Categoria: Cinema

Ida Wells

  • Il Sorpasso a destra

    recensione critica con trama (vietata ai moderati)

    Il film si apre con una Mirandola agostana: tapparelle abbassate, bar aperti solo da infaticabili baristi cinesi.

    Il Biondo sta studiando per l’ennesima volta un regolamento — non perché gli piaccia, ma perché la regione continua a bocciare quelli in vigore — quando viene intercettato da François Vannaccy, che irrompe in scena con un’Alfa Romeo cabrio euro 0, chiaro segno di una crisi di mezz’eta.

    «Sali! La politica non si studia: si sorpassa.»

    Il Biondo tentenna.
    Poi sale.
    E da qui non scenderà più davvero.


    Prima tappa — la remigrazione

    Durante una deviazione tra i campi di meloni, Vannaccy introduce il suo primo grande piano geopolitico: la remigrazione .

    L’operazione però viene organizzata con la consueta precisione operativa degli ultra-nazionalisti:
    per errore reimigrano anche gli operai agricoli del Biondo.

    Seguono:

    • trattori abbandonati
    • motopompe orfane
    • meloni abbandonati al sole

    Il Biondo è inizialmente turbato.
    Poi Vannaccy gli spiega che ogni progetto ha una fase sperimentale.

    Il Biondo annuisce.
    Per la prima volta.


    Seconda tappa — il pieno politico

    A metà viaggio l’Alfa resta a secco.
    Il Biondo paga il carburante.

    Da quel momento cambia tutto.

    Non è più passeggero: diventa alleato.

    Pretende un collegio blindato, primo in lista e possibilmente senza curve.
    Vannaccy accetta con entusiasmo:

    «Vedi? Stai imparando la politica dinamica.»

    Il Biondo ormai ride alle stesse battute.


    Terza tappa — la conversione

    Tra sagre, rstrade riasfaltate prive di segnalitica orizzontale e conferenze stampa che sembrano un banco di una gastronomia, il Biondo abbandona definitivamente la prudenza politica e il suo sembrare un moderato.


    Il finale

    Direzione sud.
    Costa tirrenica.
    Zona Livorno — luogo caro a Vannaccy per i suoi trascorsi aviolanciati.

    I due puntano verso la provincia di Littoria (che loro insistono a chiamare così).

    L’Alfa accelera mentre discutono del prossimo grande progetto nazionale.

    Il Biondo, ormai convinto:

    «Vai tranquillo.»

    C’è una curva.
    Non segnalata.
    Come tutte le conseguenze.

    L’inquadratura si interrompe.


    Giudizio

    Il film riesce nell’impresa di aggiornare il classico italiano:
    dalla spensieratezza economica degli anni ’60 alla sicurezza ideologica della provincia.

    Non è una commedia.
    È la commedia all’italiana che rinasce dalle sue ceneri come un araba fenice.

    ⭐⭐⭐⭐⭐☆
    Consigliato a chi crede che la politica sia una direzione di marcia.