
Lo stesso temporale attraversa Mirandola e Borgo Mantovano. Cadono alberi, si spezzano rami, vengono chiuse strade e intervengono Polizia locale, Vigili del fuoco e Protezione civile.
Il vento è lo stesso. Il modo di amministrare, decisamente no.

A Mirandola parte immediatamente il comunicato in alta uniforme dell’𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝗼𝗿𝗲𝗹𝗳𝗼: tre pattuglie della Polizia Ducale, Carabinieri, Vigili del fuoco, Protezione civile, squadre d’intervento, mezzi, uomini e probabilmente anche il numero delle mostrine.
𝗟𝗲 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗲 𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘁𝘁𝘂𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲, 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝘁𝘁𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶, 𝗶 𝗩𝗶𝗴𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝗼𝗰𝗼 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗿𝗼𝗰𝗲 𝗕𝗹𝘂.
Più che un aggiornamento sul maltempo, sembra l’appello prima della battaglia di Waterloo.
Il messaggio, però, è chiarissimo: 𝗹’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰’𝗲̀, 𝗹’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮, 𝗹’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮.
Il cittadino, possibilmente, resti dietro le transenne e applauda.
Poi arriva lui, il vero dominus politico della maggioranza: 𝗶𝗹 𝗕𝗶𝗼𝗻𝗱𝗼.
Mentre si stanno ancora raccogliendo i rami, Golinelli trova il tempo per scrivere:
𝗦𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗱𝗶𝗼𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗶 𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗩𝗶𝗴𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝗼𝗰𝗼, 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮.
Il bersaglio è piuttosto trasparente: i comitati civici che negli ultimi anni hanno osato discutere alcuni abbattimenti del verde pubblico.
Così il temporale diventa un congresso di partito e ogni albero caduto viene arruolato retroattivamente nelle file della maggioranza.
Peccato che il ragionamento abbia un piccolo difetto.
𝗦𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗶 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗶 𝗲𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗿𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 “𝗮𝗯𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶” 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗡𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮?
E se invece non erano considerati pericolosi, allora la loro caduta non dimostra proprio nulla sugli abbattimenti contestati dai cittadini.
Va inoltre ricordato un piccolo dettaglio che il Biondo, preso dall’entusiasmo arboricida, sembra aver dimenticato: 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗼, 𝗰𝗼𝗻 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗲 𝗮𝗶 𝟭𝟬𝟬 𝗰𝗵𝗶𝗹𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗼𝗿𝗮𝗿𝗶.
Con un vento simile possono cedere rami e piante che non erano state precedentemente classificate come instabili. Una tempesta eccezionale non è una perizia arboricola e un albero caduto non diventa automaticamente la prova che tutti gli abbattimenti contestati fossero corretti.
A Borgo Mantovano, intanto, il sindaco Alberto Borsari fa una cosa quasi rivoluzionaria: esce.
𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲.
Poi aggiunge:
𝗔 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶.
Va in strada, guarda i danni con i propri occhi e informa i cittadini con poche parole. Cita Polizia locale e Protezione civile senza trasformarle nella banda musicale del sindaco.
Niente bollettino napoleonico. Niente parata delle divise. Niente comitati civici da insultare approfittando del primo ramo caduto.
Da una parte un’Amministrazione verticista, impegnata soprattutto a rafforzare la propria autorità e a ricordare continuamente chi comanda.
Dall’altra un sindaco che scende in strada, osserva, ascolta e parla alla propria comunità senza bisogno di occupare tutta la scena.
𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢𝗥𝗔𝗟𝗘.
𝗔 𝗠𝗶𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗲 𝗲 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶.
𝗔 𝗕𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗠𝗮𝗻𝘁𝗼𝘃𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼.
𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗶̀: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝘀𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗶𝗻𝗰𝗶 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗮.























