L’ASSESSORELFO NON SEGUE IL FICO. LO STUDIA COL PENNARELLO IN MANO.

In consiglio comunale l’assesorelfo ha regalato una delle scene più comiche degli ultimi mesi. Prima dichiara di non seguire la pagina del Fico della Mirandola. Poi però precisa che ogni tanto qualche post lo fa ridere. E già qui il numero da avanspettacolo sarebbe completo: non la segue, ma la legge; non la legge, ma la ricorda; non la ricorda, ma ne cita i contenuti. Un capolavoro di coerenza da manuale del piccolo amministratore permaloso.

Poi infatti parte col campionario delle presunte “cattiverie”: la sindaca rappresentata come cane, il consigliere ubriacone, la consigliera raffigurata come maiale. Ora, uno che davvero non segue una pagina non è in grado di snocciolare a memoria esempi così precisi, così selezionati e pure così datati. Uno che fa così non è un estraneo: è uno che la pagina la conosce bene, la guarda, la digerisce male e se la porta dietro come un sassolino nella scarpa. Altro che “non la seguo”: questo è monitoraggio affettivo.

E qui arriva la perla sulle orecchie da elfo. L’assesorelfo ha provato a raccontare di essere preso in giro da più di due anni con le orecchie a punta. Peccato che pure gli archivi, quando non sono amministrati da lui, parlino chiaro: le orecchie elfiche gli sono spuntate il 3 aprile 2025. Tradotto: stanno per compiere un anno, non due. Ma si sa, nel magico mondo del Palazzo il tempo si dilata: le proroghe diventano eternità, i ritardi diventano abitudine e anche le orecchie da elfo invecchiano più in fretta dei cantieri.

Poi il siparietto da finto moralista sulla bestemmia. Per costruire la sua indignazione, l’assesorelfo va a pescare un commento scritto al contrario da un profilo secondario del Fico, come se avesse scovato il Watergate tra i sottovasi del geranio. Però, stranamente, nel suo slancio etico si dimentica della bestemmia sentita benissimo in consiglio comunale il 29 luglio 2025, tirata da un consigliere della sua maggioranza. Quella no, quella sparisce. Niente memoria, niente scandalo, niente predica. Evidentemente alcune bestemmie, se arrivano dalla parte giusta dell’aula, diventano subito profumo d’incenso.

E non manca nemmeno il colpo di teatro: dare del boomer al Fico. Detto da uno che gira in loden con l’aria da giovane funzionario nato vecchio, è quasi tenero. Più che un ragazzo moderno sembra il rappresentante sindacale del 1989 rimasto chiuso in una biblioteca di provincia. Il loden come manifesto politico del giovane vecchio che vuole fare il brillante ma finisce per sembrare il nipote triste di un assessore democristiano imbalsamato.

Infine, il passaggio più spassoso di tutti: quello in cui spiega che, se il Fico dovesse vincere le prossime elezioni, allora dovrebbe rapportarsi con gli agenti di polizia locale. E grazie. È il livello zero dell’amministrazione pubblica, non una profezia di Nostradamus. Ma detto da lui suona come una specie di avvertimento da operetta, il sussurro del piccolo potere che vorrebbe farsi intimidazione e invece resta solo una posa goffa, gonfia e provinciale.

La verità che emerge dal suo intervento è una sola, ed è bellissima: l’assesorelfo il Fico lo segue eccome. Lo legge, lo ricorda, lo mastica male e ogni tanto se lo sogna pure. E nel tentativo di negarlo, ha fatto la cosa più divertente possibile: ha dimostrato da solo di essere uno dei lettori più attenti della pagina.

si parla del fico nei 30 minuti finali del consiglio comunale: https://mirandola.civicam.it/live107-Consiglio-Comunale-del-30-03-2026.html

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