ovvero: come 60 dosi entrarono in una scuola e ne uscirono in 120

C’è un momento preciso, nei comunicati istituzionali, in cui la realtà smette di essere un fatto e diventa un racconto.
Non succede all’inizio.
Succede dopo, quando i numeri iniziano a crescere da soli.
La storia è questa.
In una scuola del territorio viene rinvenuto hashish.
La Polizia Locale interviene.
C’è una foto. C’è una paletta. C’è un tavolo. Tutto ordinato, tutto regolare.
Poi arrivano le dosi.
Sessanta.
Che, quasi senza accorgersene, diventano centoventi.
📸 LA FOTO, PRIMA DI TUTTO
Guardi la foto.
La riguardi.
Non vedi 60 involucri.
Non vedi una suddivisione ordinata in dosi.
Vedi pochi pezzi, alcuni piccoli, uno più grande, qualche frammento.
Ed ecco il primo dettaglio fondamentale, che nel comunicato non compare mai:
👉 il quantitativo in grammi non viene indicato.
Nessun peso.
Nessuna cifra.
Solo dosi. Tante dosi. Anzi, il doppio.
Eppure, nel mondo reale, l’hashish non nasce a dosi.
Nasce a grammi.
Le dosi arrivano dopo, e dipendono da come le conti.
⚖️ UNA RICOSTRUZIONE (DICHIARATA)
Proprio perché il peso non viene comunicato, ho provato a fare una cosa semplice e trasparente:
una ricostruzione personale, basata esclusivamente sulla foto diffusa.
Ho usato la paletta come riferimento dimensionale.
Ho stimato il peso dei singoli pezzi in modo prudente.
Ho persino fatto l’ipotesi più favorevole possibile al racconto ufficiale, portando il pezzo principale fino a 7 grammi, cioè al limite alto plausibile per quel volume.
Il risultato non è una verità assoluta.
Non pretende di esserlo.
È una stima dichiarata, verificabile, discutibile se si vuole, ma fondata su qualcosa di concreto.
E quella stima porta sempre lì:
👉 circa 13 grammi complessivi.
Che tradotto significa:
- 40–45 dosi se si assumono dosi da 0,3 g
- 30–33 dosi con dosi da 0,4 g
Le 60 dosi dichiarate iniziano già a non tornare.
Le 120 “al consumo” escono completamente dal perimetro della realtà visibile.
Quelle 120 non stanno nella foto.
Stanno nel racconto.
🧮 “AL CONSUMO”: LA FORMULA MAGICA
Il passaggio chiave è sempre quello:
“60 dosi di vendita che al consumo diventano 120”
È una frase elegante.
Ma non è un dato.
“Al consumo” può voler dire tutto e niente:
mezze canne, canne condivise, ipotesi teoriche, astrazioni.
È il moltiplicatore narrativo perfetto:
raddoppia il numero senza doverlo dimostrare.
Non una bilancia.
Un espediente comunicativo.
🐕🦺 IL CANE CHE NON CERCA DROGA
Poi, leggendo con attenzione il comunicato, emerge un dettaglio curioso.
Anzi, rivelatore.
Si parla di due cani:
- uno antidroga
- uno da patrolling
Il cane da patrolling, però, non cerca stupefacenti.
È addestrato alla difesa degli operatori, alla deterrenza, alla gestione di situazioni potenzialmente ostili.
E qui nasce spontanea una domanda semplice, quasi ingenua:
che cosa c’era di così pericoloso in una scuola da rendere necessario un cane da difesa?
Studenti armati di gessetti?
Bidelli insurrezionalisti?
Interrogazioni di matematica particolarmente aggressive?
Il comunicato non lo spiega.
Si limita a elencare l’unità impiegata, lasciando che sia il lettore a colmare i vuoti con l’immaginazione.
E così, anche qui, più che un’informazione, resta un effetto scenico:
più cani, più tensione, più gravità percepita.
🏫 NULLA DI MAI VISTO
C’è poi un altro dettaglio che merita memoria.
In passato, altre unità cinofile di diverse forze dell’ordine hanno già effettuato controlli negli istituti scolastici,
su richiesta dei dirigenti scolastici.
Quindi no:
- non siamo davanti a un territorio mai controllato
- non siamo davanti a una scoperta epocale
- non siamo davanti a un’emergenza improvvisa
Siamo davanti a un’attività che si inserisce in una prassi già esistente, ma che oggi viene raccontata come se fosse straordinaria.
🎭 IL PROBLEMA NON È CONTROLLARE
Controllare va bene.
Prevenire va bene.
Collaborare con le scuole va bene.
Il problema nasce quando:
- i grammi scompaiono
- le dosi si moltiplicano
- e la percezione del pericolo cresce più del materiale sequestrato
Perché a quel punto non stai più informando.
Stai costruendo una narrazione.
📌 CONCLUSIONE
Alla fine restano poche certezze:
- Le dosi si contano dopo aver pesato
- “120 al consumo” è un numero narrativo, non un dato oggettivo
- Il quantitativo in grammi non è stato comunicato
- Una ricostruzione basata sulla foto porta a circa 13 grammi, non a decine moltiplicate
- E se porti un cane da patrolling in una scuola, spiegane il motivo
Il resto è racconto.
E come tutti i racconti, può essere scritto in molti modi.
Alcuni sobri.
Altri decisamente più fantasiosi.
fonti: https://www.ilrestodelcarlino.it/…/il-fiuto-dei-cani… da qui l’unica citazione apparsa su la stampa delle 60/120 dosi di sostanza stupefacente
https://www.comune.mirandola.mo.it/…/controlli-nelle… dove non si citano ne dosi ne grammi
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