
Il Comune ha approvato le Linee guida contro le allucinazioni dell’intelligenza artificiale.
La prima allucinazione è il piano stesso: il documento sostiene che esista, ma nessuno è ancora riuscito a trovarlo.
Il 5 agosto la Giunta si è riunita via Zoom. Presenti quattro assessori. Assenti Secchia, Luppi e la strategia di implementazione.
Voto unanime. Del resto, nemmeno il piano ha votato contro.
Sono state approvate 26 pagine gonfie di governance, accountability, human-in-the-loop, kill switch e Valore Pubblico.
Hanno preparato il manuale di volo. Mancano l’aereo, la rotta, il pilota e l’aeroporto. In compenso avremo cinquanta persone addestrate ad allacciare le cinture.
𝗜𝗟 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢
Dopo dodici pagine di incenso digitale si arriva finalmente al capitolo 5: “Strategia di implementazione”.
Il cuore pulsante del progetto.
Poche righe e due idee:
• usare l’IA per aiutare a scrivere gli atti;
• scrivere atti più chiari e rispondere più velocemente.
Una svolta epocale. Dopo secoli trascorsi a produrre atti incomprensibili e rispondere con calma geologica, il Comune scopre che sarebbe meglio lavorare bene e in fretta.
Non sono indicati gli uffici pilota, i procedimenti coinvolti, la data di partenza, la durata della prova, il numero di pratiche, il costo, gli errori tollerabili, il tempo da risparmiare o il beneficio atteso.
𝗦𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼, 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗣𝗡𝗥𝗥.
𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗣𝗜𝗟𝗢𝗧 𝗖𝗛𝗘 𝗙𝗢𝗥𝗦𝗘 𝗖’𝗘̀
Le Linee guida scelgono Microsoft 365 Copilot e assicurano che non ci saranno costi aggiuntivi, perché il Comune usa già Microsoft 365.
È la stessa logica per cui, siccome possedete un garage, l’automobile dovrebbe essere compresa.
Il corso allegato distingue però tra Copilot Chat, incluso in alcuni abbonamenti, e Microsoft 365 Copilot completo, che è a pagamento.
E infatti la delibera rinvia le eventuali spese per le licenze a successivi provvedimenti.
Copilot sarà quindi gratuito fino a quando costerà, completo fino a quando diventerà Chat e disponibile per tutti fino a quando ogni dirigente deciderà a chi non darlo.
A pagina 8 Microsoft viene presentato come l’unico ecosistema abbastanza sicuro. A pagina 17 il Comune proclama la guerra al vendor lock-in, già comodamente sistemato in casa con la suite Maggioli.
Il Ducato denuncia le catene con una mano e con l’altra controlla che i lucchetti siano ben chiusi.
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘇𝘇𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗠𝗶𝗰𝗿𝗼𝘀𝗼𝗳𝘁, 𝗽𝗼𝗶 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮.
𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗟𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗧𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔
La governance viene definita “fortemente interdisciplinare”, ma dimentica il Responsabile per la transizione digitale.
Al Servizio Informatico vengono affidate persino valutazioni legali. La DPO, che dovrebbe fornire consulenza, viene promossa ad autorità capace di emettere pareri vincolanti.
Il tecnico farà l’avvocato, la consulente privacy farà il prefetto e il dirigente farà ciò che riterrà opportuno.
La prova dell’effettivo controllo umano sugli atti, infatti, viene lasciata alla scelta dei singoli servizi.
Il Registro dell’IA dirà che Copilot esiste, ma non necessariamente quando, dove e per scrivere cosa sia stato utilizzato.
Potremo avere un atto preparato dall’IA, non dichiarato all’esterno, non annotato all’interno e ufficialmente controllato da un essere umano del quale non rimarrà alcuna prova.
𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗰’𝗲̀. 𝗙𝗶𝗱𝗮𝘁𝗲𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼.
Tra i grandi presìdi di sicurezza compare poi la raccomandazione di caricare i documenti uno alla volta.
La privacy diventa come l’ingresso in discoteca: i gruppi no, uno alla volta sì.
Un fascicolo pieno di dati sensibili resta pieno di dati sensibili. Ma se entra da solo, saluta il buttafuori e si pulisce i piedi, diventa conforme al GDPR.
𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗨𝗖𝗔𝗟𝗘
La Polizia locale non viene nominata neppure una volta, benché le “attività di controllo” siano classificate ad alto rischio.
Non sappiamo se un agente potrà affidare a Copilot un verbale, una relazione di servizio, il fascicolo di un incidente, targhe, immagini o informazioni provenienti dalle banche dati.
L’ufficio che tratta alcuni dei dati più delicati del Comune riceve la stessa sofisticata indicazione operativa degli altri:
𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗮𝗹𝗴𝗼𝗿𝗶𝘁𝗺𝗼 𝘃𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮.
A questo punto Thor e Giasone potrebbero almeno essere impiegati per fiutare il piano, disperso dalle parti di pagina 13.
𝗜 𝗖𝗜𝗡𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗔 𝗔𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢𝗟𝗜 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗣𝗜𝗟𝗢𝗧
Il Comune formerà fino a 50 AI-Tutor, incaricati di evangelizzare i colleghi.
Il percorso completo può raggiungere 47 ore e 55 minuti per dipendente. Per cinquanta persone fanno 2.395 ore e 50 minuti: quasi 300 giornate lavorative da otto ore.
La precisione ducale è commovente: le ore di corso vengono calcolate fino agli ultimi cinque minuti. Le ore risparmiate ai cittadini, invece, possono attendere un successivo provvedimento.
Vengono misurati test, badge e attestati. Non gli atti migliorati, i procedimenti accelerati, gli errori evitati o il costo del personale tenuto per centinaia di giornate davanti ai corsi.
Probabilmente il primo esercizio di prompt sarà:
“Copilot, scrivici il piano che avremmo dovuto approvare prima di organizzare la formazione”.
— Sindaca, quali procedimenti saranno sperimentati?
— Non è indicato.
— Quando partiranno?
— Non è indicato.
— Quale Copilot utilizzerete?
— Quello senza costi aggiuntivi, le cui licenze pagheremo con successivi provvedimenti.
— Come misurerete i risultati?
— Con un rapporto annuale.
— Chi lo preparerà?
— Non è indicato.
— E il Valore Pubblico?
— È scritto diverse volte.
— Quindi cosa avete approvato?
— Un documento che certifica la necessità di approvare altri documenti.
Le Linee guida assicurano già che la formazione “garantisce” un decisivo aumento della produttività, una maggiore qualità degli atti e persino il benessere organizzativo.
Non è ancora partito nulla, ma il risultato è già garantito. Soprattutto quello di performance 2026, del quale Linee guida e corsi costituiscono ufficialmente l’attuazione.
Corso frequentato. Badge conquistato. Casella spuntata. Premio salvo.
Il cittadino continuerà eventualmente ad aspettare, ma sarà un’attesa pienamente human-in-the-loop.
Tra delibera e allegato, “strategico” e parenti compaiono 24 volte, “rigoroso” 14 e “tassativo” 8.
Gli indicatori per capire se il cittadino riceverà un servizio migliore: zero.
𝗟’𝗜𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗜𝗥𝗔̀ 𝗜 𝗗𝗜𝗣𝗘𝗡𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜. 𝗣𝗘𝗥 𝗢𝗥𝗔 𝗛𝗔 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗜𝗧𝗢 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢.
Prompt: “Scrivimi una strategia senza uffici, date, costi e risultati misurabili. Usa molte volte ‘rigoroso’, ‘tassativo’ e ‘Valore Pubblico’”.


















