L’INDICATTIVO

Scavi sotto il Palazzo: trovato simbolo del PCI del 1300

La giunta sconvolta: il comunismo mirandolese va anticipato di sette secoli

Mirandola — Dovevano essere normali scavi archeologici: qualche coccio, un po’ di cereali carbonizzati, due pavimenti antichi e la rassicurante parola “stratigrafia”, che fa sempre cultura e non impegna politicamente.

Poi, sotto il loggiato del Palazzo Comunale, è comparso lui: un disco metallico corroso dal tempo, ma ancora leggibile. Falce, martello e scritta P.C.I.

Secondo le prime analisi stratigrafiche, confermate dal Carbonio 14 e dal metodo scientifico locale detto “mettilo via prima che lo veda qualcuno”, il reperto risalirebbe al XIV secolo.

La scoperta riscrive la storia: il cosiddetto “governo comunista” di Mirandola non sarebbe nato nel Novecento, ma attorno al 1300.

Settecento anni di egemonia rossa.
Altro che dopoguerra.

La notizia avrebbe gettato nello sgomento la Lety e l’intera giunta, subito impegnate a spostare l’attenzione su granaglie, coccini, utensili, pavimenti e altre cose archeologicamente rispettabili ma politicamente meno pericolose.

Eppure dovrebbero esultare.

Perché se Mirandola era comunista dal Medioevo, allora l’attuale amministrazione non ha semplicemente vinto le elezioni: ha abbattuto un regime rosso nato quando le sezioni si riunivano nel granaio e i compagni votavano per alzata di forcone.

Una liberazione storica.

Ma niente.
Silenzio.

Meglio parlare dei cocci.

Perché a Mirandola la memoria va benissimo, purché non diventi attuale. I reperti si valorizzano, certo, ma solo quando non disturbano la narrazione.

Per questo la giunta starebbe valutando di esporre il disco con una didascalia più prudente:

“Disco metallico con decorazione astratta. Possibile uso agricolo. Non guardare troppo da vicino.”