IL MIRACOLO DEL PNG ovvero: quando il tasto STAMP sostituisce offerte, protocolli, autocertificazioni e forse pure il buon senso

A Mirandola, capitale morale dell’allegato creativo, è accaduto un piccolo prodigio amministrativo: per rinnovare il servizio SMTP Cloud Aruba Business, necessario all’invio massivo delle fatture dei servizi scolastici, il Comune approva un affidamento diretto da 281,80 euro più IVA, per un totale di 343,80 euro. Fin qui nulla di scandaloso: il servizio serve, l’importo è modesto, il rinnovo è plausibile.

Il problema, come spesso accade nei romanzi gotici dell’albo pretorio, non è il mostro. È il lenzuolo con cui hanno provato a coprirlo.

Perché la determina parla di un’offerta allegata al presente atto quale parte integrante e sostanziale, offerta che viene approvata e sulla base della quale si procede all’affidamento. Solo che l’allegato, per quello che si vede, non sembra affatto una vera offerta commerciale: non un preventivo formale, non un PDF intestato, non un documento con numero offerta, data chiara, condizioni contrattuali, firma, riferimenti alla procedura, CIG o dichiarazioni. No. E’ uno screenshot di una mail automatica da noreply@arubabusiness.it che dice, in sostanza: gentile cliente, il servizio è in rinnovo, il prezzo è questo.

Ed ecco il miracolo: nasce promemoria, cresce screenshot, muore allegato sostanziale.

Ma il capolavoro continua. La determina dice che “con la medesima offerta” Aruba avrebbe autocertificato il possesso dei requisiti generali. Solo che nello screenshot non c’è nessuna autocertificazione. Non c’è una dichiarazione sostitutiva. Non c’è una firma. Non c’è un modulo. Non c’è un “ai sensi del DPR 445/2000”. Non c’è nulla che assomigli a una dichiarazione sui requisiti ex articoli 94 e 95. C’è il prezzo del rinnovo. Fine. Quindi le possibilità sono due: o esiste un altro documento che non è stato pubblicato insieme all’allegato visibile, oppure a Mirandola lo screenshot ha acquisito poteri taumaturgici e può diventare, a seconda delle necessità, offerta, autocertificazione, dichiarazione sostitutiva e forse anche certificato di battesimo digitale.

INTERMEZZO TEATRALE — LA SCOPERTA DEL TASTO STAMP

Immaginiamo la scena.

Ufficio comunale. Tarda mattinata. Neon acceso. Scrivania piena di fascicoli. Una determina aperta sullo schermo. Qualcuno si gratta la testa davanti all’eterno mistero:

“Ma l’offerta Aruba dov’è?”

Silenzio.

Qualcuno apre la posta. Qualcuno cerca nel protocollo. Qualcuno pronuncia parole solenni: “CIG”, “DURC”, “requisiti generali”, “parte integrante e sostanziale”.

Poi, all’improvviso, il dipendente pigro — quello della fantasia ficologica, naturalmente — abbassa lo sguardo sulla tastiera.

E lo vede.

Tra F12, Bloc Scorr e i tasti dimenticati dalla civiltà occidentale appare lui:

STAMP.

Gli occhi si illuminano.

Non serve chiedere un’offerta formale. Non serve scaricare un PDF. Non serve protocollare un preventivo. Non serve pretendere una dichiarazione sostitutiva. Non serve nemmeno capire se quello che si sta allegando sia davvero un documento amministrativo.

Basta premere.

Tac.

La mail viene catturata.

La schermata diventa file. Il file diventa allegato. L’allegato diventa offerta. L’offerta diventa autocertificazione. L’autocertificazione diventa atto pubblico.

Il dipendente guarda il PNG appena nato e sussurra:

“È fatta.”

Da quel momento, la pubblica amministrazione mirandolese entra nella nuova era digitale: non più Amministrazione Trasparente, ma Amministrazione Screenshot.

E qui il Fico, nel suo piccolo, si commuove. Perché persino lui, nel suo modestissimo blog di provincia, senza uffici, senza PEG, senza CIG, senza responsabile della transizione digitale e senza timbri, ha ormai smesso quasi del tutto di fare screenshot, se non quando sono davvero indispensabili. I documenti li carica completi, nel formato originale, perché chi legge possa aprirli, verificarli, scaricarli, controllarli e, se vuole, perfino dargli torto.

Il blog satirico prova a comportarsi da archivio documentale. L’ente pubblico, invece, prende una mail automatica da noreply, la trasforma in immaginetta e la promuove a “offerta allegata quale parte integrante e sostanziale”. Così accade l’impossibile: il buffone conserva meglio gli atti del palazzo.

E non è finita. Perché dentro la determina compare anche una frase meravigliosa: Aruba sarebbe l’unico operatore in grado di fornire il “servizio di consultazione richiesto”. Consultazione? Ma qui non si sta affidando un servizio di consultazione. Qui si parla di SMTP Cloud, posta in uscita, invio massivo di email per delle fatture scolastiche. Sembra il classico fossile da determina precedente, il pezzetto di copia-incolla rimasto attaccato al testo come la mollica sotto la tovaglia dopo il pranzo della domenica. Solo che qui non siamo a tavola: siamo in un atto pubblico.

Poi c’è il gioiellino minore: “allegata al presenta atto”. Da solo sarebbe un refuso, e il Fico non farebbe certo una guerra mondiale per una lettera inciampata. Ma quando il refuso vive dentro una determina in cui una email noreply diventa offerta, un PNG diventa allegato sostanziale, un’autocertificazione viene evocata ma non si vede, e un servizio SMTP viene chiamato “servizio di consultazione”, allora il refuso smette di essere un errore e diventa firma stilistica.

Sia chiaro: non siamo davanti al buco di bilancio del secolo. Parliamo di 343,80 euro. Ma proprio perché l’importo è piccolo, viene da chiedersi come sia possibile produrre un atto così solenne e insieme così sciatto. Bastava documentare bene il rinnovo. Bastava allegare l’offerta vera, se esiste. Bastava pubblicare il documento originale, non una schermata. Bastava evitare il copia-incolla del “servizio di consultazione”. Bastava non scrivere che l’autocertificazione sta “nella medesima offerta” se in quella schermata non c’è.

Invece abbiamo il rito completo: Codice dei contratti, principio di rotazione, Consip, Intercent-ER, requisiti generali, DURC, CIG, impegno di spesa, parte integrante e sostanziale. E al centro dell’altare, lui: il PNG miracoloso.

A Mirandola ormai funziona così: se serve una prova, si allega uno screenshot; se serve un’offerta, si allega una mail; se serve un’autocertificazione, si scrive che c’è; se il testo parla di un altro servizio, pazienza, tanto il copia-incolla ha sempre ragione.

Il Fico propone dunque una nuova categoria documentale per l’albo pretorio:

“Allegato sostanziale in formato immaginetta, valido salvo ingrandimento.”

Fonti: Determinazione n. 383 del 07/05/2026 del Comune di Mirandola, affidamento diretto del canone annuale per servizio SMTP Cloud Aruba Business; allegato PNG di rinnovo Aruba Business

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