva dopo che uno ha già pagato.

    Dormi&Rumba: Certo. Prima dimostri di non avere bisogno, poi ti aiutiamo.

    Fico: Quindi non è “il Comune ti paga sei mesi”.

    Dormi&Rumba: Per caso non è mica il fico?

    Ecco la verità.

    Questo non è un grande piano per i giovani.
    È una micro-misura con maxi-annuncio.

    Un bando che promette casa e consegna condizioni.
    Promette sei mesi e mette massimali.
    Promette sostegno e chiede anticipo.
    Promette attenzione ai giovani e mette i single in fondo.
    Promette politica abitativa e produce una corsa al click.

    A Mirandola ormai funziona così:

    prima lo slogan,
    poi il post,
    poi la faccia soddisfatta,
    poi il Fico apre la delibera
    e trova il trucco scritto in piccolo.

    Dormi&Rumba voleva pagare sei mesi di mutuo.
    Alla fine ha pagherà soprattutto la propaganda.

    Fonti: Deliberazione Giunta Comunale n. 85 del 22/04/2026.

  • IL PEF DEI GIOVANI CHE NON TROVA I GIOVANI

    Ci sono atti comunali che sembrano scritti con una mano, corretti con un’altra e approvati mentre la terza cercava ancora il file giusto sul desktop.

    La Delibera di Giunta n. 72 del 10 aprile 2026 parla di attività estive, conciliazione vita-lavoro, prevenzione del disagio giovanile, fascia adolescenziale, sani stili di vita, inclusione, territorio, associazionismo. Insomma: tutto il repertorio delle parole belle.

    Poi però apri il documento e scopri che il servizio vero riguarda bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. Gli adolescenti dai 12 ai 17 anni compaiono solo con la “possibilità” di iniziative aggregative e con almeno due eventi nel periodo estivo. Due eventi. La politica giovanile in formato omeopatico.

    Il capitolo di bilancio parla di attività ricreative rivolte ai giovani, ma il programma concreto guarda soprattutto a infanzia, elementari e medie. I giovani stanno nel titolo, gli adolescenti nella retorica, i bambini nei numeri.

    E già qui uno potrebbe fermarsi.

    Ma no, perché poi arriva la determina di affidamento del PEF a Media Gestum Consulting. Lì si scopre che la RDO MEPA viene pubblicata dal 29 gennaio al 5 febbraio, mentre la verifica per capire se in Comune esistessero professionalità interne capaci di fare il lavoro parte il 10 febbraio.

    Cioè: prima si cerca fuori, poi si chiede dentro.

    Intermezzo amministrativo:

    — Abbiamo qualcuno in Comune capace di fare questo PEF?
    — Non lo so, chiediamolo.
    — Bene, quando?
    — Dopo aver già chiuso la procedura esterna.
    — Ottimo. Così se qualcuno risponde sì, almeno non crea disagio.

    Su cinque operatori invitati arriva una sola offerta. E naturalmente va bene quella. La concorrenza, a Mirandola, quando è timida viene accompagnata dolcemente verso l’aggiudicazione.

    Poi c’è il dettaglio poetico: il PEF serve anche per i servizi educativi, ma l’incarico viene pagato sul capitolo degli impianti sportivi. A questo punto viene da pensare che anche il preingresso scolastico debba fare riscaldamento a bordo campo prima di entrare in classe.

    E siccome la precisione è tutto, nel PEF del preingresso e del prolungamento orario spuntano ancora formule da centro estivo: “totale costo del servizio di centri estivo”, “ricavi del servizio di centro estivo”. Evidentemente il copia-incolla era rimasto in costume da bagno.

    Anche sulle sedi qualcosa scricchiola: la delibera indica una sede, il PEF ne richiama un’altra. Magari è solo un refuso. Ma quando un atto serve a costruire una gara, affidare servizi, definire tariffe e giustificare scelte amministrative, sarebbe rassicurante che almeno sapesse dove si fanno le attività.

    Alla fine il quadro è semplice: si parla di giovani, ma il servizio si ferma quasi tutto prima; si evocano gli adolescenti, ma gli si concedono due eventi; si verifica l’assenza di competenze interne dopo aver già chiuso la ricerca esterna; si paga un PEF educativo come se fosse roba da impianti sportivi; e gli allegati si portano dietro refusi da copia-incolla.

    Non è una politica giovanile.
    È una gita scolastica dentro la nebbia amministrativa.

    Il Fico perdona. Il PEF no.

    Fonti: Delibera di Giunta n. 72 del 10/04/2026; Determina n. 255 del 31/03/2026; PEF servizi educativi prot. n. 0016218/2026 del 03/04/2026.