Dopo una interessantissima interpellanza in cui mi sono sentito coinvolto. tre leghisti su quattro hanno visto la luce… ma era quella del gruppo dei vannacciani.
In comune della Lega ormai è rimasto solo lui. Solo. Con il vento della Bassa che gli scompiglia il ciuffo.
L’Assesorelfo.
L’ultimo dei leghisti mirandolesi. Il William Wallace della pianura: non combatte per la libertà… combatte per il quorum del direttivo.
E mentre i clan cambiano tartan politico, lui resta lì, dipinto di verde padano, a cavallo tra una interrogazione e una mozione:
“Potranno toglierci i consiglieri… ma non ci toglieranno MAI il cane antidroga!”
Non perché abbia paura per sé — la sua posizione, nel bene e nel male, è relativamente solida — ma perché stavolta la questione è più grande di qualunque schermaglia politica.
Un anno fa la Lety, a Roma, si dichiarava soddisfatta per la “risoluzione” della crisi Bellco.
Oggi, a distanza quasi esatta di dodici mesi, basta spostarsi di quattrocento metri, attraversare quella linea immaginaria che separa la grande Mirandola dalla più modesta Medolla, e la storia si ripresenta. Peggiore.
L’azienda è ancora più grande.
Ancora più numerose le famiglie coinvolte.
E temo — perché lo abbiamo già visto — che le maestranze più esperte saranno le prime invitate ad uscire, semplicemente perché costano di più.
Lo sappiamo: nelle crisi industriali la politica locale ha margini limitati.
Non decide i bilanci dei fondi internazionali, non controlla i gruppi multinazionali, non può impedire da sola le ristrutturazioni.
Ma proprio per questo la domanda diventa un’altra.
Davanti ai segnali ormai evidenti — fibrillazioni sempre più frequenti e sempre più violente del polo biomedicale — qual è la strategia di medio-lungo periodo?
Basteranno le aule di bioingegneria?
Basterà l’ITS?
Oppure dovremmo iniziare ad affrontare con più decisione i fattori territoriali che tengono o allontanano gli investimenti?
accesso alle reti di comunicazione realmente adeguate
costo dell’energia
infrastrutture logistiche
attrattività per lavoratori qualificati
Immagino, per esempio, una grande comunità energetica territoriale: non pensata come occasione finanziaria, ma come leva industriale — abbassare stabilmente il costo dell’energia per il polo biomedicale e renderne conveniente la permanenza.
Perché oggi molti di questi grandi attori economici sono qui, ma sempre meno legati qui.
E il problema vero non è la singola crisi aziendale.
È quando iniziano ad assomigliarsi tutte.
Allora non è più una vertenza.
Diventa una traiettoria.
E le traiettorie, se non cambiano da sole, vanno cambiate
Non per un improvviso cataclisma, ma per la classica morte amministrativa lenta: anni di piccole irregolarità sommate con cura, gestione sempre più distratta ed episodi via via meno difendibili. Sipario.
Poi resta il guscio.
Vuoto, ma solo sulla carta.
Si tentano un paio di aste per la vendita.
Vanno deserte.
I costruttori leggono le carte, stimano costi e incognite, e applicano la più antica delle politiche edilizie: il passo indietro prudente.
Passano gli anni.
Sette, otto, nove.
Nel frattempo succede esattamente ciò che succede ovunque, da sempre: il vuoto non rimane vuoto. Viene occupato dal tempo prima ancora che dalle persone. Intonaci che cedono, serramenti che spariscono, rifiuti che si accumulano, finestre rotte.
E qui entra in scena la famosa teoria delle finestre rotte: quando un luogo appare abbandonato, comunica che non appartiene più a nessuno. E allora ogni comportamento diventa possibile, perché l’ordine non è più percepito come esistente.
Di solito questa teoria si usa per giustificare interventi repressivi rapidi.
Qui invece abbiamo fatto l’esperimento opposto: nove anni di incubazione controllata del degrado.
Alla fine dentro ci si stabiliscono due disperati. Non un’organizzazione criminale, non un racket: due persone dentro un edificio fatiscente, senza utenze, in mezzo a ciò che l’abbandono aveva già prodotto.
A quel punto l’apparato si attiva:
unità cinofila, sgombero, DASPO urbani, ordine ristabilito.
Applausi social, cuoricini blu.
Il degrado è stato ufficialmente rimosso… dall’unica parte ancora viva del problema.
Perché il punto non è lo sgombero — inevitabile prima o poi — ma la dinamica che lo ha reso inevitabile.
La teoria delle finestre rotte dice che il degrado genera altro degrado.
Qui la prima finestra rotta non è stata il gesto di qualcuno: è stata la scelta di lasciare un immobile pubblico marcire per quasi un decennio.
Ed è questo l’aspetto più notevole:
non il cittadino che approfitta dell’abbandono, ma l’ente che lo produce.
Il Comune, di fatto, diventa il promotore originario della dinamica che poi reprime.
Prima crea il vuoto urbano.
Poi interviene per ristabilire l’ordine nel vuoto che ha creato.
E quindi la domanda finale non è morale ma amministrativa:
se tieni un edificio abbandonato per lustri, senza funzione, senza progetto e senza presidio…
stai combattendo il degrado
o lo stai coltivando in attesa che qualcuno lo abiti?
Sapidata, la ditta sammarinese già oggetto di altri due articoli — quello sulle costose notifiche delle multe e quello sul servizio di call center affidato dalla Polizia Ducale — torna protagonista: un giorno apri l’albo pretorio e scopri che il Comune paga 488 euro perché… il computer del fornitore è diventato vecchio.
Non rotto.
Non insufficiente.
Non sbagliato.
Vecchio.
La determina lo dice: la macchina virtuale è obsoleta, quindi si migra il database delle multe.
Tradotto: si spostano gli stessi dati, con lo stesso software, per fare le stesse multe, nello stesso identico modo — ma su un computer più giovane.
E qui arriva il capolavoro
Grazie alla convenzione regionale la Polizia Ducale ha potuto affidare il servizio a Sapidata: servizio completo, piattaforma, aggiornamenti tecnologici, continuità operativa, adeguamenti.
Cioè: se la tecnologia invecchia, il fornitore la aggiorna gratis, perché non compri il software e hardware ma compri il servizio.
È letteralmente il motivo per cui si paga un canone, ossia il costo onnicomprensivo impegnato di 602.600,00 € per il periodo agosto 2024–luglio 2027, a cui vanno aggiunti i costi delle annualità in cui si è superato il numero di verbali emessi.
Ma a Mirandola no.
A Mirandola il tempo passa… a spese del Comune.
Il server compie gli anni
→ il cittadino offre la torta
Il fornitore cambia computer
→ il bilancio festeggia
La manutenzione diventa progetto,
l’usura diventa prestazione,
l’obsolescenza diventa determina.
Non c’è un nuovo servizio.
Non c’è una nuova funzione.
Non c’è una richiesta del Comune.
C’è solo un computer (virtuale) che non piace più a chi lo usa, o ancor peggio che non regge il carico prestazionale richiesto.
È come pagare il meccanico perché ha deciso di cambiare la sua officina:
la tua macchina è identica, ma il pavimento è più lucido, quindi fattura.
Il vero miracolo amministrativo è questo:
l’outsourcing elimina i problemi tecnici… tranne quando diventano pagabili.
Il database resta dov’è sempre stato: fuori.
La responsabilità pure.
La spesa invece rientra.
E così oggi scopriamo una nuova voce di bilancio:
la manutenzione dell’età del fornitore.
Le multe continueranno ad arrivare puntuali.
Solo più giovani.
Fonti: determina del Comune di Mirandola n.114/2026 – Polizia Locale; determina del 2026 di affidamento della migrazione del database; offerta economica Sapidata per migrazione database allegata alla determina; capitolato tecnico della convenzione regionale per la gestione delle sanzioni amministrative (Intercent‑ER), in particolare le clausole su continuità operativa, adeguamenti normativi e aggiornamenti tecnologici a carico del fornitore del servizio. Determina n.598/2024 affidamento del servizio a Sapidata
C’era una volta l’ex Casello ferroviario di viale 5 Martiri, ristrutturato con fondi pubblici, inaugurato nel settembre 2024 come presidio di accoglienza e promozione turistica della città, formalmente destinato a supportare il servizio IAT diffuso e il Servizio Promozione e Accoglienza Turistica del Comune. Questo è scritto nero su bianco nella convenzione rinnovata per il 2026 tra Comune di Mirandola e Società Ciclistica Mirandolese (Rep. 31490/2025 e rinnovo 2026), dove l’oggetto è la gestione delle aperture per accoglienza e informazione turistica, con un massimo di 660 ore annue e con possibilità di aperture straordinarie esclusivamente su richiesta del Comune. Questo è ciò che stabilisce la convenzione. Poi arriva la Deliberazione di Giunta n. 224 del 17/12/2025 che approva la richiesta PEC 50690 del 29/11/2025 della Società Ciclistica per aperture straordinarie finalizzate al supporto alla “Società Principato di Franciacorta” per consentire le iscrizioni ai corsi sciistici per bambini dai 6 ai 14 anni. Non turismo. Non promozione della città. Non informazione ai visitatori. Iscrizioni sciistiche. Con locali aperti in inverno, riscaldamento acceso, pulizie e manutenzione a carico del Comune come previsto dall’art. 8 della convenzione, oltre a un rimborso fino a 15.600 euro annui per la gestione. Nella delibera si legge che le spese sono “difficilmente quantificabili ma sostenibili”. Tradotto: certe, ma non stimate.Nel mentre il comune non si perita a far pagare l’affitto di 50€ di una sala in biblioteca ad una qualsiasi associazione culturale.
Trattamenti differenti per associazioni differenti…
🎭 INTERMEZZO TEATRALE
Un uomo entra. Ha uno zainetto. Una guida sgualcita. È un turista. Forse.
— «Scusi… cosa c’è da vedere a Mirandola?»
Silenzio. Uno sguardo. Un sorriso professionale.
— «Livigno?»
— «No, guardi, io chiedevo di Mirandola. Un museo, una chiesa, il centro storico…»
Rumore di motore in lontananza. Una porta che si apre.
— «Salga pure. Posto finestrino. Skipass incluso.»
— «Ma io non scio.»
— «Appunto.»
Sipario. Il pullman parte. Direzione nord. Il turista saluta. Non tornerà.
🎭 FINE INTERMEZZO
E così il Casello nato per accogliere chi arriva diventa lo sportello da cui si parte. La convenzione parla di accoglienza turistica, la delibera la utilizza per attività di segreteria sportiva, il Comune paga le utenze e il riscaldamento, e la “valorizzazione del territorio” si traduce in organizzazione della fuga verso la neve. Tutto formalmente deliberato il 17 dicembre 2025, ma pubblicato con tempistiche che fanno riflettere: siamo al 12 e gli atti circolano ora, a distanza di settimane dalla loro adozione, quando le aperture sono già state programmate e realizzate. Trasparenza differita, turismo differito, promozione differita. Nel frattempo, chi entra per chiedere cosa vedere a Mirandola riceve un biglietto per altrove. Altro che sviluppo dell’offerta turistica: qui si pratica il turismo al contrario, quello che non trattiene, non racconta, non investe sul territorio ma accompagna gentilmente fuori, con le luci accese e il pullman già in moto. 🎿🚌
📌 Fonti – Convenzione per l’affidamento della gestione ex Casello ferroviario – rinnovo 2026 (Rep. 31490/2025 e schema rinnovo 2026) – Deliberazione di Giunta Comunale n. 224 del 17/12/2025 – PEC n. 50690 del 29/11/2025 Società Ciclistica Mirandolese