
Quando la Lety ha pubblicato il PIAO –AGGIORNAMENTO SEZIONE 1 – INFORMAZIONI GENERALI E MONITORAGGIO INFRANNUALE SEZIONE 4 su Amministrazione Trasparente, pare abbia sussurrato davanti allo schermo:
“SPERIAMO CHE IL FICO NON LO LEGGA”.
E bisogna riconoscerle una certa fiducia nella natura umana.
Il PIAO infatti è un documento di oltre quattrocento pagine: tabelle fitte come un canneto delle valli, caratteri corpo 6 pensati per essere letti solo da stampanti industriali, e colonne numeriche che provocano nel cittadino medio la stessa reazione di una TAC con mezzo di contrasto.
Il lettore prova ad aprirlo.
Scorre.
Zooma.
Rizooma.
Poi si arrende e va a vedere il meteo.
Il Fico, notoriamente pigro — qualità che nella pubblica amministrazione è la forma più evoluta di intelligenza — ha deciso di affrontarlo con metodo scientifico:
non leggere il PIAO.
O meglio: non leggerlo come è stato scritto.
Perché dentro il PIAO convivono due anime:
- le tabelle, scritte per non essere capite
- le relazioni dei dirigenti, scritte per non essere smentite
E qui avviene la rivelazione.
Le relazioni sono l’unico punto del documento dove un funzionario pubblico non sta programmando, promettendo o proiettando… ma sta spiegando perché le cose non funzionano.
E quando — miracolo amministrativo — sono anche scritte in rosso, assumono direttamente la forma di un post del Fico, solo senza battute e senza minacce di querela.
Così, in mezzo alla giungla normativa del PIAO, il Fico ha trovato la via:
saltare tutto il resto.
Cari lettori, comincia qui la prima parte di questo studio matto e disperatissimo:
non analizzeremo il Comune come viene raccontato,
ma come si racconta da solo quando pensa che nessuno lo legga.
Parte I — Il Comune che si racconta da solo
Avevamo lasciato il lettore davanti alla scoperta fondamentale:
non leggere il PIAO, ma le relazioni.
Perché nel PIAO il Comune pianifica.
Nelle relazioni il Comune si giustifica.
E infatti bastano poche righe per capire l’andamento dell’anno amministrativo:
“Il quadro complessivo delle attività 2023 ha ancora risentito degli effetti del forte ricambio del personale subito nel triennio precedente”
Il Comune non ha problemi.
Ha conseguenze.
Il personale: l’ente a tempo determinato
Subito dopo arriva la stabilità:
“Il pensionamento e relativa sostituzione, consentendo una prima stabilizzazione organizzativa”
La stabilizzazione organizzativa è una fase molto importante della pubblica amministrazione:
è quella in cui si capisce dove sono finiti gli uffici.
Poi però compare la realtà:
“per ragioni di equilibrio di spesa non è stato possibile dare corso all’assunzione di n. 2 tecnici al Servizio Fabbricati e verde pubblico”
Traduzione amministrativa:
i lavori pubblici continueranno a essere pubblici, ma meno lavori.

Il servizio fabbricati: sopravvivenza operativa
Ed ecco la frase che vale tutto il documento:
“Il Servizio Fabbricati e verde pubblico continua a risentire dell’esiguità di personale e della scarsa esperienza di gran parte di esso”
Non è una critica.
È un’autobiografia.
Subito dopo:
“un rapporto di mole ingestibile ed articolato, con numerose situazioni critiche”
Non esistono emergenze.
Esiste l’ordinario.
Il sismico spiegato meglio di qualsiasi articolo

La relazione diventa improvvisamente narrativa:
“l’attività in materia sismica è stata svolta in convenzione con l’Unione dei Comuni Terre di Castelli”
Poi qualcosa cambia.
“si è passato alla gestione diretta”
E come?
“convenzione con libero professionista individuato in contesto territoriale lontano da Mirandola”
Le case dei cittadini sono controllate da qualcuno che probabilmente ha imparato la differenza tra Cividale e Cividale sul navigatore.
E infine la frase perfetta:
“Il provvedimento viene emesso sulla scorta di parere scritto del tecnico strutturista”
Il Comune firma.
La responsabilità arriva allegata.
Gli interventi a rischio
Poi compare una delle ammissioni più sincere mai pubblicate su Amministrazione Trasparente:
“limitate capacità d’intervento in contesti a rischio (cantieri stradali, tetti, impianti sotto tensione, etc)”
Il Comune interviene su tutto, purché non sia pericoloso.
La manutenzione: storia locale
Il settore mobilità:
“recuperando il ritardo accumulatosi negli anni precedenti”
Non si tratta di lavori arretrati.
È patrimonio culturale.
Il mondo moderno arriva in ufficio
L’urbanistica affronta:
“aumento delle pratiche per la gestione di impianti da fonte rinnovabile (fotovoltaico, biogas)”
Il futuro energetico è arrivato.
L’ufficio ha preso appuntamento.
La frase finale

Alla fine, il documento smette di essere un piano e diventa una definizione:
“attività amministrative dirette limitate per personale disponibile”
Non è una difficoltà.
È il modello organizzativo.
Fine prima parte
Le tabelle raccontano cosa farà il Comune.
Le relazioni raccontano perché non lo farà.
Fonti: https://mirandola.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/papca-p/-/papca/display/1572334
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